Logo

Temi del giorno:

Donizetti, Micheli lascia la direzione artistica: “Per la prima volta nella mia vita sono fiero di quello che ho fatto”

L’annuncio del presidente della Fondazione Donizetti Giorgio Berta durante la conferenza stampa “D come Dieci”: “Lascia un grande vuoto. Impossibile trovarne un altro come lui”

Bergamo. “Questa sarà l’ultima edizione che vedrà Francesco Micheli come direttore artistico”. L’annuncio del presidente di Fondazione Teatro Donizetti, Giorgio Berta, lascia senza parole gli ospiti presenti alla conferenza stampa del decennale del Festival Donizetti Opera, svoltasi nella tarda mattinata di sabato 28 novembre.

“Si aprirà un grande vuoto – spiega il presidente Berta -, ma sicuramente manterremo un contatto stabile con Francesco, il quale ci lascia in dono tantissimo, come l’accordo preso anche con il teatro Real di Madrid per uno scambio di rappresentazioni, senza dimenticare il regalo di un festival già praticamente completo per il 2025 e una base per quello successivo. Non ci resta che augurargli ogni bene”.

Un annuncio che ha lasciato sicuramente tanta commozione in sala, ma che comunque avrà molto tempo a disposizione per essere assimilato, infatti, come precisato anche nel suo discorso Francesco Micheli che ha diretto tutte le prime nove edizioni del festival e si appresta ad arrivare ormai all’attesa doppia cifra con la due giorni dal titolo ‘D come Dieci’: “Ricordo ancora, era il 24 dicembre 2014 – così Micheli -, io volavo verso Pechino mentre annunciavano la mia nomina; quello stesso bambino che voleva entrare a tutti i costi in questo teatro e che non si sarebbe mai aspettato di fare tutto questo oggi, è qui per dare questo annuncio. Da quella viglia di Natale è iniziata un’avventura che è culminata con la strepitosa esperienza di “Bergamo Brescia Capitale della Cultura”. Sono convinto che lavorerete nel migliore dei modi come abbiamo sempre fatto. Abbiamo incubato un festival che ormai è riconosciuto come uno dei più importanti”.

Un addio che era nell’aria. L’anno scorso i primi segnali, poi la scelta di proseguire, forse anche per via del grande traguardo della doppia cifra: “Per la prima volta in vita mia – aggiunge il direttore artistico – sono fiero di quello che ho fatto. Siamo una famiglia allargata, con persone che hanno saputo abitare sotto lo stesso tetto, anche litigando, ricordando come dove si litiga c’è amore. Sembra un atto di divorzio ma non lo è affatto, è un momento sicuramente non semplice e sento il bisogno di vivere nuove avventure, agendo con progetti culturali che abbiano un impatto diretto sulla società: dobbiamo ribadire i valori per i quali viviamo. Il fascismo c’è, dilaga, e bisogna scendere in piazza”.

Generico settembre 2024

Tantissimi sono i ricordi che affiorano, a partire da quella grandissima opera nel teatro-cantiere ‘L’Ange de Nisida’, dove: “Abbiamo fatto un grandissimo omaggio ad un fantastico uomo come Donizetti, che ribadiva come si potesse fare teatro ovunque. Ci sono stati gli anni della pandemia dove la musica e la sua ritualità hanno saputo ad essere quel rito collettivo che fa bene alle persone e del quale si aveva bisogno. La capacità di Donizetti di valorizzare gli ultimi ha garantito di difendere dei valori che oggi sono messi veramente in discussione. Pensare che Gaetano possa essere messo in un angolo non lo posso accettaro. Ho sempre vissuto a Bergamo convinto che fosse una grande capitale, non solo imprenditoriale, ma anche culturale. Ho passato 50 anni della mia vita ad imparare, e l’opera mi ha insegnato a vivere grazie anche al tempo speso qua dentro. Tutto quello che ho fatto è stato fatto per amore della città e in fondo credo davvero che la spinta che mi ha mosso fosse quella di parlare a quel ragazzo che si sentiva un pesce fuor d’acqua e con quella fame di musica che non si sazierà mai. Non c’è amore e psicoterapia che possa tenere di fronte alla grandezza dell’opera rappresentata da un’immensa figura come quella di Gaetano Donizetti”.

Nel futuro del regista e direttore artistico non c’è ancora nulla di preciso, come da lui specificato: “Ho voglia di viaggiare e godermi la mia casa a Berlino, però sono anche un po’ stanco e per questo ho bisogno di tempo”.

Sul nome del successore di Micheli, il presidente Berta ha spiegato: “Abbiamo fatto qualche pensiero, ma non abbiamo comunque fretta. Agiremo in modo pertinente. Di certo, sarà impossibile trovare un ‘Micheli due’. La mia sensazione è che non ce ne sia un altro nei paraggi. Cercheremo in una direzione diversa. La dimensione del suo discorso ne denota il vuoto che lascerà”.

d come dieci

Tra i doni più importanti di Micheli, quindi, ci sarà, tra il 2025 e il 2026 una collaborazione con il Teatro Real di Madrid per uno scambio di rappresentazioni di Maria Stuarda e Caterina Cornaro, insieme al teatro bergamasco.

Gli appuntamenti della decima edizione

Sono incredibili i numeri della kermesse che, in questi dieci anni, ha visto sempre più moltiplicarsi cifre già molto interessanti: basti pensare solo come le presenze nel 2023 sono arrivate intorno alle 13 mila con il 31% del pubblico proveniente dall’estero e il 93% dei gruppi partiti al di fuori della Penisola.

I contribuiti privati, donati alla Fondazione, ne vedono circa il 50% del totale destinato al festival, arrivando, nel 2023, a toccare quota 1.585.645 euro, rispetto al 2018 dove si arrivò a poco più di 310mila euro. Nel 2024, 11mila gli studenti coinvolti nei vari progetti, 7mila in più del 2017.

“Mi sento un po’ la memoria storica di questo teatro – così il direttore generale di Fondazione Donizetti, Massimo Boffelli -; oggi la Fondazione pare una cosa scontata, ma in realtà c’è stato un radicale cambiamento. Poter acquisire risorse professionali competenti non è così scontato. Le risorse dei privati ci hanno dato una grande mano; non so quanti teatri siano in grado di reperire queste somme. Anche sotto in ambito pubblico notiamo la grande importanza data dagli enti a questo stesso evento. La lirica ha avuto diverse vicissitudini, con stagioni molto localistiche; l’arrivo di Francesco Micheli ha ampiamente cambiato le cose. Investiamo molto sul pubblico di domani, bisogna trovare le corde giuste per coinvolgerli e ad ora il risultato in questo frangente è sicuramente eccellente”.

Sabato 28 settembre si comincia alle ore 10 (fino alle ore 12.40, biglietto 5 euro) con le visite guidate del Teatro Donizetti che è stato com’è noto anche sottoposto a un profondo restauro. Alle ore 14.30 (Sala Musica) per il ciclo DeCineForum sarà presentato e proiettato il video di una delle grandi riscoperte del festival, l’opera L’ange de Nisida che nemmeno il compositore aveva mai visto in scena e che è stata messa in scena proprio nel teatro-cantiere in attesa di rinascita. In attesa del DO24, nel Donizetti Studio (ore 16) Qui Don Pasquale laboratorio per bambini dagli 8 ai 13 anni per prepararsi al celebre titolo in programma.

Dalle ore 17 in poi nel Quadriportico Parla con Gaetano City Edition, cioè la possibilità di intraprendere un dialogo immaginario con il compositore, davanti alle telecamere della Donizetti Opera Tube. Alle ore 18 (Sala Riccardi) “Il sospiro profumato” una nuova attività in cui il dramaturg del festival Alberto Mattioli accompagnerà il pubblico a scoprire e a votare i profumi creati dall’Ambasciatore di Donizetti Allegrini con Atelier Fragranze Milano in abbinamento alle tre opere in programma nel 2024. Alle ore 19 ‘Un Donizetti è per sempre’, conversazione e aperitivo tra musica e preziosi grazie a un altro degli Ambasciatori storici del festival, Curnis Gioielli che porterà in teatro le creazioni di Roberto Coin.

Quindi uno dei momenti più attesi, in sala grande (ore 20, biglietto 10 euro), la messa in scena dell’opera di Giovanni Simone Mayr, riscoperta nel 2023, ‘Il piccolo compositore di musica’: scritta come saggio per gli allievi delle Lezioni Caritatevoli, la farsa porta davanti al pubblico la vita di Donizetti studente adolescente e dei suoi compagni. La serata si chiude al Balzer Globe (ore 22.30) con un nuovo djset di MixOpera che ha per protagonista Nicola Buttafuoco e alcune sue nuove creazioni su musiche di Donizetti.

“Sono qui – così Sergio Gandi, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo – per dare atto con stima e affetto a chi guida ottimamente la Fondazione. In questi dieci anni è stato fatto uno straordinario lavoro: abbiamo ridato una casa all’altezza delle aspettative. Il Festival ha cambiato il rapporto tra la città e il mondo dell’opera lirica, entrando in ogni angolo della città, dai quartieri alle scuole con i suoi studenti. Valorizzare una figura come Donizetti è fondamentale e sono convinto che lascerà il segno per un’esperienza che va vissuta e realizzata”.

I festeggiamenti proseguiranno venerdì 29 novembre arricchendo il consueto programma del ‘Dies Natalis’. Quindi sarà possibile ancora una volta visitare il Teatro Donizetti (dalle ore 10 alle ore 12.40), mentre invece in Città alta è in programma (ore 11.15) la tradizionale Elevazione musicale nella Basilica di Santa Maria Maggiore e l’omaggio ai monumenti funebri di Donizetti e Mayr; gli studenti inoltre (ore 10.30) saranno coinvolti in un flash mob in piazza Vecchia per ricordare sia Donizetti che Giacomo Puccini del quale nello stesso giorno ricorre il centenario della morte. Si torna al Teatro Donizetti (ore 14.30) per DeCineForum con la presentazione e proiezione dell’opera ‘La Favorite’, riconosciuta dall’Associazione Nazionale Critici Musicali con il Premio Abbiati per il miglior spettacolo dell’anno.

Al Donizetti Studio (ore 18) ci sarà un nuovo laboratorio di canto per i più giovani che si esibiranno poi davanti al Teatro, mentre in Sala Riccardi torna ‘Un Donizetti è per sempre’, conversazione e aperitivo tra musica e preziosi grazie a un altro degli Ambasciatori storici del festival, Curnis Gioielli che porterà in teatro le creazioni di Roberto Coin. Già molto attesa (alle 20, ingresso gratuito) l’edizione speciale e dal vivo di ‘Citofonare Gaetano, Amarcord’, il format nato per commentare le opere nel periodo covid attraverso il web. Finale di serata al Balzer Globe dove ci sarà la replica prevista in programma di ‘LU OpeRave’ (ore 21.30, biglietto 25 euro).

I biglietti e le prenotazioni degli ingressi gratuiti sono disponibili sul sito gaetanodonizetti.org oppure in biglietteria (martedì-sabato ore 16/20).

www.gaetanodonizetti.org  / info@donizetti.org