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Aborto, i ginecologi: “Siamo impegnati nella prevenzione, evitare le parole violente”

La dottoressa Silvana Agatone, componente del Comitato Scientifico di LAIGA, Libera Associazione Italiana Ginecologi e ginecologhe per l’Applicazione della legge 194/78, commenta le dichiarazioni di Papa Francesco

“In un momento di violenza sul personale sanitario causata da un SSN depauperato di risorse, di cui gli operatori sono vittime; in un sistema che non funziona e siamo l’interfaccia con un pubblico che sfoga su di noi le proprie insoddisfazioni, la parola ‘sicari’ usata verso i ginecologi e le ginecologhe che non rifiutano l’assistenza a chi ha bisogno di abortire a norma di legge, risulta essa stessa violenza”, afferma Silvana Agatone, componente del Comitato Scientifico di LAIGA, Libera Associazione Italiana Ginecologi e ginecologhe per l’Applicazione della legge 194/78. “Coloro che applicano la legge 194/78 che riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia, ovvero quei ginecologi e quelle ginecologhe che accolgono le istanze delle donne e di tutte le persone a 360 gradi, applicano di fatto un dispositivo salvavita per il quale le donne hanno lottato, legge confermata da un referendum popolare”.

Già nel 2012 la più prestigiosa rivista scientifica, The Lancet, ha pubblicato uno studio basato su 13 anni di ricerche, dal 1995 al 2008, sull’aborto clandestino nel mondo 1 riscontrando che l’aborto senza le adeguate condizioni di sicurezza è una delle principali cause di mortalità.

Nel 2008, in tutto il pianeta 47mila donne (lo studio non nomina le persone trans e non binarie) sono morte per aborti insicuri e 8 milioni e mezzo di loro hanno avuto gravi conseguenze sulla propria salute. Ovvero, una donna ogni sette muore perché l’interruzione della gravidanza non è stata condotta da personale medico preparato e in condizioni igieniche adeguate.

È tutto ciò che avviene nei paesi dove l’aborto è illegale.

In Italia si registra una continua riduzione degli aborti e relative complicanze a seguito della legge 194 e della sua applicazione, come dimostra l’ultima relazione del Ministro della Salute al Parlamento 2.

Infatti, nel 2020 sono state notificate 66.413 Interruzioni Volontarie di Gravidanza (IVG), confermando il continuo andamento in diminuzione (-9,3% rispetto al 2019) registrato a partire dal 1983.

Tutto ciò è stato possibile attraverso l’abnegazione del personale sanitario che applica la legge per la salute collettiva, non solo con l’interruzione di gravidanza, ma anche con la promozione efficace della contraccezione, nonostante quest’ultima di fatto non sia ancora garantita gratuitamente come stabilito dalla legge (L. 194/78).

“‘Condannare, stigmatizzare e criminalizzare l’aborto sono strategie crudeli e fallimentari’” scrisse all’epoca Richard Horton, direttore di The Lancet. Un’affermazione valida ancora oggi”, conclude Agatone.