Consulente alla Cultura, la replica del Pd: “Un investimento importante per una città come Bergamo”
La segreteria cittadina Dem: “Dalla minoranza mancanza di visione e limitata comprensione delle dinamiche della macchina amministrativa”
Bergamo. È botta e risposta tra la maggioranza e la minoranza del Comune di Bergamo sulla vicenda del bando per individuare un consulente esterno da affiancare a Sergio Gandi in materia di Cultura. Non è infatti passato inosservato l’avviso pubblicato sull’albo pretorio da parte dell’amministrazione comunale che fa riferimento alla ricerca di un professionista esterno a Palazzo Frizzoni dedito ad affiancare il vice sindaco in una delega che ha raccolto solo qualche mese fa. Una notizia che ha subito scatenato la reazione politica del centrodestra con le interrogazioni di Fratelli d’Italia e Forza Italia con un testo a firma congiunta di Ida Tentorio e Giulia Ceci e una nota del consigliere Filippo Bianchi, oltre all’ordine del giorno di Alessandro Carrara, segretario cittadino della Lega.
Chi in maniera più soft, chi in maniera più diretta, ma il senso delle rimostranze resta sempre lo stesso per la minoranza, la richiesta, cioè, di rimettere la delega a Gandi. L’impegno, richiesto all’aspirante candidato, è part-time e per cinque mesi, per una retribuzione netta di circa 22mila euro in busta paga. Ma a far discutere non sono tanto gli importi o la temporalità dell’incarico, come si legge dai testi del centrodestra, quanto l’incarico in sé, del resto nessun assessore ha mai avuto, prima d’ora un cosiddetto articolo 90, fatto salvo per chi ha preceduto Gandi, Nadia Ghisalberti, anche se è bene specificare che all’assessore della Giunta Gori fu riconosciuto solo dal 2021. Era però il preludio dell’anno della Capitale della Cultura.
Ma il Pd non ci sta, e arriva la replica: “È assurdo come le minoranze che ora puntano il dito contro la decisione del vice sindaco e assessore alla Cultura di avvalersi di un collaboratore per i rapporti culturali siano le stesse che qualche mese fa, in campagna elettorale, sostenevano un candidato sindaco che apertamente dichiarava la volontà di avvalersi di diverse figure tecniche in vari settori – dichiara la capogruppo PD in Consiglio ComunaleFrancesca Riccardi –. Le osservazioni della minoranza sembrano evidenziare una limitata comprensione delle dinamiche della macchina amministrativa e dei processi necessari per garantire un’efficace gestione delle deleghe. Collaboratori esterni, in particolare nell’ambito culturale, non sono una novità”.



