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“Orizzonti sospesi”, al Palazzo Creberg la mostra di Gianriccardo Piccoli

L’esposizione verrà inaugurata sabato 28 settembre e resterà aperta fino all’8 novembre

Bergamo. Nella storica sede di Palazzo Creberg, dal 28 settembre all’8 novembre 2024, il pubblico potrà ammirare un interessante percorso nella produzione recente di Gianriccardo Piccoli con opere selezionate dal 2018 ad oggi. La mostra, dal titolo “Orizzonti sospesi”, è curata da Angelo Piazzoli e Paola Silvia Ubiali. “Nell’ambito del nostro percorso di valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea, proposto negli ultimi quindici anni nel Palazzo Storico Creberg, attraverso esposizioni (oltre il centinaio) caratterizzate sia per l’alto livello degli artisti presentati sia per la profondità dei temi affrontati – sottolinea Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Creberg – mi sembrava interessante presentare al pubblico, a qualche anno di distanza da una precedente esposizione, gli sviluppi della creatività e della poetica di un artista di rilevanti qualità, quale Piccoli; a maggior ragione quando si considerino le sue significative peculiarità personali che si affiancano ad una tecnica indiscutibile e ad un talento riconosciuto a livello internazionale”.

La mostra a Palazzo Creberg

Le 26 opere selezionate fanno parte della ricerca più recente di Gianriccardo Piccoli artista di origini milanesi ma bergamasco d’adozione. La mostra segue un andamento a ritroso nel tempo; si inizia in Salone con le opere più recenti e si termina in Loggiato con quelle un po’ più datate.

Sottolinea Angelo Piazzoli: “Con Gianriccardo Piccoli sussiste uno storico legame di prossimità. Nel corso degli anni abbiamo seguito e sostenuto, con passione e interesse, il dipanarsi della sua attività artistica; abbiamo infatti promosso la mostra “Qoelet” in San Lupo a Bergamo (2007), la fortunata esposizione a Villa Panza di Biumo (2009), la rassegna romana “Omaggio a Caravaggio” (2010), la pubblicazione della monografia del pittore, stampata dalla casa editrice Electa (2011). Gli abbiamo dedicato e intitolato una Sala, nel Loggiato del nostro Palazzo, con alcuni studi dedicati a Caravaggio, da lui donati alla Fondazione”.

“Questa vicinanza alle sue vicende – continua il Presidente – trovò massima espressione in due iniziative, organizzate a Palazzo Creberg, nelle quali l’artista si relazionò felicemente ad antichi Maestri; ricordo in primis, nel 2012, la splendida mostra monografica, “Il tempo ritrovato”, nella quale Piccoli si confrontò con i Maestri del Paesaggio, in particolare con Giorgio Morandi. Come non ricordare, poi, la suggestiva esposizione di piccole, intense opere dedicate a Lorenzo Lotto, in una raffinata ed esclusiva mostra collaterale alla esposizione che dedicammo all’intero corpus di opere lottesche del “Museo della Santa Casa” di Loreto, presentate a Palazzo Creberg nell’ottobre 2017 e mai prima di allora uscite tutte insieme dalle Marche”.

Il Salone Principale ospiterà l’installazione, dal criptico titolo Neurosatellitari, realizzata nel corso della primavera 2024 e composta da 6 vaste tavole sperimentali nelle quali Piccoli riprende la ricerca, iniziata anni fa, sui pigmenti organici miscelati con altri materiali, tra i quali cera, paraffina, olî ecc.

Questa ricerca sui pigmenti lo accomuna a due grandi pittori del passato, Fra Galgario e Moroni, presenti a Palazzo Creberg in contemporanea con la mostra Orizzonti sospesi. Piccoli ha voluto confrontarsi con questi antichi maestri, autori di tre opere provenienti da Accademia Carrara, appena restaurate da Fondazione Creberg nell’ambito del suo storico progetto “Grandi Restauri” (contestualmente in mostra a Palazzo): il Ritratto di Francesco Maria Bruntino e il Ritratto di giovane pittore di Vittore Ghislandi detto Fra Galgario, specialista nella produzione di lacche finissime, mentre la terza, Ritratto di gentiluomo è di Giovan Battista Moroni, pittore a cui Piccoli in passato ha dedicato importanti approfondimenti.

Sempre in Salone saranno esposte le opere del ciclo Costellazioni, di cui i Neurosatellitari sono una derivazione. Piccoli riprende questi studi sul cosmo a distanza di pochi anni (i Neurosatellitari mostrano l’ultima evoluzione nel percorso dell’artista).

In Loggiato saranno invece allestite due serie eseguite tra il 2018 e il 2021, rispettivamente Adieu e Vista Mare, e una selezione di studi preparatori del materiale esposto.

“L’aspetto che ho sempre trovato ammirevole nella vita e nell’opera di Gianriccardo Piccoli – evidenzia Angelo Piazzoli – è che, in molti momenti, avrebbe potuto fermarsi all’eccellente livello di volta in volta raggiunto, ottimizzando le sue attività sia sul piano economico che sul versante della ricerca intellettuale. Così non è stato; l’inquietudine esistenziale, il gusto per la ricerca sulle forme, l’innovazione sui materiali, la connotazione scenografica, l’approfondimento teoretico, la profondità del messaggio sottostante sono elementi che lo caratterizzano in modo radicale, rendendolo un artista di non immediata lettura e di grande profondità concettuale”.

Continua il presidente: “Egli richiede, a chi guarda l’opera, un atteggiamento riflessivo, di approfondimento e di curiosità che vada al di là della prima impressione; in effetti le opere di Piccoli spesso implicano visioni ripetute e prolungate per percepirne tutti i messaggi, tutti i passaggi e tutti i particolari”.

Le opere

Non avendo lavorato su commissione specifica e determinato a produrre qualcosa di nuovo, Piccoli ha affrontato i vasti spazi di Palazzo Creberg con numerose opere realizzate appositamente per questa sua personale. “Le opere esposte – afferma Angelo Piazzoli – rappresentano un campionario di assoluta coerenza della sua produzione degli ultimi anni, tesa a dare espressione poetica alle fragilità dei nostri tempi e invitandoci, con garbo e senza polemiche, a una minor superficialità. Lavori nei quali i particolari sono sempre allusi e mai descritti, opere nate dal raccoglimento in solitudine, nel silenzio nel proprio studio in un ritiro spirituale grazie al quale le idee prendono forma”.

Neurosatellitari (2024) – Costellazioni (2021)

Le due serie, realizzate a soli tre anni di distanza l’una dall’altra, sono strettamente legate, essendo i Neurosatellitari un’evoluzione della ricerca che ha prodotto le Costellazioni. La curatrice Paola Silvia Ubiali evidenzia che “il termine ‘neurosatellitare’, neologismo coniato dall’artista stesso, sembra esprimere un disagio esistenziale, ben percepito ma forse non ancor perfettamente identificato, che riguarda processi mentali e connessioni sinaptiche. La definizione, contemporaneamente, serve anche a dare un nome a opere che evocano la bellezza misteriosa dei processi cognitivi e sollevano domande sull’evoluzione della coscienza umana”.

“Le dieci piccole tavole realizzate a cera e pigmenti naturali – prosegue Paola Silvia Ubiali – sono le “prove”, ora riunite in un unico assemblage, che Piccoli ha prodotto per testarne il funzionamento anche in dimensioni maggiori. Esse hanno infatti trovato la loro definitiva realizzazione nelle cinque tavole di 200 x 150 cm che compongono l’installazione dal titolo “Neurosatellitari”. Queste vaste superfici pensate per il salone di Palazzo Creberg non sono le prime su questo tema; Piccoli aveva infatti cominciato a rifletterci tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 concretizzando una serie di quattro delicate tele garzate inedite presenti in Loggiato. L’inserimento delle garze semitrasparenti, tra gli elementi distintivi dell’opera Piccoli, risale già alla seconda metà degli anni Ottanta ed è il tentativo, controcorrente in un momento in cui ancora dominava la Transavanguardia, di eliminare la densità della materia con un’operazione di “smaltimento” e “alleggerimento” della superficie pittorica. L’uso delle garze è ancora presente nella sua opera in forma evoluta; nei lavori più recenti Piccoli le impiega per creare quelli che potremmo definire degli “spessori vuoti”. Con questo ossimoro cerco di illustrare visivamente il rapporto tra lo sfondo (sia esso tela o tavola dipinta) e il primo piano (garza dipinta), attraverso il quale lo spettatore viene trasportato, quasi risucchiato, negli strati più profondi dell’opera”.

Vista mare (2021)

Sempre in Loggiato, oltre alle opere sperimentali “garzate”, prodromiche alla serie dei Neurosatellitari, sono allestiti alcuni selezionati lavori dal ciclo Vista mare, alcuni delicatamente disegnati con carbone su carta, altri invece condotti ad olio su tela. “Vista mare – spiega Ubiali – è un titolo provocatorio, di un’ironia amara, l’ironia di chi non si illude che a breve qualcosa possa cambiare. Gli oggetti lasciati sulla spiaggia trovano armoniosamente il loro posto e creano un dialogo silenzioso tra noi, la garza e la tela, un rapporto interrotto dal sottile spago rosso che, come un filo spinato, divide in orizzontale lo spazio tenendoci a distanza di sicurezza da quelle tragedie”.

Continua la storica dell’arte: “Gli studi qui presentati rappresentano un’evoluzione, a distanza di quasi trent’anni, dei paesaggi di soggetto naturalistico e acquatico dipinti direttamente “sul motivo”, en plein air, come raccomandavano i pittori Impressionisti; una memoria figurativa giunta quindi da un passato molto lontano. Piccoli riprende qui la stessa tecnica di allora, una sorta di frottage prodotto dallo sfregamento del carbone su carta sopra fogli di pluriball o retìne metalliche che crea un effetto “vetroso” di suggestiva trasparenza, il vedo-non vedo tipico delle porte smerigliate presenti nei bagni di un tempo”.

Adieu (2018)

Piccoli porta avanti la serie degli Adieu da oltre vent’anni, si tratta quindi di opere create senza soluzione di continuità e che, nel tempo, sono diventate quasi compagne di vita. A proposito di questo ciclo, collocato in Loggiato, Paola Silvia Ubiali racconta: “L’addio è la consapevolezza della finitezza della vita, ma negli Adieu di Piccoli non c’è nulla di cupo o di opprimente, piuttosto si avverte una certa malinconia, particolarmente percepibile nella misteriosa atmosfera notturna appena rischiarata dalla luce perlacea della luna protagonista del grande Adieu. La morte rappresenta la transizione naturale e inevitabile, un evento doloroso certo, ma che l’artista indaga con serenità meditativa più che con angoscia”.

L’artista

Gianriccardo Piccoli è nato nel 1941 a Milano dove si è diplomato all’Accademia di Brera. La prima mostra personale, di soli disegni, si inserisce nel clima della ‘figurazione esistenziale’ (1963, Milano, Galleria Celiberti). Nell’esposizione alla Permanente di Milano, del 1966, interpreta in modo originale la pittura informale lombarda ponendo al centro delle proprie riflessioni l’oggetto. Seguono anni di crisi e di sperimentazioni che coincidono con il triennio 1967-1969, periodo in cui si misura con una sorta di astrazione organica, memore di Graham Sutherland e dell’esperienza fotografica di Man Ray. Questa fase è superata grazie all’ostinato recupero delle proprie genealogie lombarde. Nel corso degli anni ’70 approfondisce l’indagine degli oggetti del quotidiano e del paesaggio, temi e soggetti ricorrenti nella sua produzione futura. Nel decennio successivo si registra il riconoscimento pubblico del suo lavoro, attraverso il premio Feltrinelli nel 1984, la personale al Teatro Sociale di Bergamo e la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1986; oltre a una mostra negli spazi pubblici di Wiesbaden nel 1988 (Brunnenkolonnaden am Kurhaus); e le due antologiche del ’90: a Tenero (in Svizzera, presso la Galleria Matasci) e a Monza (Musei Civici al Serrone di Villa Reale). Il disegno indipendente è una presenza costante del suo lavoro, come emerge dall’esposizione curata da Mario De Micheli per la Galleria delle Ore a Milano (1983). Il nuovo corso della sua stagione espressiva è influenzato dal viaggio negli Stati Uniti (1984) e dalla riflessione su alcuni episodi del passato, che comprende la tradizione seicentesca lombarda e l’immaginario di Böcklin.

Nella personale di Basilea del ’91, organizzata dalla Galleria Carzaniga + Ueker è avviato un nuovo corso di sperimentazione tecnica, di ricerca sui materiali e di studio sulla luce che si intensifica nel corso degli anni Novanta. Nella chiesa di Sant’Agostino a Bergamo sono esposte, nel 1995, le 14 tele e garze dedicate alle stazioni della Via Crucis (in un allestimento curato da Mario Botta). Due anni dopo nella città di Bologna sono organizzate, in contemporanea, due esposizioni monografiche. In occasione del Giubileo del 2000 la Diocesi di Bergamo gli commissiona un’opera monumentale, esibita nel corso di quell’anno in Sant’Alessandro in Cattedrale. A partire dal 2003 si trasferisce per lunghi periodi di soggiorno a Basilea e nel corso del 2007 la Galleria dello Scudo di Verona organizza una personale sulle sue opere recenti (2001-2007) e il Museo Adriano Bernareggi di Bergamo lo invita a inaugurare un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea (ex oratorio di San Lupo). Nell’estate del 2009 Villa Panza a Varese allestisce un’ampia personale, intitolata Stanze per Villa Panza. Nel quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio la chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro a Roma ospita la mostra Gianriccardo Piccoli. 1610 Roma 2010. Omaggio a Caravaggio. Negli ultimi anni si è confrontato, in maniera più sistematica, con gli antichi maestri. In questa traiettoria si inseriscono le mostre: Il tempo ritrovato (Palazzo del Credito Bergamasco, 2012) e L’ultimo studio. Meditazioni su Lotto (Museo Antico Tesoro della Santa Casa a Loreto e Palazzo della Ragione a Bergamo, 2015). Anche i temi di soggetto sacro sono al centro dei suoi interessi più recenti, documentati dalla commissione della chiesa di Portoviejo in Ecuador (intitolata Pentecostés, 2011). In questa linea va menzionata anche la personale Ex-voto (M.A.C.S., Romano di Lombardia, 2017) e, soprattutto, le opere incluse nella nuova chiesa di Cavernago, consacrata nel 2018. Nel 2013 la Galleria Forni di Bologna gli ha dedicato una personale: Inside. Tracce da un filo. L’ultima di una numerosa serie di mostre presso la Galerie Carzaniga a Basilea ha avuto come soggetto il libro di Erasmo da Rotterdam Elogio della follia (2016). Nel 2018 ha realizzato Corpus Domini per la chiesa di San Miniato a Siena e nell’anno successivo una mostra dedicata a Moroni (Moroni in nero), presso l’Accademia Carrara di Bergamo. Nella chiesa di San Giovanni a Bergamo ha esposto, nel 2020, Sole malato e nel 2021 è stato protagonista, assieme ad Alessandro Verdi, di una mostra nella Casa Testori a Novate Milanese intitolata Dies illa.

È tornato a riflettere sull’opera di Moroni nella chiesa di San Bartolomeo ad Albino in Moroni Sequel e nel 2023 ha partecipato alla collettiva Amici pittori superstar, presso l’Oratorio di San Lupo a Bergamo. Nel corso del 2023 ha aperto uno spazio privato in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura dove ha esposto una ricca selezione delle sue opere (Quasi tutto). Nel giugno 2024 si è inaugurata nella chiesa di Santo Spirito la mostra intitolata Ex voto di un miracolo. Lorenzo Lotto, Gian Riccardo Piccoli che presenta l’opera realizzata site specific per la Chiesa di san Bernardino. Per una biografia completa si veda il sito https://www.gianriccardopiccoli.com/

Presentazione – luogo di mostra – orari di apertura – catalogo

La mostra sarà allestita nel Salone Principale e nel Loggiato del Palazzo Storico del Credito Bergamasco dal 28 settembre all’8 novembre 2024 (nei giorni feriali, dalle 9 alle 13) con ingresso libero.

Sabato 28 settembre (ore 17.00), al Salone principale di Palazzo Creberg, si terrà la presentazione della mostra (in concomitanza con l’apertura dell’esposizione dedicata al Progetto “Grandi Restauri” con tre capolavori dell’Accademia Carrara di Fra Galgario e Giovan Battista Moroni); l’evento costituirà l’inaugurazione di “Art2Night 2024”, notte bianca dell’arte giunta alla undicesima edizione, di cui Fondazione Creberg è sin dall’origine il partner principale.

Nei giorni di sabato 28 settembre e sabato 5 ottobre 2024, sono previste aperture straordinarie di Palazzo Creberg per l’intera giornata; entrambe le esposizioni saranno visitabili dalle 10.00 alle 19.00 e, per chi lo desidera, verranno offerte visite guidate gratuite, con inizio alle ore 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30, 17.30, 18.30.

A tutti i visitatori verrà consegnato, come sempre gratuitamente, il catalogo edito dalla Fondazione Credito Bergamasco con testi di Angelo Piazzoli e Paola Silvia Ubiali.