L'appello
Remuzzi lancia l’Agenzia europea per il farmaco: “La nostra tradizione di solidarietà un esempio per tutto il mondo”
Il direttore dell’Istituto Mario Negri durante la visita di Draghi al Kilometro Rosso: “Bisogna mettere a disposizione delle persone tutto quello che è necessario per curarsi”
Bergamo. Con gli occhi lucidi Giuseppe Remuzzi è sceso dal palco allestito al Kilometro Rosso per accogliere Mario Draghi, in visita a Bergamo per dibattere sul ruolo dei centri di innovazione nel panorama europeo. Occhi lucidi figli di un discorso da brividi, parole con cui il direttore dell’Istituto Mario Negri ha evidenziato il vero valore che rende unico nel pianeta il Vecchio Continente, il servizio sanitario pubblico, e ha ricordato la tradizione di solidarietà che da millenni vige in Europa.
“Non esiste medicina senza ricerca: la medicina negli ultimi vent’anni ha fatto passi avanti giganteschi, che tuttavia sono a disposizione di pochi – esordisce il direttore -. Alcuni specifici trattamenti arrivano a costare fino ad un milione per un anno: all’Istituto curiamo bambini con farmaci che costano 400mila euro per 365 giorni di trattamento”.
“Nel Vecchio Continente abbiamo una tradizione che manca negli Stati Uniti, in Cina in India – continua il dottor Remuzzi -. Una tradizione di solidarietà che va indietro millenni, principi nati nell’antica Grecia con Aristotele e Platone. Come diceva Sir Thomas More: “La medicina deve essere per la gente”. L’Europa potrebbe togliere alle famiglie la preoccupazione dei soldi in ambito medico, il servizio sanitario dovrebbe essere europeo con principi generali fissati dall’Unione”.
“Abbiamo suggerito l’idea di istituire un’Agenzia europea per il farmaco, mettendo a disposizione delle persone tutto quello che è necessario per curarsi – afferma -. I lavori si sono fermati quest’anno a causa della proprietà intellettuale. L’industria farmaceutica, che ha enormi meriti e ha avuto dei ritorni immensi, non deve aver paura della proprietà intellettuale, anzi: questa dovrebbe essere uno stimolo”.

“L’industria si regola su un alto livello di competitività, l’approvvigionamento dei farmaci deve essere una conseguenza di una trattativa europea: i possibili risultati li abbiamo sperimentato con i vaccini – conclude Remuzzi -. Questo deve avvenire per ciò che è indispensabile: l’Europa con la sua tradizione di solidarietà deve essere un esempio per tutto il mondo. Ai tempi dei vaccini anti-Covid sentivo dire che un obbligo vaccinale interferiva con la libertà delle persone: è il non potersi curare che interferisce con la tua libertà”.



