Logo

Temi del giorno:

Gelato, a Bergamo i consumi non si arrestano: “Ma serve qualità”. Pistacchio gusto record

Se numeri importanti si sono visti solo a tratti – visto che l’agosto afoso ha solamente compensato i capricci metereologici di giugno e luglio -, nei laboratori della provincia si è assistito ad un’evoluzione in linea con le esigenze di un consumatore orobico sempre più attento al cartello degli ingredienti

Bergamo. Per tirare le somme definitive bisognerà aspettare ancora qualche settimana, magari confidando nella clemenza di Giove Pluvio, ma quella che si sta chiudendo è stata una stagione comunque positiva per il gelato artigianale bergamasco.

Se numeri importanti si sono visti solo a tratti – visto che l’agosto afoso ha solamente compensato i capricci metereologici di giugno e luglio -, nei laboratori della provincia si è assistito ad un’evoluzione in linea con le esigenze di un consumatore orobico sempre più attento al cartello degli ingredienti.

Meno quantità, dunque, ma più qualità: “Se nelle scorse stagioni avevamo assistito ad una crescita costante dei volumi, nel 2024 i volumi sono rimasti sostanzialmente stabili – spiega Aurora Minetti, alla guida della Puntogel di Longuelo, dal 1980 nome tutelare nel mondo della distribuzione di prodotti per gelaterie, pasticcerie, panetterie e ristorazione -. Abbiamo patito molto i due mesi centrali della stagione, però a Bergamo il comparto tenuto: la situazione che si è creata ha stimolato molto, anche per necessità, i nostri gelatieri, che hanno lanciato tante proposte nuove, riscoprendo e rivisitando al contempo i metodi e le ricette della tradizione”.

Così, spazio in vetrina a idee accattivanti come il maritozzo con la panna montata, i donuts (non fritti ma cotti al forno, per lasciarli un po’ più leggeri) riempiti di gelato, così come i cannoli siciliani. La pasticceria fredda si va quindi ad abbinare a quella tradizionale, creando nuovi stimoli anche in gelateria, anche se i gusti che vanno poi a riempire i “cassetti” delle gelaterie restano gli ultraclassici. Ma con trend anche qui in evoluzione: “Quest’anno il pistacchio ha surclassato la nocciola – continua Minetti, rappresentante della terza generazione di una famiglia che ha creato anche il ‘mitico’ Ostificio Prealpino di via Orelli e che a Bergamo è da sempre sinonimo di gelato -. Anche il cioccolato resta tra i più gettonati, sempre più spesso legato a monorigini per venire incontro ad un consumatore molto curioso e attento”.

Basta, dunque, alle vetrine tutte colorate. I clienti fanno domande, chiedendo gelati meno zuccherati. Nonostante i capricci climatici e la grande concorrenza, soprattutto in un territorio come quello di Bergamo ad altissima concentrazione di gelaterie, il dolce freddo (se di qualità) resta comunque un business vincente, come confermano i numeri di Puntogel: “Anche quest’anno siamo in crescita – anticipa il Direttore Generale, Diego Zanoli -. Per venire incontro all’espansione della nostra attività stiamo lavorando ad una nuova sede di 10 mila metri quadrati, di cui sveleremo l’ubicazione nei prossimi mesi”.