Bomba d’acqua su Bergamo, gli esperti: “In due ore la pioggia di quasi tutto settembre”
Edoardo Ferrara e Davide Sironi, meteorologi di 3BMeteo, descrivono l’intensità del nubifragio che si è abbattuto sulla Bergamasca fra domenica 8 e lunedì 9 settembre
“La quantità di pioggia caduta sulla provincia di Bergamo in due ore è stata quasi pari a quella calcolata in media per tutto il mese di settembre”. Così Edoardo Ferrara e Davide Sironi, meteorologi di 3BMeteo, descrivono l’intensità della bomba d’acqua che si è abbattuta sulla Bergamasca fra domenica 8 e lunedì 9 settembre.
A essere maggiormente colpite sono state diverse aree della città, come Borgo Santa Caterina e le vie in zona stadio, ma anche in provincia, con allagamenti e danni. Sulla correlazione fra il cambiamento climatico e il verificarsi di simili avvenimenti, Edoardo Ferrara spiega: “Questo tipo di nubifragi ci sono sempre stati, ma la perturbazione in oggetto ha trovato un ambiente più caldo e umido rispetto al passato e tutto ciò ne ha favorito l’intensità. I quantitativi di acqua precipitabile sono maggiori e le perturbazioni possono avere un’intensità superiore del solito. La quantità di pioggia caduta sulla provincia di Bergamo in due ore è stata quasi pari a quella calcolata in media per tutto il mese di settembre”.
“La quantità di pioggia – annota Sironi – è stata significativa. Stanotte abbiamo rilevato accumuli compresi fra i 50 e i 90 millimetri considerando il territorio della provincia di Bergamo nel suo insieme. Più precisamente, i 90 millimetri sono stati raggiunti a Mozzo e tutto l’Hinterland ha superato i 50 millimetri. Se pensiamo che la media calcolata su tutto il mese di settembre è attorno ai 100 millimetri, possiamo comprenderne l’intensità. Gli accumuli rilevati nel complesso, invece, vanno tra i 150 e i 250 millimetri di pioggia, pari al dippio della media”.
I dati sono eloquenti. “In Bergamasca – prosegue Ferrara – questa notte abbiamo riscontrato picchi di 80-90 millimetri di pioggia. Estendendo lo sguardo su scala regionale, dall’inizio di settembre su gran parte della Lombardia centtro-occidentale, specialmentte in Brianza, nell’area dei Laghi e nella provincia di Bergamo gli accumuli hanno superato la media mensile, anche con picchi di 200 millimetri. In un ambieente più caldo, la frequenza di questi eventi è maggiore. Semplificando, per rendere meglio l’idea, possiamo dire che tanto più aumentano le temperatue, l’aria è calda e ci sarà un maggior quantitativo di vapore acqueo, quanto più le perturbazioni hanno energia a disposizione e possono manifestarsi intensamente”.
“Nei mesi di luglio e agosto – aggiunge Sironi – sono stati contraddistinti da temperature molto superiori alla media termica e quando ci sono le giuste condizioni, in questo contesto, si possono avere fenomeni intensi nel periodo autunnale. Il singolo temporale non è necessariamente collegato al cambiamento climatico, ma bisogna prestare attenzione al pianeta. In linea generale, parallelamente, è importantte non trascurare la gestione del territorio e le manutenzioni di fiumi e torrenti, perché se non si tengono puliti i fiumi vengono esasperati gli effetti delle precipitazioni intense”.
“Siamo in una situazione di emergenza ambientale – osserva Ferrara – e dobbiamo essere preparati alla possibilità che si verifichino forti nubifragi. In modo da contenere gli allagamenti e i danni che ne possono derivare”.
Infine, illustrando le previsioni per i prossimi giorni, Ferrara e Sironi concludono: “Fra oggi e domani ci sarà una significativa variabilità con possibili acquazzoni sparsi ma niente di particolare. Nella giornata di mercoledì e nelle prime ore di giovedì (11 e 12 settembre, ndr), invece, è probabile una nuova intensa perturbazione con il rischio di ulteriori nubifragi”.



