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Autonomia differenziata, il presidente della Campania Vincenzo De Luca a Bergamo
Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania

Lunedì 7 ottobre alle 20.45 il governatore della Campania Vincenzo De Luca sarà a Bergamo per un incontro pubblico su “Autonomia differenziata, limiti e rischi di una riforma sbagliata”. Parteciperanno all’incontro Elena Carnevali, Alessandro Alfieri e Stefania Bonaldi alla Casa del Giovane, via Gavazzeni 13

Se da una parte c’è il raduno di Pontida con ospiti internazionali e tutti i vertici nazionali del Carroccio, dal Partito Democratico si aspetta lunedì 7 ottobre quando alle 20.45 sarà a Bergamo, alla sala degli Angeli della Casa del Giovane, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Sarà un incontro pubblico di grande interesse sul dibattuto tema dell’Autonomia Differenziata, con la partecipazione di tre esponenti di spicco del dibattito politico nazionale: insieme alla Sindaca di Bergamo Elena Carnevali ci saranno il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il senatore Alessandro Alfieri, delegato della segreteria nazionale del Partito Democratico per le Riforme e il PNRR, e Stefania Bonaldi, già sindaca di Crema e attualmente delegata dalla segreteria nazionale del Partito Democratico per il tema della Pubblica Amministrazione, Professioni e Innovazione.

L’incontro è organizzato dalla Fondazione Gritti Minetti e dalla Federazione della Provincia di Bergamo del Partito Democratico.

Nel corso della serata, i relatori discuteranno della legge sull’Autonomia Differenziata, una riforma che rischia di generare un aumento della burocrazia e di complicare la gestione dei servizi pubblici. Vincenzo De Luca analizzerà le ragioni di critica verso la riforma, analizzando i potenziali rischi dell’Autonomia Differenziata in grado di minare il principio di solidarietà nazionale e l’unità del Paese, Alessandro Alfieri metterà in luce l’interazione tra questa riforma e il premierato, spiegando come queste scelte possano incidere negativamente sugli equilibri istituzionali, al contempo Stefania Bonaldi, anche alla luce della sua esperienza di amministratrice locale, porrà l’attenzione sulla marginalizzazione del ruolo dei comuni, enti prossimi ai cittadini, ma che non vengono in alcun modo coinvolti o valorizzati nel processo di riforma e di definizione della distribuzione delle risorse.

La riforma, voluta dal ministro Calderoli, si tradurrà in un’ulteriore stratificazione burocratica, legittimando ogni Regione a sviluppare regole e procedure diverse, complicando ulteriormente la vita dei cittadini e delle imprese, laddove appare necessario semplificare e rendere il sistema più efficiente; l’ulteriore frammentazione delle competenze tra Stato centrale e Regioni, infatti, senza una chiara definizione dei ruoli e senza adeguati meccanismi di coordinamento, porterà inevitabilmente a duplicazioni burocratiche, conflitti di competenza e rallentamenti nell’erogazione dei servizi essenziali, come sanità, istruzione e trasporti. Si prospetta altresì il rischio di disomogeneità tra le Regioni che potrebbe creare disparità nell’accesso ai servizi pubblici, aumentando il divario tra Nord e Sud. In questo senso la mancanza di un’adeguata visione d’insieme a livello nazionale viene a compromettere la coerenza e l’efficienza della gestione di settori cruciali come la sanità e l’istruzione.

PD