Da patrimonio Unesco a museo. Roberta Frigeni: “Le nostre mura diventano un’esperienza immersiva”
Il Museo delle storie insieme al Comune di Bergamo con il Segretariato UNESCO inaugurano Mura di Bergamo, il nuovo percorso espositivo dedicato alla storia della fortezza
Bergamo. Tre musei in uno: contenitore, contenuto e panorama. Ecco in breve il nuovo Museo delle Mura di Bergamo, dedicato alla fortezza di città alta divenuta patrimonio dell’Unesco nel 2017.
Il Museo delle Mura di Bergamo rappresenta il culmine di un progetto avviato nel 2018, quando il Comune di Bergamo e il Segretariato Unesco hanno incaricato il Museo delle Storie di condurre una ricerca scientifica e di valorizzare le mura veneziane da una prospettiva storica.
A curare l’esposizione è stata Roberta Frigeni, già direttrice del Museo delle Storie di Bergamo, a cui viene affidata la guida del Museo della Mura con la collaborazione di Nicholas Fiorina e Giulia Todeschini del Museo delle Storie, supportati da un Comitato Scientifico formato da esperti in storia e architettura militare e difensiva.
Il museo, la cui inaugurazione ufficiale è in programma il 20 settembre, è situato alla Porta di Sant’Agostino. “Quale luogo migliore per un museo dedicato all’opera architettonica più bella che i veneziani costruirono nella nostra città – commenta Roberta Frigeni –. Il museo sorge proprio dove passavano i rettori provenienti dalla Serenissima”.
Per quanto riguarda il contenuto, “nel museo i visitatori godranno di un’esperienza tattile, fatta da pezzi unici: trentotto oggetti di origine cinquecentesca proveniente da cinque città, tra cui Brescia”, spiega la direttrice. All’ingresso, infatti, le persone sono accolti da una scenografica riproduzione delle mura, che funge da cornice per una ricca collezione di pezzi provenienti da raccolte private e da importanti istituti di conservazione pubblici e privati di rilevanza nazionale, tra cui la Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, la Biblioteca Queriniana di Brescia, la Collezione Bepi Rota, la Collezione Carlo Mazzoleni.
“Ce poi la dimensione multimediale – continua –. Più di cento sono le fonti riproposte digitalizzate che raccontano la storia della progettazione e della realizzazione delle nostre mura”.
Le mura, infine, sono soprattutto un museo a cielo aperto, un panorama osservabile dal museo. “Le finestre dell’edificio si aprono sul territorio circostante per vedere le porte, i cortili, le fontane, i baluardi e i bastioni raccontati all’interno del percorso”, conclude Roberta Frigeni.
A partire dal 21 settembre, il Museo delle Mura sarà aperto dal venerdì alla domenica, dalle 11 alle 18.






