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Il Procuratore Romanelli: “Umanità e capacità di ascolto, le qualità di un magistrato”
Il procuratore Romanelli e il sostituto Maria Cristina Rota

Il discorso fatto durante l’insediamento di lunedì 16 settembre: “Rifiutiamo le logiche burocratiche e apriamoci verso l’esterno, verso il mondo”

Bergamo. “Responsabilità, serietà, impegno e soprattutto umanità. Noi ci occupiamo della vita delle persone e dobbiamo avere una grande capacità di ascolto. Rifiutiamo le logiche burocratiche, che non vanno bene rispetto al mestiere che facciamo e apriamoci verso l’esterno, verso il mondo. Solo con queste caratteristiche saremo magistrati a tutto tondo”.

Sono le parole che Maurizio Romanelli ha pronunciato lunedì 16 settembre durante la cerimonia per il suo insediamento come procuratore di Bergamo. “È un periodo difficile per la magistratura e la giustizia. Ci sono riforme in corso e io sono molto attaccato al sistema e al ruolo costituzionale della magistratura. È ovvio che applicheremo tutte le leggi con il massimo rigore però, pacificamente, parteciperò d’ufficio al dibattito su queste riforme. Dato che ogni tanto abbiamo l’impressione di respirare un’aria non molto buona, a maggior ragione dobbiamo essere sereni, responsabili e non burocrati. Dobbiamo impegnarci ancora di più nell’interesse dei cittadini per garantire una giustizia uguale per tutti”.

Romanelli ha espresso l’intenzione di creare un ambiente di lavoro coeso e sereno per tutti: “Sembra una cosa banale ma non lo è affatto, perché tutti noi trascorriamo molto tempo al lavoro, gli dedichiamo tante energie e proprio per questo bisogna cercare di stare bene, bisogna creare il miglior clima possibile di collaborazione tra le persone, tra i colleghi, le forze dell’ordine, la polizia giudiziaria, l’avvocatura, il personale amministrativo e degli uffici”.

Nel ricordare le priorità nell’azione di contrasto al crimine organizzato e ai reati di tipo economico, il procuratore ha avuto un pensiero per due figure che tanto hanno lavorato in questo senso dal palazzo di piazza Dante e che ora non ci sono più: il procuratore Walter Mapelli e il sostituto Nicola Preteroti.

Parole di ringraziamento ed elogio anche nei confronti di Maria Cristina Rota, che ha traghettato la procura in questo ultimo anno tra il pensionamento di Antonio Chiappani e la nomina di Romanelli. “Grazie per aver retto l’ufficio in quest’anno che ha visto emergere situazioni particolari, che si sono risolte presto e bene. Per me il suo aiuto sarà fondamentale”.

Il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli ha definito Romanelli “un fuoriclasse. La sua grande esperienza nel campo della lotta alla criminalità organizzata sarà molto utile in un territorio come il nostro, dove è necessario porre la massima attenzione alle infiltrazioni, difficili da individuare”.

Il presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei ha ripreso il concetto di umanità, “caratteristica fondamentale per un magistrato, che altrimenti potrebbe essere facilmente sostituito dall’intelligenza artificiale”. “A noi è richiesta serietà e responsabilità, solo così possiamo ottenere credibilità e rispetto”, ha aggiunto.

Maurizio Romanelli è stato nominato all’unanimità dal Plenum del Consiglio superiore della magistratura il 3 luglio scorso, su proposta della Quinta commissione del Csm, presieduta dalla bergamasca Maria Luisa Mazzola, presente lunedì all’insediamento. “Romanelli è delle figure più importanti della magistratura italiana, con più di 30 anni di esperienza e a Bergamo potrà contare su collaboratori validi, scrupolosi, con un grande senso del dovere”.

Il presidente dell’ordine degli avvocati di Bergamo, Giulio Marchesi, ha invitato il procuratore a partecipare ad una seduta del consiglio: “Troverà molto ascolto e molta collaborazione da parte di tutta l’avvocatura bergamasca”.