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Uccise i due figli neonati, Monia Bortolotti trasferita in una struttura sanitaria

La 28enne è stata portata alla Rems di Castiglione delle Stiviere. A breve la richiesta di rinvio a giudizio della pm

Pedrengo. Monia Bortolotti, la donna di Pedrengo accusata di aver tolto la vita ai suoi due bambini di pochi mesi, è stata trasferita dal carcere alla Rems, Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza, di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. La sua condizione non era evidentemente più compatibile con la detenzione in carcere, dove si trovava dal 3 gennaio scorso, dopo aver trascorso due mesi nel reparto di psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

La Rems è una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. La gestione interna è di esclusiva competenza sanitaria ed ha funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative. Bortolotti, 28 anni, è stata giudicata incapace di intendere e di volere da Elvezio Pirfo (lo stesso professionista che ha valutato Alessia Pifferi) e Patrizia De Rosa di Torino, i periti nominati dal giudice delle indagini preliminari Federica Gaudino, e dal consulente della difesa, Marina Verga dell’Università degli Studi di Milano. Secondo Sergio Monchieri di Brescia, il consulente del pubblico ministero Maria Esposito, sussiste al limite un vizio di mente parziale, ma non totale.

L’unico aspetto sul quale tutti gli esperti si sono detti d’accordo è che quella di Monia è una personalità estremamente complessa ma che, nonostante ciò, è in grado di sostenere un processo.

Il pm depositerà a breve la richiesta di rinvio a giudizio per la giovane.

La donna, di origini indiane, era stata arrestata sabato 4 novembre 2022 dopo che l’autopsia aveva chiarito che la morte del figlio Mattia, di soli due mesi, avvenuta il 25 ottobre 2022 nella casa di Pedrengo dove viveva col compagno Cristian Zorzi, non era da addebitare a cause naturali. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane mamma avrebbe stretto il neonato soffocandolo perché non riusciva a sostenere il suo pianto.

Erano così scattati approfondimenti anche sulla morte di Alice, morta a 4 mesi il 15 novembre 2021, un anno prima del fratellino. Il decesso era stato catalogato come morte in culla in un primo momento ma, alla luce di quanto accaduto a Mattia, le indagini hanno portato a ipotizzare che la piccola fu soffocata con un cuscino.

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