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Provincia, la linea del Pd: sì a Forza Italia e basta larghe intese con la Lega

La direzione provinciale si è riunita nella serata di giovedì 17 ottobre. Giudici: “E’ opportuno consolidare il centrosinistra e il mondo civico in Bergamasca e, in Provincia, dialogare principalmente con il mondo moderato”

Bergamo. Il dado è tratto. Ora c’è solo da capire se Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia, ascolterà il suo partito o sceglierà di andare da solo, dritto per la sua strada, cercando di tenersi stretta la Lega. Questa lo scenario consolidato, quello dell’oggi, firmato dal Partito Democratico al termine della direzione generale che si è tenuta nella serata di ieri, giovedì 17 ottobre. Ufficialmente l’incontro per fare l’analisi del voto del 29 settembre, quello che ha ridisegnato il Consiglio provinciale, in pratica la volontà di mettere nero su bianco le intenzioni politiche del partito e dettere la linea in virtù dei nuovi equilibri da tenere in via Tasso. Chiaro che il documento redatto dopo la discussione e il consenso dei presenti, gli istituzionali Dem, non porta con sé nessuna imposizione, né veto.

Ma l’indicazione è chiarissima, come si legge. Basta infatti il “considerato che” del testo firmato dal segretario provinciale Gabriele Giudici per capire dove il Pd ha intenzione di posizionarsi: “E’ fondamentale da un lato consolidare il positivo asse civiche e progressiste – si legge – all’interno del percorso del Partito Nazionale, così come attuato alle scorse elezioni amministrative e provinciali, ma dall’altro ampliare il dialogo con le realtà civiche e politiche, anche moderate e centriste, ritenendo in via di superamento la “stagione del patto istituzionale” e dei governi di collaborazione nazionali e locali, provinciali e cittadini”.  

Il che, tradotto, altro non significa che se il nodo da sciogliere è quello relativo alla scelta del vice di Gandolfi, chiamato a decidere tra la riconferma di Matteo Macoli, sindaco di Ponte San Pietro in quota Lega, e Umberto Valois, coordinatore provinciale di Forza Italia rieletto tra i Civici Moderati, la risposta pare ovvia: sì agli azzurri e basta larghe intese col Carroccio. Come si scrive, infatti, i tempi di un governo del territorio costruito anche su alleanze con partiti con proprio vicini per idee e sentimento, sembra acqua passata. Andava bene due anni e mezzo fa, quando le dinamiche nazionali erano completamente diverse, quando la Lega non aveva virato completamente a destra e quando alla guida del Pd non c’era Elly Schlein. Non c’era neanche da gestire il periodo post pandemico, né i fondi del PNRR.

Il mondo politico è cambiato. E lo dice anche il verbale della direzione che “si ritiene necessario agire verso l’apertura di una nuova fase politica, per una positiva ed efficace consigliatura provinciale 2024-2026, oltre che in vista degli appuntamenti elettorali dei prossimi anni”. 

“Molti parlano del 2026-2027, noi parliamo di questa consigliatura, sulla quale non partiamo dalle alchimie ma dalla politica, partendo da 6 punti di Governo – così Gabriele Giudici -. Riteniamo che sia opportuno consolidare il centrosinistra ed il mondo civico in Bergamasca e, in Provincia, dialogare principalmente con il mondo moderato, senza voler cacciare nessuno, ma ritenendo in via di superamento la stagione del patto istituzionale. Piena fiducia nel Presidente e nella sua sintesi.”

Ora la palla passa a Gandolfi, che porterà la sua scelta nel Consiglio Provinciale fissato per martedì 22 ottobre. E lì si vedrà se avrà sposato totalmente l’indicazione del suo partito, nominando Valois, oppure se deciderà per la via di mezzo, quella cioè di farsi affiancare in quest’ultimo tratto di strada, fino a febbraio 2026, sia dall’azzurro che da Macoli. Con la postilla che, anche in quest’ultimo caso, se il coordinatore provinciale di Forza Italia fosse indicato come vicario, per la Lega sarebbe un duro colpo da incassare.