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La Federazione dei medici di famiglia in stato di agitazione: “Siamo in difficoltà”

Il dottor Ivan Carrara, segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Bergamo: “In mancanza di risposte la prospettiva dello sciopero è concreta”

Il Consiglio nazionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg), che costituisce il maggior sindacato dell’area, ha dato mandato al suo segretario nazionale, Silvestro Scotti, per la dichiarazione dello stato di agitazione. L’organizzazione, impegnata nell’82simo congresso nazionale, torna a porre l’accento sulle difficili condizioni in cui versa la medicina del territorio. Il dottor Ivan Carrara, segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Bergamo, spiega: “Il Consiglio nazionale della Fimmg ha accolto il grido di dolore proveniente dal territorio. Quest’area della medicina sta vivendo parecchi problemi: siamo in attesa che il governo stanzi le risorse necessarie per mettere in atto un piano di rafforzamento del territorio. Negli ultimi anni nonostante i proclami non si è fatto molto per affrontare le tante criticità e le problematiche su cui bisogna concentrarsi, a cominciare dall’organizzazione delle aggregazioni funzionali territoriali e dai movimenti verso la costituzione delle case di comunità. È fondamentale anche considerando il trend demografico, che fa rilevare un aumento delle persone sole, dei pazienti affetti da patologie croniche, delle fragilità e degli anziani”.

“Queste strutture – prosegue il dottor Carrara – devono essere finanziate e servono investimenti importanti. Le risorse non vanno destinate solo alle casse dei professionisti ma anche nel sistema affinché possa reggere, altrimenti rischia di collassare e ne stiamo vedendo già chiaramente i segnali. Le voci da tutte le regioni stanno manifestando sofferenza a fronte di una situazione sempre più insostenibile. I nostri iscritti non ce la fanno più, sono allo stremo ed è essenziale coordinare le azioni dei medici con i servizi sul territorio. Lo stato di agitazione è una presa di posizione forte: la Fimmg non lo aveva dichiarato da tantissimi anni e questo fa capire la gravità della situazione. Penso che sia la risposta giusta, perché da un lato si assiste a proclami che rivendicano la centralità del territorio, la cui essenzialità è rimarcata da studi internazionali, ma dall’altra i medici di medicina generale subiscono attacchi mediatici continui”.

“La prospettiva di uno sciopero – continua il dottor Carrara – è concreta. Lo stato di agitazione è un primo passo, ma la mancanza di risposte potrà portare i nostri iscritti, che nella provincia di Bergamo sono oltre 200, a scioperare”.

Infine, il segretario generale di Fimmg Bergamo conclude: “Per completare il quadro, va aggiunto che la Federazione aveva firmato l’accordo collettivo nazionale nell’ottica che fosse un accordo-ponte in vista di una successiva discussione per definirne uno nuovo successivamente. L’auspicio è stato disatteso, ma si tratta di un passaggio imprescindibile per delineare meglio le nuove funzioni del medico di medicina genrale in un rinnovato assetto dei servizi del territorio con le case di comunità”.