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Pontida, attesi in 10mila al grido di “Non è reato difendere i confini”. Grimoldi: “Questa non è la Lega, ma Salvini Premier”

Il coordinatore regionale Fabrizio Cecchetti: “L’edizione più attesa. E si potrà firmare contro il processo Open Arms”. Sul fronte opposto, l’ex segretario nazionale tuona: “Un partito personalistico, senza identità e che non si preoccupa più dei bisogni dei cittadini”

Pontida.Viktor Orbán, André Ventura, Geert Wilders, José Antonio Fúster, Jordan Bardella, Jair Messias Bolsonaro, Roberto Vannacci e Marine Le Pen ancora in forse. Saranno loro, politici europei e non, insieme a parlamentari, governatori e amministratori a salire sul palco del pratone domani, domenica 6 ottobre, per una Pontida che quest’anno ospiterà leader della destra oltralpe, chiamati a raccolta da Matteo Salvini che, per l’edizione di quest’anno, ha scelto di puntare tutto sui concetti di difesa dei confini e lotta all’immigrazione illegale, tanto che, sul muro del pratone, campeggerà a caratteri cubitali lo slogan “Non è reato difendere i confini”. Di contorno, ma nemmeno troppo, la raccolta firme contro Open Arms, il processo, fissato per il prossimo 18 ottobre, che vede protagonista lo stesso Salvini chiamato, sul banco degli imputati, a difendersi dalla richiesta dei pm di sei anni di carcere per aver negato illegittimamente, questa l’accusa, nell’agosto del 2019, alla nave della ong spagnola di far sbarcare nel porto di Lampedusa 147 profughi soccorsi in mare. Un tema all’ordine del giorno per il partito, quello dell’innocenza del loro Capitano, tanto che la base è stata chiamata a raccolta, invitata a firmare in favore del segretario nazionale. Un’iniziativa, quella dei gazebi, che ha preceduto l’altra prevista per Pontida, ovvero la distribuzione gratuita delle tessere da socio fondatore del “Comitato per la Sicurezza dei Confini”. 

E se da un lato c’è chi cavalca convintamente e fortemente le battaglie pro leader del Carroccio, dall’altra c’è anche chi tuona contro il partito e contro chi lo rappresenta.

“Ci prepariamo ad un’edizione storica del raduno di Pontida dove, dai numeri che stiamo raccogliendo dalle nostre sezioni, saranno più di 10mila i partecipanti provenienti dalle province lombarde, ma questo numero andrà aumentato ulteriormente considerando chi arriverà autonomamente con mezzi propri”, così Fabrizio Cecchetti, parlamentare e coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier. Gli organizzatori prevedono l’arrivo di almeno 150 autobus, forse anche 200. E per la prima volta è attiva una app che registra tutte le presenze, dai pullman alle auto private.

“Come sempre, quando la Lega e Matteo Salvini chiamano la base lombarda leghista risponde presente, mobilitandosi  con passione e organizzazione – continua Cecchetti -. Intanto centinaia di nostri sostenitori e militanti, anche loro da tutte le province lombarde, stanno lavorando giorno e notte per l’allestimento del palco, per tutta l’organizzazione, per le cucine e molto altro.  Questa Pontida 2024 si annuncia come una delle più affollate e più sentite di sempre e dal nostro sacro prato la base lombarda lancerà un messaggio chiaro a Matteo Salvini: siamo tutti con te, pronti a seguirti fino in fondo, senza lasciarti mai solo”.

“Non capisco proprio il senso di invitare a Pontida Orbán, Wilders e tutti gli altri. Le Europee sono finite da un pezzo, così come la campagna elettorale”. Non la tocca certo piano Paolo Grimoldi, leghista della prima ora, volto storico del partito. Del resto l’ex segretario nazionale non ha mai fatto mistero di sperare in un cambio di passo da parte della Lega, quella dell’oggi, dalla quale ha marcatamente preso le distanze. “Mi spiega cosa importa ai cittadini di sentir parlare questi politici? Ammesso che poi sappiano chi sono. Agli italiani importano il taglio delle accise, l’abolizione del canone Rai, l’aumento dei caselli autostradali, il costo dell’energia, l’aumento delle materie prime e preoccupano i risvolti delle dichiarazioni appena fatte dal nostro ministro dell’Economia che parla di sacrifici da fare. Dov’é il partito che lottava per abolire la legge Fornero e che si batteva per i pensionati del Nord? La Lega vera, quella che si prendeva cura dei cittadini e lavorava per risolvere i problemi della gente, non c’è più. Pontida, questa Pontida, sarà l’espressione di “Salvini Premier”, un movimento personalistico costruito sulla persona, che niente ha a che vedere col sindacato del Nord, pragmatico e vivo, che si dava da fare ogni giorno per il suo territorio”.

PAOLO GRIMOLDI

“Salvini fa della filosofia spiccia, parla per massimi sistemi, ma la verità è che non è più credibile. Stiamo parlando di un politico che ha fatto tradurre in 18 lingue differenti il suo messaggio di totale contrarietà al rinnovo della carica di presidente Mattarella. E poi è riuscito a votare comunque a favore. È l’incarnazione del tutto e del contrario di tutto. Questo è il problema. La Lega sta vivendo una parentesi lunga e difficile: in questi dieci anni ha perso la sua identità. Deve tornare ad essere il partito che produce, quello che rappresenta i cittadini. Deve tornare ad essere la Lega e non “Salvini Premier”. Grimoldi mette l’accento anche sulla cristallizzazione di certe cariche: “A lei pare normale che l’ultimo congresso regionale è stato fatto 9 anni fa? E che le cariche vengano decise a Roma? Il nostro è sempre stato un partito che ha scelto i suoi rappresentanti grazie al consenso della base e non certo con delle decisioni calate dall’alto. Mi stupisce che non ci sia stata ancora un’insurrezione popolare contro le continue menzogne che ci propinano ogni giorno.

Salvini ormai ripete, in maniera più scomposta, quello che dice Meloni. Mi permetta di dire che, a questo punto, tra l’originale e la brutta copia, preferisco votare la prima. Non trova? Questa Pontida non è e non sarà mai la manifestazione storica fondata sul sogno, quella che ha fatto grande la Lega”.