La lettera
“All’asilo ‘orario ridotto’, noi genitori sempre più in difficoltà”
Lo sfogo della mamma di un bimbo che frequenta la scuola dell’infanzia al Villaggio degli Sposi: “Non sappiamo più a che santo appellarci, tra baby-sitter, conoscenze varie e nonni sfiniti. Per gestire una famiglia bisogna fare i salti mortali”
Bergamo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera della mamma di un bambino che frequenta la scuola dell’infanzia al Villaggio degli Sposi, preoccupata per via dell’orario ridotto deciso dall’istituto. Non solo per le ore in meno di lezione, ma perché sarà necessario trovare una sistemazione al piccolo per il pomeriggio: chi è fortunato può contare sui nonni o sui genitori di qualche amichetto. Altrimenti l’unica soluzione è pagare una baby-sitter.
Buongiorno, Anche quest’anno, come ogni anno, noi genitori ci troviamo a fare fronte a mille difficoltà nel periodo di settembre (come se già non bastassero i salti mortali nei due mesi precedenti per conciliare i bambini a casa ed il lavoro).
Molte scuole dell’infanzia nella bergamasca hanno cominciato il 5 settembre, la nostra no. Come altre, comincia il 12. Il che può anche essere accettabile di per sé, non fanno altro che seguire il canonico calendario.
Ma il fatto interessante sapete qual è? L’orario sarà ridotto a metà giornata fino al 23 settembre, questo non solo per i bambini “piccoli”, ma anche per “mezzani” e “grandi”, che ormai conoscono bene l’ambiente.
Che non ci vengano a parlare di benessere dei bambini, perché la maggior parte di essi, invece di poter stare tranquilli al loro asilo, magari con soli 2/3 giorni sacrosanti iniziali di orario ridotto, viene sballottata qui e là da genitori che non sanno più a che santo appellarsi, da baby-sitter, conoscenze varie e nonni sfiniti.
Impietoso il confronto poi con gli asili nido comunali cittadini. Consci delle necessità delle famiglie, sono partiti il 2 settembre con 3 giorni di orario ridotto e poi via. Perfetto e giustissimo.
Il confronto, che viene naturale, evidenza che i nidi comunali, con il servizio eccelso che offrono, vengono incontro alle famiglie e fanno in modo che bimbi di 2 anni si ri-ambientino al loro nido in 3 giorni (cosa fattibilissima), mentre la vecchia scuola statale fa partire le lezioni il 12 settembre e propina due settimane di orario ridotto a bambini “grandi” che ormai la scuola la conoscono benissimo, mettendo tutte le famiglie in difficoltà.
Aggiungiamo tra l’altro che l’utenza della scuola dell’infanzia del Villaggio è composta da tante famiglie che non hanno nessun appoggio perché non sono di Bergamo, in cui entrambi i genitori lavorano e che si vedono obbligati a salti mortali per gestire una famiglia.
Infine, presso la suddetta scuola, al momento non è stata data notizia di nessun servizio di anticipo e posticipo, la gente naviga letteralmente nel buio più totale ed è anche per questa ragione che molti genitori della zona preferiscono iscrivere i figli all’asilo privato parrocchiale della zona, dove, non solo offrono un livello educativo nettamente superiore alla scuola statale (anche qui si potrebbero scrivere pagine), ma anche servizio di anticipo e posticipo sicuro e comunicato secondo le giuste tempistiche e modalità.
Chiudo qui perché l’amarezza è troppa, però chiedo solo che poi non ci si meravigli perché la gente non fa figli o perché ne fa meno di quanto ne vorrebbe, o perché qualcuno preferisca una scuola privata, anche a costo di rimetterci tanto di portafoglio.
Ringrazio ironicamente tutti gli ideatori di questo ennesimo inizio di anno scolastico da urlo che ci rende partecipi di quello che sembra un esperimento sociale sulla gestione della rabbia.
Ringrazio, sempre ironicamente, chi si stupisce del perché le donne lascino il lavoro, del perché la gente è stanca di questi servizi pubblici mediocri, del perché tante giovani coppie decidono di mettere il progetto figli in cantiere, del perché la famiglia italiana arranca.
Intendiamoci, la scuola così organizzata non è il solo problema del sistema generale in cui viviamo, ma comunque è essa stessa parte del sistema ed espressione dello stesso.


