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Consulente alla Cultura, le minoranze: “Via la delega a Gandi”

La decisione dell’amministrazione scatena le reazioni politiche e fioccano gli ordini del giorni: “Valutare una rimodulazione per permettere al vice sindaco e assessore di gestire con maggiore efficacia Bilancio e Commercio”

Bergamo. L’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo cerca un “referente delle relazioni in ambito culturale” e le minoranze di scatenano. Ordini del giorno che fioccano da tutte le parti, a firma ovviamente del centrodestra, anche se le penne di sprecano e ne arrivano più d’uno: Fratelli d’Italia con i consiglieri comunali Filippo Bianchi e Ida Tentorio, che ha scritto a quattro mani la sua interrogazione con Giulia Ceci, consigliera comunale di Forza Italia, e la Lega che scrive per conto del suo segretario cittadino Alessandro Carrara. Sull’albo pretorio si legge della ricerca di “un incarico part-time al 70%, eventualmente incrementabile a tempo pieno, per affiancare, appunto, il vice sindaco e assessore alla Cultura Sergio Gandi. Il contratto iniziale proposto è di cinque mesi, prorogabile, con una retribuzione complessiva annua pari a circa 33 mila euro lordi. Il suddetto consulente avrà il compito di supportare l’assessore alla Cultura nelle sue molteplici deleghe, tra cui la gestione di spazi culturali importanti come l’Accademia Carrara e il Teatro Donizetti, nonché il coordinamento delle attività culturali del Comune di Bergamo, particolarmente rilevanti dopo l’Anno della Cultura”.

Da qui l’affondo di Tentorio e Ceci, consigliera comunale di Forza Italia: “L’assessore Gandi, oltre a ricoprire l’incarico di vice sindaco, gestisce altre deleghe importanti, tra cui quelle ai Rapporti con l’Università, al Bilancio, ai Tributi e al Commercio. Ma risulta che non si sia mai occupato di cultura negli ultimi dieci anni e, pur avendo dimostrato una sintonia con la precedente assessora Nadia Ghisalberti, la gestione della delega alla Cultura richiede un notevole impegno tecnico e operativo.
Il Comune ha già ampliato gli staff di altri membri dell’amministrazione, come nel caso del Sindaco, che ha nominato un portavoce, un capo di gabinetto e altre figure di supporto per l’espletamento delle proprie funzioni. Tutto ciò premesso e considerato, si interroga l’amministrazione comunale per sapere quali siano i criteri specifici che hanno portato alla decisione di avvalersi di un consulente esterno per supportare l’assessore alla Cultura e vice sindaco Sergio Gandi.

Se il Comune abbia valutato la possibilità di ricorrere a personale interno già qualificato per affiancare l’assessore Gandi, al fine di ottimizzare le risorse comunali, e quali siano state le eventuali ragioni per non intraprendere questa strada. Quali siano le responsabilità operative e i compiti specifici che verranno affidati al consulente e come questi si inseriranno nel quadro organizzativo già esistente all’interno del Comune di Bergamo. Se l’ammontare del compenso totale, pari a circa 33 mila euro lordi annui, sia stato considerato proporzionato rispetto alle effettive necessità dell’incarico, tenendo conto del carico di lavoro richiesto. Se si prevedono ulteriori ampliamenti dello staff dell’assessore nei prossimi mesi e quali risorse economiche saranno eventualmente destinate a tali ampliamenti. Da quali voci del bilancio comunale verranno prelevati i fondi necessari per coprire la spesa di circa 33mila euro lordi per il consulente, e se tale spesa impatterà su altri settori o progetti culturali del Comune. In che modo il Comune prevede di garantire la trasparenza del processo di selezione e quale sarà il metodo utilizzato per la valutazione delle candidature ricevute. Quali saranno i risultati attesi dall’attività del consulente nell’arco temporale del contratto di cinque mesi e quali criteri verranno adottati per l’eventuale proroga dell’incarico”.

Così Filippo Bianchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: “Si apprende dalla stampa che il vice sindaco stia cercando un consulente per seguire la sua delega alla Cultura, una delega molto importante abbinata ad altre importanti deleghe, Bilancio, Tributi, Università e Commercio. Innanzitutto viene da domandarsi come sia stato possibile dare alla Cultura, che durante il precedente mandato aveva un assessore dedicato in via esclusiva, un peso tanto marginale, soprattutto dopo la recente conclusione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura. Inoltre è necessario aprire una riflessione sull’approccio di queste ultime amministrazioni che hanno speso somme esorbitanti per i propri “staff”, infatti il precedente sindaco ha speso circa 3 milioni di euro per 5 persone, facendo anche aumentare i loro compensi del 50% con delle delibere di Giunta, ed anche questo sindaco ha assunto ben 5 persone per il proprio personale, che diventano 6 con il nuovo incarico per la Cultura. Si conferisca invece l’incarico di assessore, soprattutto di un assessorato fondamentale come quello alla Cultura, a chi abbia effettivamente il tempo e le risorse per seguire tale incarico, limitando così esborsi dalle casse comunali per assumere del personale per svolgere i compiti che sono quelli che dovrebbero essere svolti dall’assessore stesso”.

AncheAlessandro Carrara, segretario cittadino della Lega, nel suo ordine del giorno invita Gandi a “valutare una rimodulazione nelle deleghe assegnate al vice sindaco ed Assessore Gandi al fine di permettergli di gestire con maggiore efficacia le già difficili materie come Bilancio e Commercio di cui tutt’ora si occupa e di redistribuire la delega all’interno della propria Giunta evitando di allargare ulteriormente il già abbondante staff del Comune di Bergamo”.