Molte Fedi: “Passaggi” verso mondi futuri, dando forma al presente
Francesco Mazzucotelli, nuovo coordinatore, ha presentato la diciassettesima edizione della rassegna culturale delle Acli di Bergamo. Si apre il 10 settembre con il concerto della Piccola Orchestra dei Popoli, con strumenti realizzati dal legno delle barche dei migranti approdate a Lampedusa
Bergamo. “Esistono oggi parole capaci di aprire passaggi e immaginare varchi verso nuovi mondi? Chi è capace di immaginare nuovi futuri, e con ciò dare forma e senso al tempo presente?”. Con questa domanda prende il via il percorso che porta alla diciassettesima edizione di Molte Fedi sotto lo stesso cielo (10 settembre-22 novembre), rassegna culturale delle Acli di Bergamo.
Domande importanti, che portano a molteplici spunti di riflessione, affrontando una cornice di disorientamento che avvolge gli eventi e le dinamiche geopolitiche attuali.
Una situazione di disorientamento da analizzare, appunto, grazie a “Passaggi” (questo il titolo della rassegna di quest’anno), che si prefigge lo scopo di affrontare il presente e portare verso il futuro. Un fil rouge accompagnato dal sottotitolo “E voi come vivrete?”, riflessione tratta da “Il ragazzo e l’airone” di Hayao Miyazaki.
“Una domanda che interpella il senso di responsabilità e la scelta (individuale e collettiva) di fronte alle transizioni dei nostri tempi e alle posizioni che decidiamo di tenere o non tenere” spiega FrancescoMazzucotelli, nuovo coordinatore della rassegna.
Rassegna che si aprirà martedì 10 settembre (Lazzaretto di Bergamo, ore 20.45) con il concerto della Piccola Orchestra dei Popoli, che unisce diverse nazionalità, spaziando dai canti tradizionali albanesi e libanesi a quelli giapponesi, dalla poesia musicata di David Maria Turoldo al tango argentino. Orchestra che si avvale di strumenti realizzati a partire dal legno delle barche dei migranti approdati a Lampedusa e lavorati all’interno della Liuteria del carcere di Opera e di altre liuterie presenti in diverse carceri italiane.
“Un programma culturale aperto e accessibile, per questo la quasi totalità degli eventi sarà gratuita – spiega Mazzucotelli – un programma stimolante, che produca cultura popolare. Vogliamo accogliere la fatica dei cambiamenti, ascoltare le paure e le apprensioni che il cambiamento genera. Vorremmo generare una comunità formata da molte identità che si intrecciano, come i due aironi presenti nel simbolo della rassegna, ma sotto lo stesso cielo. Due aironi che si stagliano tra le dune di un deserto dai colori metallici, immagine di ardue traversate, luogo di miraggi, dove affrontare i propri spettri, luogo, però, che è ecosistema vivo e dinamico. Il punto focale è la convivenza delle differenze. Vogliamo ragionare sul momento storico, attraverso testimonianze di persone che non si sono rassegnate, per trovare futuri possibili, nuovi modi per andare avanti”.
“ ‘Molte Fedi sotto lo stesso cielo’ è tra gli appuntamenti più emblematici della città – spiega Elena Carnevali, sindaca di Bergamo – Sinonimo di cultura come strumento di crescita, apprensione ed apprendimento. Grazie a tutti i soggetti che aiutano questa rassegna, che si diffonde nella città, ma anche nella Provincia. Voglio ringraziare Daniele Rocchetti, presidente Acli, e Mazzucotell, oltre che tutta la squadra delle Acli per il lavoro che svolgono in questo importante e stimolante cantiere culturale. La rassegna, dal 2007, è cresciuta, ha colto nel segno l’esigenza di comprendere delle persone. Serve poter avere gli strumenti per interpretare il presente, soprattutto in un periodo così complesso. Per farlo, è stato studiato un programma ricco, che coglie curiosità e necessità intellettuale, ma allo stesso tempo popolare, capace di accogliere diversi elementi”.
“Questo è un periodo di disorientamento, dove spesso le informazioni sono frammentate o superficiali. Serve approfondire per capire a fondo, una delle finalità della rassegna che sposa appieno il lavoro dell’Ateneo – spiega il professor Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo– La formazione dev’essere a tutto tondo, un aiuto per gli studenti ad affrontare le complessità della vita. L’ Università dev’essere luogo di insegnamento, ma anche di cittadinanza, al di là delle lezioni. Serve dare esempi, avere dei modelli di vita: questa l’importanza della rassegna. In particolare, trovo importante l’appuntamento del 23 ottobre, con il dialogo tra un padre palestinese e uno israeliano, padri di due bambine uccise una in un attentato e l’altra dalla pallottola di un soldato”.
“Bergamo è una delle città che detiene il primato per quanto riguarda le proposte dei progetti nel segmento della cultura- spiega Gianpiero Benigni, membro della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo – In particolare, la rassegna affronta temi complessi e divisivi con relatori che sanno presentare la tematica in maniera uniforme, attraverso dibattiti pacati e democratici. Una rassegna in grado di creare un importante grado di fidelizzazione del proprio pubblico nel corso del tempo. Un pubblico in continua crescita, interessato ai diversi focus proposti, sempre legati all’attualità”.
“Molte Fedi sotto lo stesso cielo”, giunta alla diciassettesima edizione, affronta il tema dei Passaggi, attraverso diverse sezioni” spiega Giuditta Zambaiti, del coordinamento della rassegna. “Vengono affrontati in particolare lo stato di salute della democrazia, ma anche l’importanza della Storia, come, ad esempio, nella conferenza del 4 novembre, con protagonista Saba Anglana, che affronta l’eredità del colonialismo italiano. Viene affrontato poi il rapporto tra le generazioni, la scoperta e l’approfondimento delle diverse fedi, il rapporto tra religione e pace (attraverso incontri con i rappresentanti dei monoteismi), il femminismo e il futuro del Cristianesimo. Presenti in programma anche spettacoli e concerti, come, tra gli altri, “Corvidae. Sguardi di specie” di Marta Cuscunà”.
Un programma vasto e articolato che vuole indicare un ideale passaggio, singolare e plurale, verso mondi nuovi.



