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Rinnovo Consiglio provinciale, la Lega spinge Imeri e punta a 4 consiglieri

Tra le ipotesi, dopo il voto del 29 settembre, uno schema che potrebbe portarne 7 al PD, più la presidenza di Gandolfi, ma con il centrodestra ancora in maggioranza

Bergamo. A dieci giorni dal D-day del rinnovo del Consiglio Provinciale, cominciano a delinearsi le prime strategie politiche volte a ridefinire l’assetto dei 16 membri che entreranno di diritto a far parte del direttivo di via Tasso. La data da cerchiare sul calendario è quella del 29 settembre, giornata in cui si svolgeranno le elezioni provinciali, nella quale sindaci e amministratori bergamaschi saranno chiamati a esprimere le loro preferenze. Le urne saranno aperte per tutta la domenica, con una chiusura posticipata: diversamente da quanto comunicato, infatti, e anche per evitare la debacle in termini di affluenza, si è scelto di consentire a primi cittadini e a consiglieri di votare fino alle 22 e non più fino alle 20.

Una giornata importante, dunque, oltre che il primo atto di rinnovo delle cariche della Provincia: si comincia con il consiglio, che verrà eletto con un metodo puramente proporzionale, identico a quello delle elezioni europee, per poi arrivare a quella del presidente che vede ancora in carica, fino al 2026, Pasquale Gandolfi, sindaco al terzo mandato per il Comune di Treviolo. Tempo di alleanze, dunque, soprattutto per i partiti che hanno già depositato, come del resto prevede la normativa, le loro liste. Equilibri politici a parte, resta il nodo dei “civici”: la carica dei sindaci e relativi affiliati, senza tessera di partito in tasca, rappresentano di fatto l’ago della bilancia dell’intera partita. Difficile individuarne il posizionamento e, di conseguenza, lo schieramento. Anche se, un primo colpo di scena è già stato registrato, con l’ingresso di Claudio Bolandrini, attuale sindaco di Caravaggio, nella lista di Forza Italia. 

Tornando ai mondi certi, dopo il centrosinistra con “Democratici e civici per la Bergamasca”, la Lega “Per Bergamo Responsabilità e territorio”  e Forza Italia dei “Civici moderati per Bergamo”, anche Fratelli d’Italia ha presentato la propria.

Strada che pare in discesa per i primi che puntano a rinnovare il loro parterre, ad oggi composto da 6 consiglieri. L’ambizione è aggiungerne 1, blindando così 7 poltrone. Nella lista spiccano le 4 ricandidature degli uscenti: Mauro Bonomelli, assessore a Costa Volpino e consigliere provinciale dal 2014, Chiara Drago, sindaca di Cologno al Serio, Giorgia Gandossi, consigliera comunale di Albino, classe 1994, e Roberto Amaddeo, consigliere comunale di Bergamo con la civica di Gori. Per gli altri 3, si fanno insistenti le voci che vorrebbero entranti Massimiliano Serra, consigliere comunale di Bergamo, già capogruppo dei Dem a Palazzo Frizzoni, Simone Tangorra, sindaco di Stezzano al secondo mandato e Erik Molteni, consigliere comunale a Treviglio.

Fratelli d’Italia punta a riconfermare il suo unico consigliere, Alessandro Colletta, sindaco di Orio al Serio, e a portarne a casa altri 2, salendo così a 3, mentre Forza Italia mira a conservare la triade, con in mezzo la volontà di rinnovare due degli uscenti Valois, già coordinatore provinciale, e Cochi. Resta l’incognita del terzo, sul quale la partita è tutta aperta. LA Lega attualmente ha 5 rappresentanti, 6 se si considera l’ingresso di Amaglio, candidato che, però, in questa tornata, è in forza agli azzurri. Con il 29 settembre, il partito del segretario provinciale Fabrizio Sala, consapevole del ridimensionamento del consenso, punta al male minore, garantendosi 4 posti.

In casa Lega sono solo tre gli uscenti che si sono ripresentati: l’attuale vicepresidente della Provincia, nonché sindaco di Ponte San Pietro Matteo Macoli, il primo cittadino di Grassobbio Manuel Bentoglio, e Juri Imeri, capo di municipio a Treviglio. Ed è proprio sul politico della bassa bergamasca sembra che si siano concentrati i giochi della squadra di Sala. Massima libertà e nessun particolare indirizzo di voto assicurano dal quartier generale, anche se resterebbe il caldo invito a sostenere il sindaco soprattutto fuori dalle mura amiche.

Solo le urne stabiliranno quali saranno i nuovi equilibri di una Provincia che, proprio perché ancora legata ad una elezione di secondo livello, trova nella dialettica politica del suo consiglio la piena realizzazione.