Nubifragio, il pm chiede subito l’archiviazione. Gli alluvionati: “Ci opporremo”
Il legale: “Depositeremo altri esposti più documentati”. Affidata a una società specializzata una perizia ‘pluviometrica’. Le complessità di un’indagine in salita
Bergamo. A nemmeno una settimana dai primi esposti depositati in procura, arrivano le prime richieste di archiviazione da parte del pubblico ministero. “Richieste alle quali ci opporremo”, fa sapere subito l’avvocato Benedetto Maria Bonomo, che assiste alcune delle famiglie più colpite dal nubifragio dello scorso 9 settembre a Bergamo, quando l’esondazione del torrente Morla ha arrecato gravi danni e disagi soprattutto tra i residenti e i lavoratori delle via Baioni e Maironi da Ponte.
Per il pm Giancarlo Mancusi, titolare del fascicolo iscritto come ‘fatti non costituenti notizia di reato’, trovare delle colpe è ormai impossibile. Del resto, sulla complessità delle indagini c’erano pochi dubbi sin dall’inizio. Da controllare, non ci sarebbe solo la pulizia dell’alveo del Morla, ma anche la stratificazione degli interventi urbanistici-edilizi degli ultimi decenni, visto che non è la prima volta nella storia che il torrente esonda. Un orizzonte temporale molto ampio a livello investigativo. Inoltre, svolgere un accertamento sulla pulizia del torrente allo stato attuale, con i lavori di bonifica in corso, sembra un’impresa davvero infattibile: come si potrebbe distinguere tra i detriti che c’erano prima dell’alluvione e quelli portati dalla piena?. Una criticità che lo stesso Bonomo non ha mancato di sottolineare pochi giorni fa alla stampa, auspicando una “fotografia della rete idrica” in tempi rapidi (“i primi esposti servivano anche a questo”, dice il legale). È altrettanto vero che ritardare la pulizia del torrente, con la previsione di nuove piogge, sarebbe quantomeno rischioso.
Ad ogni modo, ai primi esposti ne seguiranno altri. Più strutturati, più documentati, sottolinea l’avvocato Bonomo. Supportati anche da una perizia “pluviometrica”, i cui risultati dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. “Abbiamo affidato a una società specializzata il compito di dirci se in passato aveva già piovuto così”, come la notte tra l’8 e il 9 settembre. Se così fosse, perché in quelle occasioni il torrente non è esondato? E perché non si sono registrati altrettanti danni? Sono le domande che si pongono le persone che hanno presentato denuncia, desiderose di capire se ci siano state condotte omissive, negligenze o abusi che possano aver impedito il normale deflusso dell’acqua e favorito il disastro. Disastro quantificato dagli stessi cittadini in circa 30 milioni di euro di danni. “Vorremmo – conclude l’avvocato Bonomo – che questi eventi si cominciassero a leggere non come eventi eccezionali, ma come qualcosa di prevedibile, che si può prevenire. In questo senso la nostra opposizione non vuole essere sterile, ma funzionale al lavoro della procura”.










