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I dati raccolti da una società specializzata: “Precipitazioni simili già in passato”. E i dubbi dei residenti: “Questa volta perché così tanti danni?”. Il legale: “Nuovi elementi che speriamo possano essere di supporto alle indagini”. Il pm aveva chiesto subito di archiviare

Bergamo. “La quantità di pioggia caduta sulla provincia di Bergamo in due ore è stata quasi pari a quella calcolata in media per tutto il mese di settembre”. Così, alcuni esperti, parlavano all’indomani del nubifragio dell’8-9 settembre, quando in città sono esondati i torrenti Morla e Tremana, causando enormi dannisoprattutto tra le vie Baioni e Maironi da Ponte. Si parlava di 80-85 mm di pioggia, ma valori simili si erano registrati anche lo scorso maggio, quando in trenta giorni era caduta quasi la metà della pioggia di tutto il 2024. A questo punto, la domanda che si pongono i residenti di quelle vie è la seguente: si è trattato di un evento davvero eccezionale, o piogge simili si erano già registrate in passato? E se sì, perché questa volta hanno causato tutti quei danni? “I risultati di una ricerca commissionata a una società specializzata ci dicono che no, quelle precipitazioni non sono state un evento eccezionale – commenta l’avvocato Benedetto Maria Bonomo, che assiste un gruppo di persone danneggiate dal maltempo -. Non trattandosi di un evento eccezionale, riteniamo che le cause di quanto successo possano ricercarsi altrove”. In eventuali mancate manutenzioni del letto del torrente, in eventuali mancate pulizie, in alcuni lavori che potrebbero avere favorito l’esondazione. Insomma: possibili negligenze, omissioni, abusi pubblici o privati, per utilizzare un linguaggio più giuridico.

Maltempo 9 settembre 2024, gli interventi dei vigili del fuoco <br clear=all>

La perizia in questione analizza la quantità di pioggia accumulata tra i giorni 9 e 11 settembre, riscontrando un picco di 85.80 mm (“quantitativi simili già si erano verificati lo scorso mese di maggio e in tanti altri episodi passati”, riporta l’ufficio elaborazione dati della società incaricata). Gli esiti di questa ricerca pluviometrica dovrebbero integrare le denunce che i residenti presenteranno in procura, insieme ad altri nuovi elementi ritenuti di possibile interesse investigativo. A una settimana dai primi esposti, infatti, era seguita la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero Giancarlo Mancusi. La motivazione? Secondo il pm, è impossibile accertare l’esistenza di profili penali. L’avvocato Bonomo, tra le altre cose, aveva sottolineato l’importanza di ‘fotografare’ lo stato della rete idrica subito dopo l’ondata di maltempo, per capire se qualcosa avesse ostacolato il deflusso dell’acqua. Ma come fare, ora, a distinguere tra i detriti che c’erano prima dell’alluvione e quelli portati dopo dalla piena (detriti che è stato necessario ripulire per scongiurare altri problemi in caso di altre piogge)?. Secondo il magistrato, questo basta a rendere impossibile un accertamento. Bonomo aveva annunciato che si sarebbe opposto alla richiesta di archiviazione. “Un opposizione che non vuole essere sterile – aveva chiarito -, ma funzionale al lavoro della procura”. Presentando nuovi elementi che – spera il legale – possano essere di supporto e propulsivi alle indagini.