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Nuovo corso al via con il direttore tecnico Schipani: “I giovani sono il nostro biglietto da visita: con la Seniores puntiamo alla promozione, la Serie C diventerà una cantera”. Il presidente Donati: “Non è solo uno sport, ti entra in circolo”

Bergamo. Riportare in alto una società dalle radici storiche mettendo al centro del progetto i giovani e tentando di entrare nelle profondità del tessuto della città, respirando a pieni polmoni il territorio della provincia. È questo il traguardo che si pone quello che potrebbe essere definito un “nuovo corso” per il Rugby Bergamo, iniziato lo scorso giugno con l’affidamento dell’incarico di direttore tecnico a Roberto Schipani sotto l’attenta guida del presidente Giulio Donati.

“L’obiettivo principale è valorizzare il settore giovanile: per questo abbiamo diviso la prima squadra in due macroaree – spiega Schipani, ex giocatore di rugby – Una squadra militerà nel campionato di Serie B, la seconda in Serie C: il roster di giocatori deve essere utile ad entrambe le cause. La Serie C diventerà una cantera, una formazione a grosso impatto giovanile dove daremo un alto minutaggio ai ragazzi U23 e U18: i giovani sono il fulcro del nostro progetto e vogliamo si sentano parte di un qualcosa che va oltre l’entità di una singola formazione”.

Il 13 ottobre inizierà il nuovo campionato di Serie B per la Seniores, che dopo la promozione sfiorata lo scorso anno è stata inserita in un nuovo girone ancor più competitivo: “L’obiettivo rimane salire in A, ma vogliamo realizzarlo creando un’identità che ci rappresenti dentro e fuori dal campo”. Un’identità i cui valori sono delineati nel nuovo progetto tecnico in partenza nella stagione 2024/25: tra questi l’umiltà, la disciplina, la responsabilità e il lavoro di squadra.

Un’eventuale promozione garantirebbe il secondo accesso in Serie A dopo quello ottenuta nella stagione 1989/90, quando il Rugby Bergamo vinse ben 14 partite consecutive. L’esordio in Serie A non fu felice, con un’immediata retrocessione: “Speriamo di tornarci il prima possibile e restarci il più a lungo possibile”. La centralità del settore giovanile – diviso nell’area Juniores, dall’Under 18 all’Under 12, e nel Mini Rugby (Under 10, 8 e 6) – è dimostrata anche dai numeri in costante crescita: attualmente sono 54 i tesserati per l’U18 e 62 per l’U16, con una trentina di ragazzi tra U14 e U12 e una sessantina di iscritti al Mini Rugby.

“Il vivaio è il nostro biglietto da visita – continua il direttore tecnico -. Per le Juniores stiamo portando avanti un lavoro sul territorio dell’intera provincia, in modo che anche i giocatori di altre realtà (Rugby Orio Seriate, le Zebre di Zogno ecc., ndr) possano vivere più esperienze possibili ad un livello più alto. Da tre anni insieme al responsabile Marco Gritti abbiamo implementato il progetto Rugby Roots per gli Under 5”.

Per quanto riguarda le strutture il Rugby Bergamo ha a disposizione due campi in erba – e per i bambini più piccoli anche la tensostruttura – alla Cittadella dello Sport di via Gleno. Presto l’elenco dei terreni da gioco dovrebbe tuttavia allungarsi grazie ad un nuovo campo in misto sintetico nell’area del Campo Utili, attualmente oggetto di un grande piano di riqualificazione: “Stiamo aspettando le ultime conferme ma da ottobre alcune attività dovrebbero spostarsi in via Baioni”.

“Un’atleta quando viene al campo deve sentirsi a casa: dal green agli spogliatoi, arrivando fino alla nostra clubhouse, uno spazio per il terzo tempo dove i ragazzi di ogni categoria si incontrano per momenti ludici – chiosa Schipani – Io sono originario di Benevento, il rugby mi ha dato la possibilità di girare e di vivere moltissime persone: è la cosa più bella che mi porto dentro e cerco di trasmettere ai miei ragazzi”.

“Devo tantissimo a questo sport: nei momenti più difficili della mia vita ho capito cosa mi aveva dato il rugby – racconta Giulio Donati, presidente del Rugby Bergamo, per 23 anni giocatore della squadra orobica e presidente federale della Commissione Impianti -. Il rugby diventa un modo di essere, qualcosa che definisce l’approccio con cui affronti la vita: non è solo uno sport, ti entra in circolo”.

Giulio Donati Rugby BergamoGiulio Donati, presidente Rugby Bergamo

“Se dovessi convincere un bambino ad iniziare a giocare a rugby parlerei ai genitori, l’approccio del bambino è guidato da loro – continua il presidente -. Correre, buttarsi per terra, rubare la palla. Istinti naturali che non bisogna insegnare: l’approccio a questo sport si trova nel dna di ogni piccolo. Quando i ragazzi crescono poi sviluppano anche la consapevolezza: lo sport diventa squadra, sostegno, tecnica, attacco e difesa. Concetti che si sposano con la vita stessa dell’uomo”.

“I valori che professiamo li mettiamo in campo nel quotidiano, non sono solo parole – sottolinea Donati – Uno dei valori a cui tengo di più è l’inclusione: per ragazzi con difficoltà caratteriali la cura rugby funziona alla perfezione. Menzionerei il progetto rugby che abbiamo portato nelle carceri. Un esempio di inclusione al massimo livello: mostriamo come il recupero sia possibile facendo vedere che esiste veramente un’altra strada”.

“Uno dei problemi principali del nostro sport negli ultimi anni è stato il voler affermare “Noi siamo diversi”, costruendoci da soli una bolla all’interno della quale ci siamo chiusi – conclude Schipani -. Il nostro obiettivo è respirare il nostro territorio ed entrare nel tessuto sociale della città, trasmettere ai cittadini che al Rugby Bergamo si respira un’aria diversa”.

Un obiettivo che si legge facilmente negli occhi lucidi degli addetti ai lavori quando parlano del Rugby Bergamo, un focus che nel quotidiano si declina in una serie di iniziative che la società sta cercando con il tempo di mettere gradualmente in campo: la clubhouse potrebbe presto diventare fruibile anche per clienti esterni, in modo che i residenti abbiano una finestra sul mondo giallorosso, mentre la società offre già esperienze di team building dedicate ad aziende, con momenti di analisi in clubhouse e una parte di lavoro in campo – “Qualcosa che ci permette di stringere nuovi rapporti con imprese del territorio e con altre squadre, anche fuori regione”.

Ma non solo. Da diverso tempo ormai si sta pensando ad una possibile Rugby Bergamo Run con partenza dal Sentierone e poi il piccolo grande sogno nel cassetto del neo direttore sportivo, forse irrealizzabile: un torneo di mini rugby sul prato della Fara in Città Alta. D’altronde, come disse un cantautore discretamente conosciuto, sono sempre i sogni a dare forma al mondo.