Il giovane pizzaiolo che per l’antiterrorismo voleva colpire Bergamo: “Dipendente modello”. Al telefono diceva: “Vita noiosa, e se uso i coltelli?”
Secondo gli investigatori E.S., 22enne di origini egiziane, voleva passare all’azione dopo aver inneggiato online alla Jihad. Nel mirino una chiesa vicina alla pizzeria dove lavorava, in via Garibaldi. Il titolare: “Un ragazzo gentile e di poche parole, pensavo di assumerlo”
Bergamo. A sentire il datore di lavoro, vien quasi da pensare che gli investigatori abbiano sbagliato persona. Ma quando venerdì mattina (4 ottobre) gli uomini della Digos si sono presentati in pizzeria, a controllare l’armadietto di un suo dipendente, i dubbi sono definitivamente svaniti: cercavano proprio lui, E.S., 22enne di origine egiziana, arrestato nell’ambito di un’operazione antiterrorismo per attività di proselitismo sul web. Non solo: “le indagini hanno subito un’accelerazione perché temevano che compisse un gesto terroristico nei prossimi giorni”, ha detto il procuratore di Brescia Francesco Prete, che ha coordinato le indagini della Polizia di Stato.
E.S. lavorava in una pizzeria vicino alla chiesa che secondo gli investigatori aveva messo nel mirino, in via Garibaldi a Bergamo. “Spero tuttora in un errore”, confida il titolare dell’attività, che si dice “sorpreso” sia dalla visita della polizia, sia dalle notizie rimbalzate sui giornali. E.S. “lavorava da noi come pizzaiolo nel fine settimana”, racconta. Cosa facesse nel privato, non può saperlo. “Forse era un ragazzo un po’ solo”, ipotizza il titolare (a quanto pare, il giovane era ospitato da alcuni parenti ad Azzano San Paolo). Ma in veste di dipendente, nulla da eccepire. “È uno dei migliori ragazzi che abbia mai avuto, così bravo che pensavo di assumerlo come apprendista fisso”. Per lui ha solo aggettivi positivi: “Puntuale, gentilissimo, diceva tre o quattro parole al giorno, mai una fuori posto. Davvero, oggi si fatica a trovare personale così valido”. Quando gli chiediamo se avesse mai percepito nulla di strano, la risposta è secca: “No, mai. Non so davvero cosa può essergli saltato in testa”.
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A questo provano a rispondere gli investigatori, nonché il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare: “Ha dimostrato di voler programmare un atto fortemente violento e pericoloso, che si inserisce nel quadro di una personalità dalle posizioni estremamente radicali e con una ideologia intrisa di esecuzioni cruente, sparatorie”. Insomma, si temeva che il 22enne – arrestato per apologia del terrorismo – stesse per passare all’azione. Che non si accontentasse più di inneggiare alla Jihad in rete (era molto attivo sui social network, dove esaltava la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio) e che volesse colpire i ‘cristiani infedeli’. In particolare, secondo chi indaga, aveva messo nel mirino una chiesa nel centro di Bergamo. A poca distanza dalla pizzeria, ce ne sono due: quella di Sant’Alessandro in Colonna, ma soprattutto quella di San Giuseppe, distante una manciata di metri.
Sui social, oltre a messaggi di propaganda dello Stato islamico inneggianti alla jihad, al martirio e all’uso della violenza, si trovano messaggi celebrativi della ricorrenza dell’11 settembre e foto personali con armi. Agli atti dell’inchiesta c’è anche un’intercettazione: “Giuro la vita è noiosa – dice E.S. a un amico -. In questi due tre giorni ero al lavoro, il posto dove lavoro è al piano terra, e le finestre erano aperte, c’erano delle persone davanti alla chiesa, vestite di nero e io ero in piedi con un coltello in mano, ho pensato: ‘se questo coltello entra nel corpo di un umano…’ Che faccio, esco o non esco?”. Sempre al telefono, minacciava di colpire l’auto di un conoscente: “la sua macchina gliela manometto da sotto, la mattina quando apre la maniglia, gli scoppia in faccia”.
A quanto pare, il giovane operava in sinergia con altri soggetti dalle progettualità comuni. Chi indaga, vuole anche chiarire la posizione del 22enne in merito a una sua presunta appartenenza a un’associazione terroristica, chiamata “Islamic State Khorasan Province (ISKP)”.


