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Arriva il primo convegno sull’enoturismo alla festa del Moscato di Scanzo

Francesca Pagnoncelli Folcieri: “Il Moscato di Scanzo deve conquistarsi il posto che merita”. All’incontro di sabato 7 settembre una doppia riflessione

Siamo al secondo giorno della tanto attesa festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi. Quattro giornate di cibo, tradizione, spettacoli e vino, dove l’eccellenza è rappresentata dal Moscato di Scanzo.

Tra gli eventi in programma, risulta rilevante in questo senso il convegno sull’enoturismo che si terrà sabato 7 settembre alle 16 al teatro di Rosciate: ‘Le vigne, come valorizzare un patrimonio storico e turistico’, che vedrà la presenza di Angela Vitali, vicesindaco, assessore alla Cultura, biblioteca, Promozione del Territorio, Agricoltura, e Francesca PagnoncelliFolcieri, presidente Consorzio di Tutela Moscato di Scanzo e produttrice, oltre a diversi ospiti. L’idea del Consorzio Moscato di Scanzo nasce dall’esigenza di riflettere su quello che può essere il futuro dell’unica DOCG bergamasca, delle colline e delle vigne di Scanzorosciate, ma soprattutto dalla necessità di confrontarsi col tema dell’enoturismo, diventato centrale negli ultimi anni.

Di enoturismo si parla tanto e rappresenta uno degli elementi trascinanti dell’economia italiana. “Raramente ci si interroga su dove partire per organizzare un’offerta enoturistica di un certo livello – commenta Francesca Pagnoncelli Folcieri, presidente del Consorzio Moscato di Scanzo -. La nostra riflessione sarà un input per prendere coscienza dei punti di forza del Moscato di Scanzo e del territorio che lo ospita, ma anche per riflettere sull’importanza del fattore umano”.

“Presa di coscienza che deve partire in primis da noi”, continua Pagnoncelli Folcieri, sottolineando quando sia importante costruire una comunicazione territoriale sempre più calata nella realtà che si racconta.

È necessario puntare sulla personalizzazione dell’esperienza, abbandonando formule standardizzate. Il turista più attento vuole visitare le cantine per imparare, conoscere e confrontarsi con persone preparate e coinvolte attivamente nel processo produttivo. Di questo parlerà Cristina Mascanzoni Kaiser, esperta di Wine Hospitality, che spiegherà come il fattore umano consista proprio nel modulare la propria accoglienza anche in base a chi abbiamo davanti.

“In bergamasca arrivano sempre più turisti provenienti da tutto il mondo, grazie all’aeroporto. L’anno scorso abbiamo ricevuto ospiti da 13 Paesi diversi, per questo dobbiamo essere pronti a differenziare la nostra proposta in base alla nazionalità di chi ci viene a visitare. E dobbiamo farlo non solo con visite in lingua, ma anche con modalità di servizio diverse – afferma la presidente del Consorzio -. Se il cliente americano non vede l’ora di sperimentare l’accoglienza italiana, ci sono Paesi con culture più lontane dalle nostre, e per ospitarli in modo adeguato è giusto rispettare le loro abitudini”. Su questo si rifletterà, grazie anche a due esperti di accoglienza: Carlo Pierato, consulente nel settore turismo/ospitalità e coordinatore di corsi di alta formazione, e Lorenzo Paoli, autore e keynote speaker, che si occupa di scienza della comunicazione strategica e customer experience & branding.

Tra gli ospiti del convegno, Roberta Agnelli, delegata AIS Bergamo, e Mattia Asperti, il sommelier 2.0 che da anni fa divulgazione sui social sui temi legati al vino in modo personale e semplice: insieme avranno il compito di raccontarci le nuove esigenze di chi si approccia al mondo del vino.

Per quanto riguarda il Consorzio Moscato di Scanzo, spegne quest’anno 30 candeline. “E’ un bellissimo traguardo, perché per un consorzio piccolo come il nostro il rischio di estinguersi è sempre alto – spiega Francesca Pagnoncelli Folcieri -. In realtà negli ultimi 3 anni ci siamo rafforzati: è aumentato il numero di soci, quindi quasi tutte le aziende che producono Moscato sono nel Consorzio”.  Inoltre, grazie ad Ascovilo, associazione dei consorzi vinicoli lombardi, negli ultimi anni ha partecipato a diversi progetti europei, a fiere importanti come Vinitaly, Prowein, Milano Wine Week, e a manifestazioni a Roma. “Dopo questi anni in cui ci siamo mostrati propositivi, notiamo che la gente ci cerca, che il Moscato di Scanzo è sempre più sulla bocca degli appassionati, e che l’enoturismo è aumentato in modo esponenziale”.

“Siamo una nicchia e ci piace esserlo, ma il nostro obiettivo è quello di far conoscere questo vino unico al mondo il più possibile: il Moscato di Scanzo deve conquistarsi il posto che merita”, commenta Pagnoncelli Folcieri, che in merito al 30esimo anniversario del Consorzio Moscato di Scanzo dichiara: “Chiudiamo un trentennio e ne apriamo uno nuovo, con l’idea di far conoscere sempre di più il nostro vino e di tutelarlo come abbiamo fatto fino ad ora, con strumenti nuovi, conoscenze moderne e sensibilità verso il tema ecologico e ambientale”.