Due giovani motociclisti morti in poche ore, 20 da inizio anno
Le ultime due vittime sono Yemlal El Arbi e Simone Monzio Compagnoni. Entrambi 33 anni, entrambi in sella a una moto, entrambi sulle strade della città
Una media di circa due morti al mese, venti da inizio anno. E questo solo se si considera i motociclisti, la categoria più esposta. Le ultime vittime della strada sono Yemlal El Arbi e Simone Monzio Compagnoni. Entrambi 33 anni, entrambi in sella a una moto, entrambi caduti sulle strade del capoluogo a 15 ore di distanza l’uno dall’altro. Il primo sabato mattina in via Petrarca, pieno centro città; il secondo venerdì sera in via per Grumello, teatro di altre tragedie simili (a proposito, dopo il terzo morto in dieci mesi il Comune di Bergamo ha annunciato i lavori anticipati per la rotatoria, considerata una possibile soluzione all’annoso problema sicurezza).
Yemlal El Arbi, per tutti ‘Zaccaria’, si era trasferito un paio di anni fa da Comun Nuovo a Osio Sotto, con la moglie e il figlio piccolo. “Era appassionatissimo di moto, ne aveva cambiate diverse e questa era l’ultima”, dice un suo amico e collega di lavoro, Brahim. La moto in questione era una Yamaha R1 color nero e oro. “L’aveva presa sì e no un mese e mezzo fa – racconta sconsolato -. Glielo dicevo di andarci piano con tutte quelle moto”. Lo schianto è avvenuto all’incrocio con via Locatelli. Coinvolte una Mercedes e la grossa moto di Yemlal, dipendente per una ditta di verniciature a Osio, anche se adesso sognava di mettersi in proprio per fare l’imbianchino. “Un bravo ragazzo, ben integrato”, assicura chi lo conosceva.
Yemlal El Arbi, 33 anni
La scena dell'incidente in via PetrarcaSecondo una prima ricostruzione l’auto, che proveniva dalla rotonda dei Mille e stava per svoltare a sinistra, si è scontrata con la due ruote che procedeva in direzione opposta. Nell’impatto il 33enne è stato sbalzato violentemente ad alcuni metri di distanza, mentre la moto è finita contro la colonna del palazzo che si trova davanti alla farmacia di via Verdi. Vani i soccorsi: Yamlel è morto durante il trasporto in ospedale, nonostante i lunghi tentativi per rianimarlo.
Simone Monzio Compagnoni, meccanico di Canonica d’Adda, è morto invece venerdì sera poco dopo le 20, sotto un cavalcavia alle porte della città. Viaggiava da Lallio verso il centro quando ha incrociato un’auto che stava svoltando per imboccare la superstrada che porta a Colognola. “Un ragazzo buono come il pane – lo ricorda un’amica -, l’ultima persona a questo mondo che meritava di andarsene”. Anche lui appassionato di moto, in particolare dell’iconica Vespa.
Simone Monzio Compagnoni, 33 anniQuella sera, però, viaggiava in sella a uno scooter Honda Foresight. Non è chiaro se il giovane abbia urtato la Fiat 500 guidata da una 46enne di Zanica. Secondo la Polizia Locale di Bergamo sì, per la donna al volante della quattro ruote no (la vettura, sotto sequestro, non presentava ammaccature). Simone potrebbe avere sbandato per evitare l’auto, battendo la testa e scivolando per decine di metri sull’asfalto, dove ci sono evidenti tracce di frenata. I funerali sono stati fissati lunedì 9 settembre alle 15,30 nella parrocchiale di Canonica. Lascia nel dolore i genitori e due sorelle.
Fiori sul luogo della tragedia
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