Rinnovata la convenzione tra Comune e Teatro Donizetti per Casa Suardi e via libera alla riqualificazione dell’ex ABB Sace
La maggioranza presenterà in Consiglio Comunale un ordine del giorno collegato. La capogruppo del Pd Riccardi: “Chiederemo di non prevedere la presenza, nell’area produttiva, di attività insalubri, pericolose per i cittadini”
Bergamo. Lavori per la 3 e la 4 Commissione del Consiglio Comunale in Bergamo, in attesa della discussione che si terrà in aula nella serata di lunedì 21 ottobre. Si comincia con quelli dedicati alla Cultura e, in particolar modo, alla convenzione tra Palazzo Frizzoni e la Fondazione del Teatro Donizetti per l’affidamento di due locali presenti all’interno di Casa Suardi. Il contenuto della delibera è introdotto dall’assessore Sergio Gandi: “Parliamo di un atto molto semplice, ovvero dell’inclusione, tra gli immobili del teatro, di un addendum che fa riferimento in quello di Casa Suardi. specifico che sin dall’inizio, gli stessi non erano volutamente stati occupati, rispetto alla funzionalità degli archivi della biblioteca, in virtù di un accordo che mirava a lasciarli ad uso del Teatro. Ai tempi della chiusura di quest’ultimo, per via del restauro, il Donizetti aveva infatti già spostato l’attività culturale al Teatro Sociale, facendo uso di Casa Suardi grazie ad un collegamento diretto e dei locali in oggetto come backstage e backoffice. Il canone resta fisso a 200mila euro, come del resto già pattuito. Si tratta di un documento che di fatto conclude un percorso di fatto già iniziato”. La delibera passa con voto favorevole anche da parte della minoranza, fatto salvo per la consigliera Laganà che ha scelto di astenersi.
La delibera sulla riqualificazione dell’ex ABB Sace
Nella seconda delibera discussa invece nella 3ª Commissione, per la quale vengono scelti come presidente la consigliera Viviana Milesi, quota Pd, e come vice Loredana Poli, in quota Lista Gori x Carnevali, si discute dell’interesse dell’amministrazione del recupero di un edificio dismesso. “Portiamo una delibera che ragiona sull’articolo 40 bis, introdotto con la legge 12 del 2005 di Regione Lombardia sulla Riqualificazione Urbana, che riconosce, a fronte di un interesse pubblico, delle deroghe sotto forma di incentivazioni – così l’assessore alla Riqualificazione Francesco Valesini –. Stiamo ragionando sul progetto di riqualificazione dell’area ex ABB Sace di via Baioni, in Conca Fiorita, al centro, nel periodo a cavallo tra la Giunta Bruni e quella Tentorio, di un dibattito riguardo proprio la sua trasformazione. Un dibattito acceso che però, ai tempi, fu interrotto a causa della crisi del mercato immobiliare, causando di fatto l’abbandono dell’area per anni, con conseguenti situazioni di degrado e criminalità. La delibera racconta di una superficie lorda di quasi 25mila metri quadri, con una permeabile al momento molto ridotta.
E’ stata presentata una proposta che deve tenere conto dell’edificabilità esistente dalla quale non si può prescindere e che rappresenta un diritto acquisito. L’iniziativa racconta della volontà da parte del privato di portare avanti una modifica da area produttiva a residenziale, quest’ultima per 12mila metri quadrati. La rimanente parte, invece, destinata al terziario resterà calcolata al 100%, per un totale di 12.732 metri quadrati. In questo progetto c’è la commistione tra edilizia convenzionata e sociale, grazie al nuovo Pgt che di fatto alza la percentuale al 20% con il distinguo che l’8% del 20% va all’edilizia convenzionata in vendita e la rimanente parte monetizzata. In questo modo dei 12mila metri quadrati, 1000 saranno in vendita. La superficie commerciale sarà esigua, di 75 metri quadrati, mentre quella produttiva riporta alla deroga che siamo chiamati a discutere, ovvero 1000 metri quadrati. I 105 parcheggi non verranno realizzati fuori terra, ma semi interrati.
Il piano conferma le convenzioni già sottoscritte in precedenza, ma una riduzione del 30% dell’edificabilità rispetto ai documenti del 2013-2018 e riduzione dei precedenti 15mila metri quadrati edificabili a 12,7 metri quadrati, il che consente un intervento meno denso e più permeabile, con una dilatazione dello spazio aperto e pubblico. Si è lavorato sulla riduzione della pertinenza dei giardini privati a favore di uno spazio pubblico ancora più ampio, ceduto al Comune, con circa 600metri quadrati in più, per la realizzazione di un’altra piazza che si aprirà su via Pinetti. Una doppia piazza con due funzioni diverse: la numero uno, dove si affaccia la sala civica, con una funziona da piazza vera e una seconda pensata come parco giardino, con molto più verde. Per un totale di 3300 metri quadrati”.
Così la consigliera del Pd Francesca Riccardi: “Sono una consigliera residente in quella zona e credo che quanto l’assessore Valesini ci ha raccontato sia una buona notizia perché un quartiere dove il verde pubblico e la pista ciclistica lo rendono già molto vivibile, l’area dismessa dell’ex Sace rappresentava una ferita aperta. Il progetto risponde alle richieste dei residenti e a interrompere 15 anni di abbandono di una zona che è da considerarsi il biglietto da visita di tutta l’area. Come è buona nuova anche la diminuzione delle altezze degli edifici. Presenteremo come maggioranza in Consiglio un ordine del giorno che chiede l’inserimento nella convenzione del divieto, nella deroga, di dare spazio ad attività insalubri nella zona produttiva e il relativo stralcio dei 1000 metri adibiti qualora non venga realizzato il progetto specifico di ABB. Il rendering è già stato presentato alla Rete di Valtesse e come maggioranza ci siamo fatti carichi delle perplessità che ne sono uscite. Credo che questa iniziativa risponda a molte delle esigenze sollevate dal quartiere”.
Ida Tentorio, Fratelli d’Italia: “Il progetto Bruni prevedeva 16 piani, parlare oggi di 7 è certamente buona cosa, anche se mi chiedo quanto possano comunque impattare su un quartiere di case da 2-3 piani al massimo. L’unico edificio alto è quello posizionato sull’altro lato di via Pinetti. Ho anche visto i rendering pubblicati: vengono pubblicati con viste ottimistiche e angolazioni favorevoli. Mi chiedo però se sarà possibile averne di realistiche, che guardano verso Città Alta per capire quanta visuale andrà persa e quanto rispetto al patrimonio delle Mura. L’ultima richiesta è relativa alla possibilità di trasformare i parcheggi a raso con interrati”.
“Quando si prevedono spazi pubblici devono essere fruibili ma anche presidiati. L’elemento sicurezza resta dunque importante. E a mio parere si potrebbe invitare il soggetto attuatore ad individuare attività di portierato, guardiania o telecamere -, così Antonio Deleuse Bonomi, consigliere di Lista Pezzotta.
La replica dell’assessore Valesini: “Il piano non declina le attività produttive, credo però che una specifica, come suggerito dalla consigliera Riccardi, sia molto opportuno. Mi sembra un ordine del giorno opportuno. Condivido la preoccupazione sulle altezze della consigliera Tentorio e anche l’opinione sui rendering. In sede istruttoria richiederemo l’aggiunta di immagini realistiche. Il tema delle altezze è importante, ma non possiamo nemmeno non tenere conto di quello dell’edificabilità. Non dimentichiamoci che in questo progetto si riduce, e di molto, l’edificabilità, con un rapporto tra altezza e larghezza in pianta che garantisce la permeabilità all’area. Pensando alla storia urbanistica di questo quartiere, credo che il progetto trovi un punto di equilibrio importante. Rispetto alle tempistiche, in maniera spannometrica, credo che il progetto potrebbe prendere avvio tra 1 anno”.





