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Imprese bergamasche ancora prudenti sull’Intelligenza Artificiale: meno di 1 su 4 intende utilizzarla

Industria e commercio al dettaglio i settori più propensi, scarso interesse nell’artigianato. Le imprese conoscono ancora poco le tecnologie e faticano a identificarne costi e benefici

Bergamo. Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta una delle maggiori sfide per la società e per le imprese nell’ambito della transizione digitale, con numeri in significativa crescita anche in Italia L’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano stima una crescita del 52% per il mercato nazionale dell’IA nel 2023. La Camera di commercio di Bergamo ha approfondito l’atteggiamento e la propensione verso questa tecnologia da parte delle imprese della provincia appartenenti ai settori dell’industria (imprese con almeno 10 addetti), dell’artigianato manifatturiero, dei servizi e del commercio al dettaglio (imprese con almeno 3 addetti).

In particolare, le imprese bergamasche che già utilizzano sistemi o apparecchiature di IA sono una minoranza, che va dall’esiguo 2% registrato nell’artigianato al 10% del commercio al dettaglio, mentre più numerose risultano quelle che intendono utilizzarli in futuro, con percentuali comprese tra il 6% dell’artigianato e il 18% dell’industria.

camera di commercio

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Considerando sia le utilizzatrici che quelle che prevedono di implementare l’IA in futuro, la quota di imprese coinvolte oscilla dal 20% al 25%, con l’industria (25%) che scavalca il commercio al dettaglio (22%) e a seguire i servizi (19%). Fa eccezione l’artigianato, dove l’interesse si rivela molto inferiore (8%) anche per via delle limitate dimensioni aziendali: la propensione all’utilizzo dell’IA è infatti correlata positivamente alla grandezza dell’impresa. Un confronto con i risultati registrati in Lombardia mostra come l’industria bergamasca evidenzi una propensione maggiore rispetto alla media regionale (23%), mentre viceversa il terziario orobico sconta un gap negativo rispetto ai settori lombardi del commercio al dettaglio e dei servizi (entrambi 27%).
Rimane ampiamente maggioritaria la quota di imprese che non intende avvalersi di questa tecnologia o che non lo sa ancora, evidenziando incertezze e carenze informative ancora rilevanti nel mondo imprenditoriale.

camera di commercio

Tra le imprese coinvolte nel processo di implementazione dell’IA una percentuale generalmente compresa tra il 60% e il 70% pensa che tali strumenti saranno “molto” o “abbastanza” determinanti per incrementare l’utile aziendale, sebbene con una netta prevalenza di giudizi di “abbastanza”. È comunque rilevante la percentuale di quante pensano che l’IA non porterà vantaggi economici significativi, soprattutto considerando che si tratta di imprese che l’hanno già sperimentata o che programmano di farlo. Nel commercio al dettaglio tale opinione di maggiore prudenza sulle reali potenzialità economiche di questa tecnologia sfiora il 50%.

Tabella 1 – Principali motivazioni delle imprese che utilizzano o intendono utilizzare l’IA (prime 5 per settore), luglio 2024 – Bergamo

Fonte: Unioncamere Lombardia

I motivi che spingono le imprese a ricorrere all’IA sono legati soprattutto a una maggiore automazione della produzione o erogazione di prodotti e servizi, ma il quadro risulta abbastanza diversificato a seconda del settore: l’incremento della capacità di previsione e analisi risulta rilevante soprattutto nell’industria e nel commercio al dettaglio, mentre il miglioramento dell’esperienza lato utente è un’esigenza avvertita in particolare nei servizi. L’utilizzo dell’IA in chiave di marketing è trasversale ma risulta più diffuso nel commercio al dettaglio, dove viene citata anche l’ottimizzazione della supply chain. L’industria ne coglie l’utilità anche per lo sviluppo di nuovi prodotti/servizi, tramite l’accelerazione delle fasi di R&S, prototipazione e testing. Diverso il profilo delle (poche) imprese interessate dell’artigianato, che segnalano in particolare l’aumento della sicurezza informatica e dell’efficienza energetica come principali motivazioni.
Andando invece ad analizzare le affermazioni di quella maggioranza di imprese che non utilizza l’IA e non pensa nemmeno di utilizzarla in futuro, si nota come sia molto diffusa la convinzione che tale strumento non sia applicabile alla propria realtà aziendale, con percentuali pari a circa il 60% delle risposte ad eccezione dell’Industria (46%). Le imprese che invece ammettono di avere una scarsa conoscenza delle tecnologie disponibili rappresentano una quota compresa tra il 16% dei sevizi e il 23% di industria e artigianato, mentre percentuali simili dichiarano di fare fatica a identificare con chiarezza i costi e i benefici. Tra le motivazioni legate a vincoli “esterni” troviamo infine la difficoltà di reperimento delle competenze necessarie e i costi troppo elevati.

Giambellini

Commenta il presidente di Bergamo Sviluppo Giacinto Giambellini: “L’Intelligenza Artificiale rappresenta una delle leve principali per la trasformazione digitale delle imprese, tuttavia i dati mostrano che molte realtà bergamasche sono ancora prudenti nell’adottarla. La Camera di commercio si pone l’obiettivo di sostenere le imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, nell’avvicinarsi a queste tecnologie in modo consapevole. A tale scopo, Bergamo Sviluppo organizza specifici percorsi formativi fornendo loro gli strumenti necessari per comprendere appieno i benefici dell’IA”