Edilizia, Ance Bergamo lancia l’allarme: “Urgenti nuovi provvedimenti strutturali”
Nei primi sei mesi del 2024 rallenta il mercato del settore: nel 2023 in provincia aggiudicate 410 gare. Pesenti: “Opere Pnrr cruciali per il territorio e le imprese, siamo costretti a navigare a vista”
Bergamo. Un rallentamento dell’espansione del mercato osservato nei primi sei mesi del 2024 che preoccupa i vertici di Ance Bergamo, con un calo degli importi del -31,8% per i bandi e del -59,4% per le aggiudicazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
È quanto emerge dal convegno “Punto e Avanti. Lo stato di attuazione del PNRR lombardo”, tenutosi oggi al Salone d’onore della Triennale di Milano con la presentazione del primo rapporto “Il mercato delle opere pubbliche per le imprese di costruzioni nelle province della Lombardia 2019-2024” voluto da Ance Lombardia e realizzato da Cresme Europa servizi.
L’indagine, prima di una serie di pubblicazioni che avrà durata pluriennale con uscite semestrali, ha l’obiettivo di monitorare il mercato delle opere pubbliche in Lombardia, con un focus sulle singole province. Per quanto riguarda la Bergamasca, nel 2023 sono state aggiudicate 410 gare per un importo di oltre 1,1 miliardi di euro. I dati si trovano in linea con quelli lombardi (-32,9% i bandi e -58,3% le aggiudicazioni) e sono migliori rispetto a quelli nazionali (-63,9% i bandi e -64,1% le aggiudicazioni).
“Il settore, dopo la significativa crescita dei mesi passati, continua a tenere – commenta Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo -. Le opere del Pnrr, nonostante alcuni ritardi nel rispetto dei tempi di pagamento, sono cruciali per il nostro territorio e per le nostre imprese, che giocano un ruolo di primo piano nella realizzazione dei progetti”.
Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo
“Tuttavia, i segnali di rallentamento che avevamo già percepito alla fine del 2023 ci preoccupano – continua Pesenti -. Siamo di nuovo costretti a navigare a vista, tra l’incertezza sui bonus edilizi e la mancanza di una visione strategica riguardo ai piani di messa in sicurezza del territorio e alle politiche abitative. È essenziale che le istituzioni intervengano al più presto: dobbiamo ragionare insieme su nuovi provvedimenti strutturali, sia fiscali che normativi, per sostenere lo sviluppo del territorio anche oltre la fase del Pnrr”.
Un altro dato significativo che emerge dallo studio è il calo del ribasso medio di gara che nel periodo 2019-2024 è passato dal 21% al 12%. Importante è anche la partecipazione delle imprese bergamasche al mercato che, negli ultimi due anni e mezzo, hanno vinto il 56% delle gare, corrispondenti al 43% degli importi. Parallelamente, nello stesso periodo, abbiamo assistito anche ad una riduzione dei tempi di affidamento dei lavori che sono passati da più di 5 mesi per i bandi antecedenti al 2019 a due mesi nel 2023.
Passando agli impatti del Pnrr sul mercato delle opere pubbliche, in provincia di Bergamo la ricerca evidenzia come nel periodo 2021-24 le opere Pnrr-Pnc (Piano nazionale complementare) costituiscano il 39% del totale degli importi messi a gara, il 20% in numero, determinando una crescita delle opere medie e grandi. In particolare, stando sul numero di opere, gli interventi di importo superiore a 1 milione passano da un numero medio annuo di 36 bandi nel triennio 2019-2021, a 68 bandi nel 2022, a 113 bandi nel 2023 a 43 bandi nei primi sei mesi del 2024.
Con riferimento, invece, all’importo, nel biennio 2022-23, che ha visto la pubblicazione di numerose gare finanziate dal Pnrr, l’incidenza degli appalti superiori a 1 milione di euro supera l’80% del valore del mercato.



