Ad Astino apre il CIID, centro per l’interaction design: prodotti e servizi digitali del futuro
Inaugura in Italia il CIID, centro di eccellenza per l’interaction design. A Bergamo aziende e studenti da tutto il mondo uniti per costruire i prodotti e i servizi digitali del futuro
Bergamo. Il taglio del nastro è previsto per venerdì 27 settembre. Tra le 17 e le 20.30 ci sarà l’inaugurazione del CIID in Italia, in via Astino 16 a Bergamo.
“La biodiversità ci ispira, il futuro della tecnologia passa per la capacità di rigenerare, e non solo preservare, il pianeta”, spiega la direttrice Simona Maschi. Situato all’interno dello storico Monastero di Astino, questo campus all’avanguardia diventerà un hub per attività di formazione, innovazione e incubazione attraverso la pratica dell’interaction design, portando nella Regione Lombardia la competenza ed il network globale del CIID.
Una scuola senza manuali, dove si impara creando. Un luogo dove persone e aziende di tutto il mondo si incontrano per fare innovazione, per immaginare e prototipare prodotti che non solo facilitino la nostra interazione con le tecnologie (lo scopo dell’interaction design), ma la rendano anche più consapevole e sostenibile.
Quel luogo è il CIID, il Copenhagen Institute of Interaction Design, e nel 2024 arriva in Italia, dove è partito il 16 settembre di quest’anno con nuovi corsi aperti a studenti e professionisti da tutto il mondo: si insedia a Bergamo, nella splendida cornice dell’ex Monastero di Astino, grazie alla Fondazione Mia che sostiene il progetto e al Comune di Bergamo che lo ha accolto con entusiasmo.
Il CIID, centro di eccellenza nel mondo per lo studio di prodotti e servizi digitali, nato nel 2006 a Copenhagen e dal 2020 con sede anche in Costa Rica, avrà così la sua nuova casa in Italia, dove i semi della scuola erano nati: prese infatti avvio dall’esperienza pionieristica dell’Interaction Design Institute di Ivrea, la scuola fondata da Olivetti e Telecom Italia nell’ambito della quale videro la luce realtà come Arduino, l’hardware open source più diffuso al mondo. A Copenaghen trovò terreno per evolversi, grazie ai finanziamenti ottenuti da governo e aziende danesi.
Oggi apre un nuovo capitolo, quello della maturità: “Il CIID apre in Italia forte di un network di ormai oltre 500 persone tra docenti ed ex alunni illustri pronti a supportare gli studenti, gli “artigiani digitali” del domani”, spiega Simona Maschi, co-fondatrice e direttrice del CIID, con i soci Alie Rose, Jakob Riis e Rimpei Iwata.
L’interaction design
L’interaction design, ovvero la progettazione dell’interazione tra esseri umani e prodotti digitali, una sorta di architettura del mondo digitale, si traduce al CIID in una innovazione life-centred, che mette al centro la vita delle persone e del pianeta. Perché l’80 per cento dell’impatto ambientale di un prodotto viene determinato in fase di progettazione, che dunque deve includere considerazioni sull’impatto sociale ed ambientale dei prodotti. Al di là dell’emergenza climatica, questa transizione rappresenta una sfida ma anche un’opportunità strategica per le aziende: per affrontarla è necessario formare le persone, ed è quello che offre il CIID con i suoi corsi.
Corsi annuali, pop-up schools, il CIID come un ponte tra accademia e aziende
La sede di Bergamo ospiterà la scuola, ma anche un incubatore per startup innovative, e spazi di lavoro con aziende private e pubbliche. Il CIID è per natura un ponte tra il mondo dell’accademia e il mondo delle aziende, che annovera collaborazioni con realtà come Enel, Google, Lego, Meta Toyota e Volvo. Porte aperte allora anche in Italia alle collaborazioni con imprese pubbliche e private, Università e organizzazioni, che nella quotidianità della scuola porranno agli studenti problemi e sfide concrete su cui lavorare. Come e in quali ambiti lavorare insieme? Non esiste un vero limite alle tematiche su cui lavorare, progetti recenti includono la mobilità sostenibile, la salute, la longevità, l’energia, i servizi finanziari e l’impact investment. Sarà possibile diventare partner del CIID attraverso progetti, ma anche supportando attività e borse di studio, e per le aziende sarà anche occasione per reclutare talenti (un quinto dei talenti che hanno frequentato il CIID in questi anni ha scelto ad esempio di fermarsi sul territorio, in Danimarca).
I corsi proposti dal CIID, rivolti a persone con ogni background professionale, sono di due tipi: quelli annuali e le pop-up schools, percorsi formativi di una settimana (aperti a tutti e senza selezione all’entrata, a differenza dei corsi annuali che invece prevedono selezioni). Cuore dell’esperienza sono i laboratori di prototipazione, con strumenti per la fabbricazione digitale, tra intelligenza artificiale e realtà virtuale, ma anche un laboratorio di biodiversità. Per imparare, appunto, attraverso la pratica.
Avremo ponti diretti con luoghi strategici del mondo come la Silicon Valley, e docenti di primo piano nel campo dell’interaction design come Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, Amanda Parkes, cofondatrice di Pangaia, uno dei brand leader di slow fashion ed economia circolare, Tobias Toft di Google, Shamik Rey di Spotify, Pier Dalla Rosa di Airbnb, Zaza Zuilhof di Apple e David Rose, esperto di spatial computing, imprenditore e autore. Le nostre attività saranno supportate da advisers come Leandro Agrò, esperto di design e innovazione in Silicon Valley, PierDamiano Airoldi, imprenditore nell’ambito delle tecnologie digitali, Luis Javier Castro, esperto di finanza per l’impatto di Abundance Circle e Gillian Crampton Smith dal Royal College of Art di Londra, già direttrice della scuola di Ivrea.
Isabelle Andrieu, Marco Trombetti di Pi Campus, Lisa Dubost e Magnetic Media Network S.p.a., innovativo IT Solutions Provider e solido partner Apple impegnato a sviluppare progetti di innovazione tecnologica e trasformazione digitale legati al concetto di biocentrismo, sono tra i partner investitori del CIID.
Il tutto immersi nel verde, naturale cornice e fonte di ispirazione: i 2 mila metri della sede, la Cascina Convento nel complesso dell’ex monastero di Astino, sono parte dell’ambizioso progetto di rigenerazione ambientale della Fondazione Mia già vincitore del Premio Paesaggio d’Europa 2021.
“Un contesto che ha avuto un ruolo cruciale nella decisione di trasferirci qui – conclude Simona Maschi – Proprio perché la ricerca a favore della biodiversità e della rigenerazione sociale ed ambientale sono il cuore della visione dell’istituto”.
Partners che hanno supportato l’apertura del CIID a Bergamo.
Il nuovo campus del CIID a Bergamo rappresenta un progetto di economia circolare. Aziende da vari settori hanno risposto all’invito di contribuire all’allestimento della nuova location tramite la donazione di prodotti usati, difettati o semplicemente invenduti. A questi contributi si sono aggiunte donazioni di prodotti nati da dinamiche di riciclo a basso impatto ambientale.
Il CIID ringrazia Pedrali, Abert Broggi, Bodum, Intesa Sanpaolo, Alias Design, Foppa Pedretti ed il Patronato San Vincenzo di Bergamo per il loro contributo al progetto.
Il programma di Membership al CIID Network.
La rete globale del CIID comprende oltre 500 ex studenti, docenti e professionisti da aziende pubbliche e private. Da quest’anno il CIID invita organizzazioni pubbliche e private, profit e no-profit a unirsi a questa vivace comunità, beneficiando dell’accesso a talenti, idee e opportunità di investimento. La membership offre accesso agli spazi del campus, match-making con i corsisti del CIID e inviti a eventi di persona e online. Per maggiori informazioni scrivere a: comms@ciid.dk o contattare Valeria Giassi 338 2614369.
Il 27 settembre segna l’apertura ufficiale del Copenhagen Institute of Interaction Design (CIID) a Bergamo, Italia.
L’evento di lancio prevede due momenti distinti:
17:00 – 18:15 Visita della location e interazione con il team, gli studenti e i partner del CIID. Aperitivo.
18:30 – 20:15 Una serie di interventi da parte di ospiti italiani e stranieri per narrare la storia, le attività, ed il potenziale impatto del CIID sul territorio. Sarà disponibile la traduzione inglese-italiano e italiano-inglese.
Dalle 20:15 alle 21:00 networking, drinks e socializzazione per chi vuole fermarsi.
L’evento sarà moderato da Giampaolo Colletti, (giornalista de Il Sole 24 Ore e direttore di Startupitalia) attraverso le narrazioni e i racconti di ospiti italiani ed internazionali.






