Terno d’Isola, frase razzista e simboli nazifascisti vicino al luogo in cui morì Sharon
Svastiche e simboli nazifascisti sono apparsi su un muretto di una recinzione in via Castegnate a Terno d’Isola, a pochi passi dal luogo in cui fu uccisa Sharon Verzeni
Terno d’Isola. “Non ci sono negri italiani”. Una scritta razzista accompagnata da svastiche e simboli nazifascisti è apparsa su un muretto di una recinzione in via Castegnate a Terno d’Isola, a pochissimi passi dal luogo in cui Moussa Sangare ha ucciso Sharon Verzeni.
Il messaggio è evidente, tanto palese quanto diretto all’autore del tragico gesto nel quale ha perso la vita la 33enne che abitava in via Merelli. Dei veri e propri “sciacalli” li definisce il gruppo civico di Terno Attiva, all’opposizione nel consiglio comunale.
“Questi soggetti – prosegue la formazione di centrosinistra – non hanno perso l’occasione di presentarsi sul luogo delle altrui sventure. L’unico vostro contributo è quello di alimentare la paura del mostro e naturalmente è l’uomo nero. E chi sennò? Alla faccia di chi non tiene conto di denunce di donne minacciate da chi gli dichiara amore o da sorelle che chiedono aiuto per chi è malato di mente. E allora cari nostalgici di un passato tristemente noto per violenza e soprusi, datevi da fare per lavorare sul territorio invece di venire da fuori a dar lezioni”.
La ricerca del colpevole è in corso. Come segnalato da Terno Attiva, “il gesto pare risalire all’8 settembre, giornata nella quale, nella Piazza VII Martiri di Terno d’Isola, la Rete dei Patrioti, associazione di estrema destra, ha organizzato una manifestazione” con tanto di cori e striscioni, contestando “fermamente immigrazione e concessione di cittadinanza a chi italiano non è”, come specificato sul profilo Facebook di Roccaforte Bergamo, dove è stato rivendicato anche come Moussa Sangare, per loro, non sia da considerare italiano.
“Qui a Terno – continua nel suo monito Terno Attiva – ci sono persone e associazioni che lavorano e mettono a disposizione il loro tempo e le loro competenze per diffondere principi di integrazione, solidarietà, difesa dell’ambiente e legalità. Chi sarebbe chi contrasta il lavoro dell’amministrazione per la sicurezza? Chi chiede come noi da tempo che si incrementino le forze della polizia locale o che si apra una sede della stessa in piazza o che funzionino le telecamere che in questo ed in altri casi di criminalità non hanno mai funzionato?”.

Il capitolo sicurezza, come intuito, dopo l’omicidio di Sharon Verzeni è ormai il tema preponderante in quel di Terno, tanto che le opposizioni comunali tutte si sono riunite in un’unica voce per protestare contro la, secondo loro, cattiva gestione del disagio ternese, sottolineando come: “È una fama che aumenta il disagio reale e percepito e che necessita di una azione del Comune – recita la nota condivisa -, che sindaco e giunta hanno dimostrato di non essere in grado di sviluppare. L’interesse alle interviste più che alla soluzione dei problemi ci hanno mostrato un sindaco che non coglie la gravità della situazione”.
Un malumore culminato nell’apertura poi in una raccolta firme, che si avvierà nei prossimi giorni, per chiedere: “La sospensione dell’approvazione del PGT o almeno della trasformazione delle aree agricole in edificabili” e “La revisione del piano di alienazione delle aree”.
Nel commento da noi richiesto al sindaco, Gianluca Sala ha specificato: “Come amministrazione, condanniamo apertamente ogni tentativo di ‘imbrattamento’ sul suolo cittadino”, nonostante pare non risultasse a conoscenza della suddetta scritta.
ROCCAFORTE BERGAMO
Marcello Serughetti, responsabile di Roccaforte Bergamo e responsabile provinciale della Rete dei Patrioti precisa: “Il nostro presidio e la comparsa di quella scritta non hanno alcun nesso temporale e geografico. Si cerchino altrove gli autori”.



