Softair, le Pantere Bergamo in corsa alla finale nazionale di Roccaraso
Appuntamento il 28 e 29 settembre nella disciplina “Pattuglia a lungo raggio”. Il club: “Sport con sani principi: gruppo, divertimento e avventura”
Carvico. In quel di Carvico si va a caccia del tricolore: dopo la qualificazione ottenuta nel campionato regionale l’A.S.D. Pantere Bergamo è in corsa nella finale nazionale di softair in programma il 28 e 29 settembre a Roccaraso in Abruzzo.
Il club orobico è uno dei più antichi in questo sport. La sua carta d’identità recita 1994 come anno di nascita (prima del 2009 la denominazione era Splash Contact Bergamo): la società festeggia quest’anno i primi trent’anni di vita nel migliore dei modi.
Il pass per la finale nazionale è stato strappato grazie al secondo posto in classifica nella fase regionale, dietro solamente al Max-Ten Soft Air Team di Brescia, nella competizione denominata “Pattuglia a lungo raggio”.
“Una competizione a squadre ciascuna composta da 6 elementi che, navigando in autonomia, completano diversi obiettivi: ad esempio soccorrere un pilota, disattivare un ordigno o raccogliere informazioni – spiega Davide Zenoni, vicepresidente del club -. Ogni obiettivo ha un punteggio: la squadra che raccoglie più punti vince la tappa. Noi abbiamo fatto quattro tappe (nel regionale, ndr) e siamo arrivati secondi, su 16 squadre”.
Sarà quindi la seconda volta per le Pantere che, dopo l’edizione 2013, si riaffacciano alla massima competizione organizzata dalla Figt (Federazione Italiana Giochi Tattici), una delle più importanti del panorama.

“I sei ragazzi da noi prescelti partiranno questo venerdì (27 settembre, ndr) – continua Zenoni -. Abbiamo una squadra competitiva, che avrà l’obiettivo di fare bene, ma soprattutto di divertirsi e godere dell’evento. Sarà una due giorni tosta, con 26 ore continuative di gara, dove ogni giocatore dovrà essere autonomo in tutto: bere, mangiare e dormire; solitamente facciamo dai 30 ai 40 chilometri a piedi in tutto l’arco del torneo, in un’area prescelta, limitata e caratterizzata da dislivelli e boschi”.
Un movimento, quello del softair, che ha registrato un’ascesa pazzesca nell’ormai lontano 2010, quando, come ricorda Davide Zenoni “era decisamente imperversato il fenomeno del videogioco ‘Call of Duty’ e molti volevano provare ad avvicinarsi a questo vero e proprio sport, il quale, come tutti gli altri, necessita di una preparazione importante se si vuole ambire ad alti livelli, come in questo caso. Ultimamente i numeri sono in calo (il club conta, ad oggi, 25 iscritti, ndr), ma non ci scoraggiamo e andiamo avanti. Molti ci vedono come degli invasati che si credono dei militari, ma non è cosi: dietro a tutto questo ci sono dei sani principi, come il gruppo, l’amicizia, il divertimento e l’avventura. Vi invitiamo a provarlo per poter capire meglio cosa c’è dietro prima di giudicare”.


