L'intervista
Decisivo apporto della tecnologia nell’impegno per migliorare la sicurezza di tutti sulle strade
Ing. Di Matteo: “Contrastare i troppo frequenti eccessi di velocità, che sono spesso all’origine di incidenti mortali con vittime innocenti, richiede un approccio olistico e collaborativo che coinvolga diverse azioni e parti interessate”
Sicurezza sulle strade per tutti e fattore ‘tecnologia’ come prezioso aiuto per scoraggiare eccessi di ogni sorta, specialmente nella velocità, che resta la prima causa accertata del maggior numero di incidenti. E non è casuale che ben 27 associazioni italiane, in rappresentanza delle vittime di incidenti stradali, abbiano perorato ancora recentemente – nella tappa milanese della campagna ONU per ‘fare sicurezza’ (#MakeASafetyStatement) – un sostegno e una stretta tempistica nella revisione del Codice della strada, fermo al Senato. Pensiamo all’incidenza che può avere il rilevamento con gli autovelox, ma si consideri anche l’apporto possibile per individuare e intervenire contro i 2,8 milioni di autoveicoli non assicurati, in circolazione sulle strade italiane (rilevamento di Segugio.it dello scorso mese di luglio). Pubblichiamo qui di seguito la seconda parte dell’intervista con l’ing. Luigi Di Matteo, ingegnere dei trasporti, coordinatore centrale dell’Area Tecnica dell’ACI, specialista in materia di mobilità e ambiente. L’intervista completa è pubblicata sul sito dell’ACI Bergamo.
Strategie pratiche contro gli eccessi
Ing. Di Matteo, la combinazione di tecnologie quali il sistema ISA e i rilevatori di velocità può essere particolarmente efficace nel promuovere comportamenti di guida più sicuri e responsabili. Nel concreto quotidiano, però, come si può mettere in atto un contrasto ai troppo frequenti eccessi di velocità, all’origine di troppi incidenti mortali, con vittime innocenti?
Contrastare i troppo frequenti eccessi di velocità, che sono spesso all’origine di incidenti mortali con vittime innocenti, richiede un approccio olistico e collaborativo che coinvolga diverse azioni e parti interessate. Ad esempio:
– sensibilizzazione ed educazione: è essenziale promuovere una maggiore consapevolezza tra i conducenti riguardo ai rischi legati all’eccesso di velocità e alle conseguenze devastanti degli incidenti stradali. Campagne di sensibilizzazione, formazione ed educazione sui pericoli dell’eccesso di velocità possono contribuire a cambiare atteggiamenti e comportamenti alla guida.
– l’implementazione del sistema ISA sulle nuove auto vendute in Europa è una misura tecnica che può aiutare a limitare gli eccessi di velocità. Altre misure tecniche, come la segnaletica stradale chiara e visibile, la progettazione di strade più sicure, possono contribuire a limitare gli eccessi di velocità e a prevenire incidenti.
– coinvolgimento della comunità e delle autorità locali: è fondamentale coinvolgere attivamente la comunità locale nella promozione della sicurezza stradale e nella lotta contro gli eccessi di velocità.
L’esperienza fatta all’estero e quella sperimentata fin qui anche in Italia dà per ormai quasi sicura l’estensione delle zone con limiti a 30 km/h. In vista dell’individuazione di tali aree, non potrebbe essere utile una ridefinizione aggiornata dei limiti, aumentandoli dove servisse a smaltire code e quindi inquinamento?
La ridefinizione dei limiti di velocità nelle zone urbane richiede un approccio bilanciato che tenga conto di diversi obiettivi, tra cui la sicurezza stradale, la riduzione dell’inquinamento e la gestione della congestione del traffico. Occorre condurre uno studio dettagliato e coinvolgere tutte le parti interessate per valutare attentamente le possibili implicazioni e adottare le misure più appropriate per promuovere una mobilità sicura, sostenibile ed efficiente nelle aree urbane.
I risultati acquisiti con le zone a 30 km/h parlano di un considerevole calo di incidenti (23%), mortalità (37%) e feriti (38%). Si allungherebbero i tempi, ma si guadagnerebbe in sicurezza e vivibilità generale. È possibile trovare un ragionevole compromesso?
Sì, è possibile trovare un compromesso ragionevole tra sicurezza, vivibilità e tempi di percorrenza, anche se la questione è complessa e richiede un approccio multidisciplinare.
Emissioni di C02, l’idea di un budget annuo in base alla classe Euro
Ricercatori del Politecnico di Milano hanno ipotizzato uno scenario in cui invece di limitare la circolazione legata alla classe Euro delle auto si introducesse un budget annuo di emissioni da non superare, con maggiori margini di autonomia per i conducenti. Lei, con la sua preparazione e la sua esperienza, ing. Di Matteo, come vede questa possibilità?
L’idea di introdurre un budget annuale di emissioni invece di limitare la circolazione delle auto in base alla classe Euro potrebbe rappresentare un approccio più flessibile e personale alla gestione delle emissioni di CO2 e altri inquinanti. Un sistema di budget-emissioni consentirebbe ai conducenti di pianificare le proprie attività in modo più autonomo. Le persone potrebbero decidere di utilizzare l’auto più frequentemente nei momenti di necessità, senza essere vincolati a restrizioni giornaliere. Il sistema potrebbe inoltre incentivare i consumatori ad attivarsi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni o elettrici, dato che il budget annuale potrebbe essere gestito meglio se si possiede un’auto meno inquinante.


