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Gres Art 671 parte nel segno di Marina Abramović: una mostra oltre i limiti dell’essere umano

L’artista serba terrà un talk gratuito, un’occasione unica per incontrare da vicino una delle esponenti più influenti della performance art

Bergamo. Siamo in grado cambiare il corso della storia, e non possiamo fare a meno di sentirci soli tra tanti. Alcuni di noi diventano miti, eppure la fragilità è nella nostra natura. Siamo umani, labili e mortali, ma a volte ce ne dimentichiamo. Marina Abramović non ha mai smesso di ricordarcelo. Lo farà anche a Bergamo, dove sabato 14 settembre, alle 11,30, terrà una lectio magistralis gratuita in occasione dell’inaugurazione della mostra “Between Breath and Fire” a Gres Art 671.

Gres Art 671, nuovo polo per l’arte e la cultura ricavato dalla riqualificazione di un luogo dismesso a Bergamo, sceglie la celebre artista serba, una delle figure più rivoluzionarie dell’arte contemporanea, per dare il via alla stagione autunnale. L’edificio di via San Bernardino (civico 141), portato a nuova vita attraverso un ambizioso progetto di rigenerazione urbana promosso dal gruppo Italmobiliare con Fondazione Pesenti, ospiterà dal 14 settembre al 16 febbraio 2025 la mostra “Between Breath and Fire”, a cura di Karol Winiarczyk.

A Winiarczyk è stato affidato il compito di valorizzare l’intensità e il rigore del lavoro di Abramović, creando un percorso espositivo che mette in risalto la sua capacità di trasformare concetti astratti in esperienze fisiche e concrete.

Il risultato è percorso immersivo nel meraviglioso universo di Abramović, tra sperimentazione e avanguardia, tra ricerca della bellezza e studio dell’impatto sociale. La mostra inizia con l’installazione cinematografica Seven Deaths, un tributo di Abramović a Maria Callas, e si articola attraverso una selezione di 30 opere, sia recenti che storiche. Un aspetto peculiare dell’esposizione è l’integrazione del giardino circostante, che diventa parte attiva grazie al paesaggio sonoro Tree, originariamente presentato nel 1972 al Centro Culturale SKC di Belgrado, che crea un dialogo immersivo tra spazio naturale e opera d’arte.

Marina Abramovic Bergamo Gres Art

Al centro del progetto c’è la potente connessione tra respiro e fuoco, elementi che ritornano frequentemente nel corso della carriera dell’artista serba, segnata da momenti performativi estremi. Ad esempio, nel 1974 a Belgrado, Marina Abramović diede fuoco a una monumentale stella a cinque punte, simbolo del regime di Tito, dentro cui si carico. Svenne per asfissia. Il fuoco è l’incarnazione del cambiamento, la purificazione e la potenza distruttrice, ma anche creativa.

Anche il respiro, quel filo sottile che lega corpo e spirito, è spesso stato protagonista di molte performance di Abramović, dove l’artista sfida i limiti fisici e mentali, esplorando la resistenza del corpo e la capacità della mente di trascendere il dolore e la paura. Nel 1980, Marina Abramović e Ulay – compagni per dodici anni nella vita e nell’arte – si fecero filmare mentre eseguivano una performance carica di tensione: lei tendeva un arco, mentre lui sosteneva la freccia puntata direttamente verso il cuore di lei. I loro respiri e battiti cardiaci amplificati accentuavano l’intensità del momento. Un errore minimo da parte di entrambi avrebbe potuto portare alla tragedia. Questa performance simboleggia un atto estremo di fiducia reciproca, evidenziando il rischio e la vulnerabilità insiti nelle loro relazioni e nel loro lavoro performativo.

“Between Breath and Fire” è quindi un’esperienza per sfidare sé stessi a riflettere sul proprio rapporto con questi elementi naturali, fuoco e aria.