Non solo Micheli, i cambiamenti nella cultura a Bergamo
Giro di valzer per la guida delle più importanti istituzioni culturali cittadine: dall’Accademia Carrara al Donizetti Opera Festival passando per Molte Fedi, fino all’assessorato di Palazzo Frizzoni ora sotto la guida di Sergio Gandi
Bergamo. A poco meno di un anno dalla conclusione di Bergamo-Brescia Capitale italiana della cultura 2023, in città si annotano significativi cambiamenti fra le figure chiave di questo settore dall’importanza strategica.
All’interno della giunta comunale, l’assessore Sergio Gandi, a cui in precedenza avevano fatto capo il Bilancio e la Sicurezza, è subentrato a Nadia Ghisalberti, a cui negli ultimi due mandati era stata affidata la delega alla Cultura. Dopo i dieci anni d’impegno nella maggioranza a fianco di Giorgio Gori, l’ex assessora non si è ricandidata alle elezioni comunali dello scorso giugno passando il testimone al collega nella nuova amministrazione di Elena Carnevali.
Un cambio al vertice ha riguardato anche l’Accademia Carrara, una delle maggiori realtà del panorama artistico e culturale bergamasco, con valenza nazionale e sempre più internazionale. La storica dell’arte Martina Bagnoli, già direttrice delle Gallerie Estensi, ha assunto la direzione del prestigioso museo, che prima vedeva al timone Maria Cristina Rodeschini.
C’è stato anche il cambio al vertice di Molte Fedi con Daniele Rocchetti che da coordinatore ha passato il testimone a Francesco Mazzucotelli.
Infine, nei giorni scorsi è arrivata la notizia dell’addio di Francesco Micheli alla direzione del Festival Donizetti Opera. È stata un’ultima rilevante variazione nello scacchiere della cultura a Bergamo e, proprio traendo spunto dal gioco degli scacchi, si può capire quanto siano determinanti mosse che riguardano pezzi così importanti.
Guardando al calcio, invece, si può pensare a quanto sia strategico, oltre che inevitabile, fare turn over, sostituendo gli interpreti di una partita, che in questo caso è costituita dalla vita culturale cittadina. Augurando buon lavoro a ognuno, non si può che esprimere l’auspicio di poter raggiungere nuovi prestigiosi traguardi promuovendo una rinnovata crescita collettiva.




