Logo

Temi del giorno:

Uccise il figlio a coltellate, Paolo Corna condannato a 9 anni e 4 mesi

La sentenza dopo il dramma familiare del 3 settembre 2023 a Bottanuco

Bottanuco. È stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione Paolo Corna, 77 anni, il padre che il 3 settembre 2023 uccise a coltellate il figlio Giambattista, 54 anni. La Corte d’assise del tribunale di Bergamo ha ritenuto le attenuanti generiche più la provocazione, prevalenti rispetto all’ aggravante del legame di parentela.

L’omicidio era avvenuto in un contesto familiare difficile, esasperato dalla presenza di Titta nell’abitazione di via Castelrotto a Bottanuco. Un passato di dipendenze, dal quale però si era affrancato. E un rapporto complicato con il padre che, secondo il pubblico ministero Letizia Aloisio, esercitava con forza la sua autorità sul figlio. Le sfuriate del fratello nel corso degli anni sono state descritte in aula dalle 3 sorelle e dalla madre, spesso vittime di aggressioni verbali e fisiche.

Giambattista aveva trascorso 7 anni in comunità per curare le sue dipendenze, poi aveva conosciuto una donna con problemi psichiatrici, aveva comprato casa, avevano avuto un figlio che poi è stato affidato alla zia Cristina. I problemi di dipendenza erano ricominciati, ma era in cura al Ser.D. Lavorava e manteneva il figlioletto. Il giorno dell’omicidio era sobrio, come attestavano gli esami tossicologici effettuati in sede si autopsia.

Giambattista lavorava tutta la settimana e consegnava l’intero stipendio ai genitori. Nel fine settimana chiedeva denaro per uscire e andare al bar, fatto che la maggior parte delle volte innescava pesanti discussioni.

Come quel giorno in cui Paolo ha impugnato un coltello preso in cucina e ha rincorso il figlio in camera da letto, colpendolo poi volte e lasciandolo esanime sul pavimento prima di chiamare i carabinieri e costituirsi.

C’era stata una prima discussione perché il 54enne aveva chiesto al padre 20 euro. I genitori avevano chiamato il 112, ma quando i militari entrano nell’appartamento della famiglia Corna, Titta dormiva nel suo letto, la casa era in ordine, nessun segno di colluttazione.

Poche ore dopo Giambattista sì era svegliato, aveva chiesto altri soldi, voleva tornare al bar. Gli animi si erano scaldati nuovamente, l’uomo aveva spinto la madre ed era tornato in camera sua, dove aveva iniziato a rompere oggetti lanciandoli contro il muro. Il padre a quel punto aveva preso il coltello ed avevo raggiunto il figlio nella stanza, affondandogli 3 volte la lama nell’addome.

La Corte ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Barbara Bruni di consentire all’imputato, agli arresti domiciliari, di uscire un’ora alla settimana.

In seguito alla lettura della sentenza i familiari si sono stretti attorno a Paolo Corna. “Ci vorrebbero più leggi per tutelare i ragazzi che hanno bisogno di aiuto, come mio fratello, e le loro famiglie – hanno commentato le sorelle di Titta -. Non si arriverebbe all’esasperazione, a questi punti. Penso anche a tutte le donne che muoiono ammazzate. Bisogna fare qualcosa”.

Bottanuco, padre accoltella a morte il figlio 54enne <br clear=all>