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Il numero uno del Coni in visita al Cus, alla Passione di Yara, alla Guardia di Finanza e, infine, all’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo della quale dice: “Realtà quasi unica, porta avanti una tradizione solidale che non c’è da nessun altra parte”

Bergamo. Dal Cus alla Cittadella dello Sport, passando per la Passione di Yara, la Guardia di Finanza, il Csi e l’Accademia dello Sport per la Solidarietà: queste le principali tappe che hanno scandito la giornata del presidente del Coni Giovanni Malagò, ospite martedì 8 ottobre di alcune delle realtà sportive più vivaci della nostra città.

In mattinata la visita al Centro Universitario Sportivo di Dalmine, dove ad attirare l’attenzione del numero uno del Comitato Olimpico nazionale è stata “la cura al dettaglio, l’organizzazione e l’efficienza. Cifra record le 29 affiliazioni a federazioni sportive e valore aggiunto la convenzione con il sistema scolastico. Apprezzo che i progetti delle sedi a Bergamo siano studiati a integrazione di ciò che a Dalmine non c’è, come i campi da tennis e la piscina. Importante anche il piano di incremento degli alloggi per gli studenti, in coerenza con la natura universitaria che la città di Bergamo ha assunto nel tempo”.

Nel pomeriggio, poi, è stato il turno dell’incontro con la famiglia Gambirasio e successivamente agli impianti gioiello all’interno del perimetro della Guardia di Finanza in largo Barozzi (“Non mi aspettavo di trovare strutture così qualificate, ho molto apprezzato”), per i quali è in essere una convenzione con lo stesso Cus e il Comune di Bergamo, stipulata per consentirne l’utilizzo pubblico da parte delle associazioni sportive bergamasche.

Saltato per ragioni di tempo e meteorologiche l’incontro allo stadio con Antonio Percassi, Malagò ha quindi concluso il suo viaggio in terra bergamasca facendo rotta su via Gleno, alla Cittadella dello Sport, dove ad attenderlo c’erano i vertici del Csi e l’Accademia dello Sport per la Solidarietà capitanata da Giovanni Licini.

Il presidente del Coni, premiato anche con una targa ricordo, ha ascoltato con grande attenzione e curiosità i momenti salienti della storia dell’associazione e il suo forte impatto avuto sul territorio a beneficio dei più deboli: le donazioni, il grande impegno durante il Covid, i quasi tre milioni raccolti per la solidarietà, il nuovo polo oncologico alla San Francesco e i progetti futuri.

“Credo che l’Accademia dello Sport per la Solidarietà sia un qualcosa di unico – ha sottolineato il presidente del Coni – Giuridicamente una Asd, ma che lavora con gli organismi sportivi non con le scuole di sport come core business. Una realtà più vicina al terzo settore e alla solidarietà, che a Bergamo ha una tradizione che non c’è in nessun altra realtà italiana”.

“Bergamo è un territorio che conosco molto bene – ha aggiunto Malagò – Qui la situazione è eccellente e i rapporti storicamente meravigliosi. Ho trovato sia lo sport di alto livello che quello per tutti e nelle ultime settimane i riconoscimenti sono arrivati a livello nazionale: Percassi nominato miglior presidente della Serie A, la provincia di Bergamo prima nell’indice di sportività. Bisogna fare i complimenti a tutti, anche all’amministrazione comunale per quello che ha fatto e in considerazione dei risvolti avuti dal Covid in questa provincia”.

Con la stagione sportiva invernale alle porte, impossibile non parlare di Sofia Goggia che si è rimessa gli scarponi e prosegue nel suo percorso di recupero: “Ci siamo salutati al volo, la stagione per cominciare: chiaro che deve fare i test, so che si è impegnata moltissimo con grandi sacrifici”.