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Cancro al seno, in Bergamasca 900 nuove diagnosi all’anno: “In calo l’età delle pazienti”

Lucia De Ponti, presidente LILT Bergamo, sottolinea l’importanza della prevenzione

“In base agli ultimi dati a disposizione di Lilt Bergamo, in Bergamasca si registrano circa 900 nuove diagnosi di tumore al seno all’anno. In Italia, complessivamente, ne sono affette poco meno di 56mila persone: la percentuale di guarigione si attesta all’85-89% e la parte che sfugge è quella con diagnosi tardiva”. Così Lucia De Ponti, presidente della Lilt Bergamo, traccia il punto sulla diffusione di questa patologia.

Nel mese di ottobre si svolge la campagna “Nastro rosa”, finalizzata a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione contro questo tumore. Abbiamo intervistato Lucia De Ponti per saperne di più.

Qual è lo scopo della campagna “Nastro rosa”?

Ricorda l’importanza della prevenzione, fondamentale per tutte le patologie oncologiche e in particolare per il cancro al seno, che è il primo tumore in termini di frequenza nelle donne. È essenziale imparare a prevenire questa patologia e ad attivarsi in modo da giungere eventualmente alla diagnosi precoce. La prevenzione si fa innanzitutto attraverso la pratica dei corretti stili di vita, ossia osservando una sana alimentazione, tenendosi in movimento ed evitando le cattive abitudini. È ormai conclamato che il fumo di tabacco sia un fattore predisponente, cioè che favorisce l’insorgenza del tumore al seno e studi recenti evidenziano che anche l’eccesso di alcol sia collegato a queste forme di cancro. Queste ricerche sono state potenziate perché si è notato che l’età di comparsa della malattia si sta abbassando.

Ci spieghi

Prima lo screening in Lombardia veniva rivolto alle donne di età compresa fra i 50 e i 75 anni, mentre ora la Regione lo ha abbassato ai 45 anni proprio perché compare in età più precoce. Ci si chiedeva il motivo per cui l’età sia calata e i fattori con ogni probabilità sono diversi. Sicuramente incidono l’inquinamento atmosferico, lo stress e il nostro modo di vivere esasperato, ma di certo anche il fatto che le donne hanno raggiunto in percentuale gli uomini fumatori, mentre questi ultimi sono diminuiti rispetto al passato. Ma c’è stato un incremento anche delle giovani donne che abusano di alcol, specialmente nel week-end. Non ci sono dubbi: fumo e alcol sono fattori predisponenti: adottare comportamenti corretti è una forma di prevenzione. Altro aspetto è l’autopalpazione.

In che senso?

Sin da giovanissime le ragazze devono imparare a conoscere la struttura del proprio seno e a rendersi conto di quali sono i cambiamenti che meritano di essere sottoposti all’attenzione del senologo. La sua densità, infatti, è diversa per ogni persona, ma muta anche ogni mese in relazione all’andamento del ciclo mestruale. Qualora si avvertisse qualcosa di strano bisogna parlarne con il medico di famiglia per chiedere una visita senologica oppure rivolgersi direttamente a un senologo.

Gli screening, di cui ha accennato prima, sono una preziosa opportunità da cogliere

Sicuramente: le donne dai 45 ai 75 anni devono aderire. Nella provincia di Bergamo il tasso di adesione si aggira attorno al 70% ed è accettabile, ma nei Paesi del Nord Europa la percentuale arriva al 95%. Significa che là è molto elevata, mentre da noi circa il 30% delle donne non usufruisce di un servizio gratuito ben organizzato che può essere salva-vita, perché permette di formulare diagnosi precoce. Magari qualcuna attribuisce poco valore a questa opportunità perché è gratuita, ma è un atteggiamento sbagliato e controproducente. Il fatto di averli gratuitamente e di riuscire ad eseguirli dai 45 anni in su è una conquista frutto di battaglia delle società di ricerca e delle associazioni. Quando qualcosa funziona bene bisogna riconoscerlo e in questo caso la Regione ha dato risposte importanti.

Quante sono le diagnosi di cancro al seno?

In Italia hanno un tumore al seno poco meno di 56mila persone. In Bergamasca sono circa 900 le nuove diagnosi all’anno. Colgo l’occasione per sottolineare un aspetto che non va sottovalutato: la familiarità del tumore al senso. Se la madre o una sorella ne ha sviluppato uno, la persona dovrebbe essere indotta a consultare il proprio medico di famiglia o il senologo. Diversi esami possono indicare se si hanno mutazioni genetiche che predispongono a questa patologia. Finora abbiamo parlato di una malattia che può accadere, però si è accertato che laddove ci sono familiarità è molto più probabile che si sviluppi. Non significa che dobbiamo spaventarci, ma che bisogna rivolgersi con fiducia al medico di famiglia o al senologo per ricercare mutazioni genetiche e sulla base dei risultati si può decidere di effettuare i controlli con una frequenza più ravvicinata. Una parte di popolazione, quindi, dovrebbe essere più attenta se in famiglia ci sono casi in linea materna: sarebbe utile per la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia.

Per concludere, perché è importante la diagnosi precoce?

Fa in modo che gli interventi siano meno demolitivi e le terapie meno pesanti, quindi meno impattanti sulla qualità della vita della persona. La percentuale di guarigione s attesta attorno all’85-89%, la parte che sfugge è quella della diagnosi tardiva: questo cancro si può battere ma per farlo è fondamentale la prevenzione ed eventualmente la diagnosi precoce.

Per consultare le iniziative organizzate in Bergamasca nell’ambito della campagna “Nastro rosa” clicca qui.