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L’arte Madi di Piergiorgio Zagara in mostra a Bergamo

Bergamo. Movimento Astrazione Dimensione Invenzione. MADI è un acronimo aperto, che implica una componente di non-sense e di casualità . MAterialismo Dialettico  per alcuni, MAteria DImensione per altri. In ogni modo, MADI è inventività ludica e dinamica, lontana da ogni mimesi della natura e della realtà.

Piergiorgio Zangara è l’erede designato a coordinare il movimento internazionale MADI dal suo fondatore Carmelo Arden Quin. L’artista, nato a Palermo nel 1953, trapiantato a Milano nel 1976 e attualmente residente a Sydney, espone da Marelia Servizi per l’Arte a Bergamo in via Torretta 4 fino al 18 ottobre. La mostra “PALERMO MILANO SIDNEY. Dall’astrazione al concretismo”, inaugurata sabato 21 alla presenza di un folto pubblico, è la prima retrospettiva dedicata a Zangara dopo il suo definitivo trasferimento in Australia.

L’allestimento su due piani espositivi è vivace, eclettico, “divergente”, all’insegna dello spirito MADI, per cui “l’opera è, non rappresenta – l’opera è, non esprime – l’opera è, non significa”. Prima di entrare, dimenticatevi le ortogonali della tela, la cornice del quadro,  la bi- dimensione del colore, ed immergetevi nel puro “dialogo con lo spazio” fatto di luce, di trasparenze multidimensionali e di ritmi asincroni.

Pensata in tre sezioni, l’esposizione riassume le tappe fondamentali del percorso di Zangara dagli anni Sessanta ad oggi che, come spiega la curatrice Paola Ubiali, “lo hanno condotto  da una personale idea di figurazione, prima all’astrazione, poi all’arte geometrica e infine al concretismo più puro e rigoroso”.

Sullo sfondo, l’originario proclama MADI del 1946 a Buenos Aires: “Noi Madisti, prendendo gli elementi propri di ciascun’arte, costruiamo; cioè facciamo un’invenzione reale. Con questa non esprimiamo nulla, non rappresentiamo nulla, non simboleggiamo nulla. Noi creiamo la cosa nella sua sola presenza, nella sua sola immanenza. La cosa è nello spazio e nel tempo: ESISTE.”

Zangara, che fa parte del movimento dal 1999, predilige i materiali compatti come plexiglas, legno laccato, alluminio non specchiante, in linea con la filosofia MADI che scarta materiali più grezzi, “evocatori di nostalgie e romanticismi”. Il breve video allestito al piano interrato mostra Piergiorgio Zangara che si muove negli spazi metropolitani di Sidney da cui trae nuove fonti di ispirazione per continuare, in studio, l’esplorazione delle relazioni tra percezione, spazio, luce, materia, in direzione di una sempre più spiccata qualità eterea del risultato finale. Si vede l’artista che fresa, incolla, inchioda, trapana, lima, abbina forme rigorose e superfici policrome tenendosi sempre al principio dell’atto inventivo che progetta e compone lontano  da qualsiasi logica rappresentativa. Perché, come affermano gli artisti MADI, “un’opera d’arte deve essere qualcosa che comincia e finisce in se stessa, senza soluzione di continuità”.

Il risultato sono opere “e-centriche”,  che portano il nostro sguardo fuori asse, in un gioco di linee e di riflessi in cui la geometria  nega se stessa attraverso imprevedibili sfasature prospettiche .

La mostra, oltre che presso Marelia Servizi per l’Arte, si tiene a Vicenza al Valmore Studio d’Arte (con inaugurazione venerdì 27 settembre alle 18.30) e il catalogo, con testi di Emma Zanella e Paola Silvia Ubiali, è scaricabile gratuitamente dai siti http://marelia.it e http://www.valmore.art/it