Provincia, la Lega incontra Gandolfi: sul piatto vice presidenza e deleghe
Nel frattempo il Pd ha fissato per giovedì 17 ottobre l’assemblea provinciale: l’accordo preso tra area Schlein e Bonaccini potrebbe essere quella di non ostacolare uffialmente il presidente fino alla fine del mandato, ma sancire fin subito l’indisponibilità dei Dem ad una sua ricandidatura nel 2026
Bergamo. Provincia, la Lega incontra Gandolfi: sul piatto vice presidenza e deleghe alla Formazione e alla Scuola. Si era detto che questa sarebbe stata una settimana di telefonate e la prossima di incontri ma, evidentemente, la compagine di via Tasso del segretario provinciale Fabrizio Sala ha scelto di stringere i tempi e, come si suol dire, di andare direttamente alla fonte. Lo ha fatto in un incontro andato in scena nella mattinata di venerdì 11 ottobre, nella quale i neo eletti consiglieri sono stati ricevuti dal presidente Gandolfi per rimarcare la volontà di lavorare nel segno della continuità, cioè con una larga coalizione, e, nella fattispecie, per avanzare una serie di richieste tra le quali la riconferma di Matteo Macoli, sindaco di Ponte San Pietro, a vice e alcune deleghe importanti.
“Niente di nuovo” assicurano dal quartier generale della Lega: le richieste, così raccontano, appaiono più che legittime, in virtù di un partito che rappresenta la seconda forza politica sul territorio e che, nonostante sia passato da 5 a 3 consiglieri, continua ad essere quello più votato quando, sul pallottoliere, si infilano i numeri usciti dall’urna del voto del 29 settembre. Tanto che la lista dei desiderata non si ferma qui: pare infatti che la trattiva riguardi anche alcune deleghe di peso, tra le quali quelle della Formazione Professionale e della Scuola, oggi rispettivamente in capo a Gandolfi e a Umberto Valois. Materie rilevanti oltre che di prestigio, che apparterrebbero alla lista dei desiderata di Yuri Imeri, sindaco di Treviglio, ma che difficilmente il Pd e Forza Italia lasceranno andare. Restano anche i nodi dell’Ambiente, materia quanto mai d’attualità ma anche gatta da pelare non indifferente che fino a dieci giorni fa faceva capo a Gianfranco Masper, che ha battuto la ritirata in questa tornata elettorale, delle Infrastrutture, su cui hanno messo gli occhi anche i Dem e quella della Viabilità.
E se da un lato per il partito di Sala non si tratta di richiesti fuori dall’ordinaria amministrazione, stesso discorso per la conferma di Macoli, dall’altra il Pd borbotta, tanto da aver deciso di sciogliere le riserve proprio su quest’ultimo tema in un’assemblea provinciale convocata per giovedì 17 giugno nella quale toccherà al segretario Gabriele Giudici aprire la discussione sul sentimento generale. “Nessuna alleanza con la Lega”, specie ora che il partito di Matteo Salvini sembra aver sposato la linea dei sovranisti d’Europa invitati sul palco di Pontida; sì, invece, ad un’unione di intenti con le forze centriste. Che, tradotto, altro non significa il pieno sostegno alla candidatura a vice presidente di Valois, rieletto tra i Civici Moderati. Resta in piedi anche l’ipotesi di un triumvirato, quello cioè di Gandolfi con due vice, uno alla destra e uno alla sinistra del padre, con un vicario e un incarico più formale che operativo: un colpo alla botte e uno al cerchio, praticamente. Un’ipotesi che, in tutta franchezza, farebbe rima solo con la solita lagna dei politicanti. Bene il principio per il quale è sempre meglio allargare l’orizzonte più che restringerlo, ma anche la coerenza politica dovrebbe avere il suo peso.
Quella che ha tra le mani il successore di Davide Casati è una bella patata bollente, perché chiamato a fare sintesi tra la posizione di Gandolfi, che sembrerebbe propenso a tirare dritto per la sua strada tenendo fede agli accordi presi a fine luglio con Sala, e la linea del partito, oggi più che mai lontana da quella della Lega. E se è vero che fino a due anni e mezzo fa si era deciso per un governo del territorio frutto di larghe intese in virtù delle conseguenze del periodo pandemico e della boccata d’ossigeno del PNRR, oggi la situazione è completamente diversa, come insegna lo scenario regionale e nazionale a firma Elly Schlein. E se è vero che è presto per fare nomi o immaginare strategie in vista di febbraio 2026, lo è altrettanto il fatto che le alleanze è bene cominciare a imbastirle già adesso. Sempre che la Provincia resti un’elezione di secondo livello o, diversamente, che il Governo non acceleri sulla riforma delle stesse con conseguente ritorno al voto popolare. Nel mentre i nodi vengono al pettine, soprattutto in casa Pd dove il dibattito resta più che mai acceso e va presa una decisione.
Nel dibattito interno al partito di Elly Schlein, in attesa dell’incontro, pare prendere quota l’ipotesi di non ostacolare ufficialmente Gandolfi fino alla fine del mandato, ma sancire, fin subito, l’indisponibilità dei Dem ad una sua ricandidatura nel 2026. Questo potrebbe essere l’accordo che le aree Schlein e Bonaccini avrebbero preso in queste ore.







