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Chiara come Monia, quelle mamme che non accettano i propri figli

Nelle drammatiche vicende di Traversetolo e Pedrengo, resta il rammarico di non aver colto i segnali di difficoltà delle due ragazze e magari aver potuto salvare così quattro giovani

Traversetolo come Pedrengo. Chiara come Monia. Due tragedie simili, anche per gli interrogativi che lasciano. La drammatica vicenda della 21enne parmense che avrebbe sepolto nel giardino di casa i due figli appena partoriti, rievoca quella della 28enne bergamasca che avrebbe ucciso i due figlioletti di pochi mesi. Giovani donne, che rinnegano il dono della maternità, al punto da togliere la vita alle proprie creature.

Chiara Petrolini, studentessa universitaria di Traversetolo (Parma) è ai domiciliari con le pesanti accuse di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Secondo chi indaga, avrebbe messo al mondo due bimbi in taverna tra maggio 2023 e l’agosto scorso per poi seppellirli in un’aiuola della stessa villetta, in cui abitava con i genitori. Il secondo sarebbe morto dissanguato dopo un taglio maldestro del cordone ombelicale. Sul primo, di cui sono stati trovati solo degli ossicini, sono in corso accertamenti. La ragazza era conosciuta in paese per il suo impegno con i bambini all’oratorio e per il suo lavoretto da babysitter.

Per Monia Bortolotti, di origine indiana e adottata in tenera età da una famiglia di Gazzaniga, l’accusa è di duplice omicidio volontario. Secondo gli inquirenti il 15 novembre 2021 avrebbe ucciso nella casa in cui viveva con il compagno a Pedrengo la primogenita Alice, di quattro mesi, soffocandola con un cuscino. Poi il 25 ottobre 2022 anche il fratellino Mattia, di due mesi, stringendolo con le braccia al petto. Il movente andrebbe cercato nella frustrazione che la 28enne provava di fronte al pianto prolungato dei bambini. Monia Bortolotti è stata recentemente trasferita dal carcere a una struttura sanitaria.

In attesa che la Legge faccia il suo corso e stabilisca le responsabilità delle due ragazze, resta il rammarico di non aver colto i loro segnali di difficoltà e magari aver potuto salvare così quattro giovani vite.