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Fiera di Sant’Alessandro, apertura anticipata a venerdì mattina: 175 le imprese presenti

Dal 6 all’8 settembre a Bergamo torna la rassegna dedicata al settore primario: niente bovini a causa della diffusione della Lingua blu. Sabato e domenica ingresso ridotto a 6 euro

Bergamo. Nel solco tracciato lungo dodici secoli di storia, da venerdì 6 a domenica 8 settembre a Bergamo torna l’attesa Fiera di Sant’Alessandro, rassegna regionale organizzata da Bergamo Fiera Nuova in collaborazione con Promoberg dedicata al settore primario, tra agricoltura, macchinari e tecnologie, zootecnia, equitazione e prodotti tipici.

La Fiera riaccende i riflettori su un settore fondamentale per l’economia, il lavoro e l’ambiente del nostro Paese e territorio, così come per la tutela, la sicurezza e l’alta qualità dei prodotti made in Italy e in Bergamo che imbandiscono le tavole di mezzo mondo. La rassegna è storicamente tra le più attese del settore e richiama ogni anno in città centinaia di imprese espositrici in rappresentanza della maggioranza delle regioni italiane, e migliaia di operatori e appassionati provenienti da tutta la Lombardia e in parte anche delle regioni limitrofe.

Rafforzato ulteriormente il format della rassegna, che alla ricca area espositiva abbina un nutrito calendario di eventi collaterali, tra cui diversi convegni e tavole rotonde con al centro alcune delle tematiche più discusse del settore. Qui il programma completo degli eventi.

La Fiera di Sant’Alessandro consente di fare il punto della situazione per una filiera che negli ultimi anni ha dovuto sempre di più fare i conti con il tema del cambiamento climatico, tra improvvisi nubifragi, grandinate e periodi di caldo torrido e siccità. A ciò si sono aggiunte periodiche problematiche di tipo sanitario per gli animali, come la peste suina e, notizia dei giorni scorsi, la lingua blu, malattia infettiva dei ruminanti, in particolare bovini e ovi-caprini, che ha indotto gli organi competenti regionali a bloccarne la movimentazione e la partecipazione a mostre e fiere in diverse province della Lombardia, inclusa quella di Bergamo.

La Fiera di Sant'Alessandro chiude in bellezza

La 21esima edizione al centro espositivo di via Lunga è stata presentata nel pomeriggio di oggi (mercoledì 4 settembre) nella sala giunta della Camera di Commercio di Bergamo.

“Stiamo parlando di una fiera che fa parte della storia di Bergamo e che ha il merito di coinvolgere operatori e famiglie – commenta Giovanni Zambonelli, vicepresidente Camera di commercio -. Il settore primario a Bergamo vuol dire oltre 5mila imprese, è un patrimonio importante di storia, tradizioni e competenze. Per la prima volta, dopo l’acquisizione nei mesi scorsi delle quote di Bergamo Fiera Nuova detenute dai privati, la Camera di Commercio partecipa alla FdSA nel ruolo di socio di maggioranza all’interno di una compagine totalmente pubblica (insieme a Comune e Provincia di Bergamo), il che ci porta a credere e impegnarci ancora di più nella manifestazione”.

Nonostante il ‘contrattempo’ dovuto alla Lingua blu, l’edizione 2024 occuperà comunque ben 40mila metri quadrati di superficie: 16mila al coperto (padiglioni A e B e Galleria centrale) i restanti in esterna, con aree dedicate in particolare all’equitazione e all’area cinofila. Coinvolto anche il centro congressi, teatro di importanti convegni e tavole rotonde su alcuni dei temi più caldi del settore.

“Con la Fiera di Sant’Alessandro torna in via Lunga l’evento per eccellenza di Bergamo dedicato al settore Primario e storicamente legato ai festeggiamenti del santo patrono della nostra città – dichiara Giuseppe Epinati, amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova, Spa proprietaria dell’immobile -. Il nostro polo fieristico è un’eccellenza del territorio, dotato di tutte le più innovative tecnologie e posizionato strategicamente sullo scacchiere della mobilità, con il plus del confinante aeroporto internazionale di Orio al Serio che collega la nostra città con oltre 140 destinazioni in tutta Europa, Medio Oriente e Nord Africa”.

“La Fiera di Bergamo è un patrimonio fondamentale per l’economia, lo sviluppo e la promozione del nostro territorio in Italia e nel mondo, in chiave economica e turistica – prosegue Epinati -. Lungo l’arco dell’anno abbiamo continuato ad operare per garantire la massima sicurezza a tutti gli utenti della Fiera e assicurare il rispetto delle normative, costantemente monitorate e gestite con tutte le competenze necessarie. Per citare solo gli ultimi interventi sulla struttura, dopo l’aggiornamento e l’implementazione dell’impianto di evacuazione effettuato lo scorso anno, si è aggiunto il revamping fotovoltaico in corso di ultimazione, con il quale abbiamo sostituito il vecchio impianto fotovoltaico oramai obsoleto con uno di ultima generazione, in linea con la produzione di energia pulita e sostenibile richiamata dall’Agenda 2030 dell’Onu”.

“Ora il principale obiettivo riguarda l’ampliamento degli spazi espositivi, con il raddoppio dei padiglioni – conclude l’amministratore unico -. Il progetto strategico commissionato a PwC Italia dimostra che tale intervento è indispensabile e imprescindibile. Sono in corso interlocuzioni e confronti con Regione Lombardia per definire al meglio la procedura da seguire in tema di Accordo di programma. Determinante e lungimirante in tal senso è stato l’acquisto da parte della Camera di Commercio di Bergamo delle compartecipazioni dei privati: ora, tutte le quote societarie di Bergamo Fiera Nuova sono in mano pubblica, e ciò favorirà l’accesso ai finanziamenti pubblici. Poi c’è il capitolo del nuovo collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio, per il quale abbiamo chiesto una fermata nei pressi della Fiera. Rfi ha detto che tecnicamente è possibile, ma restano incerti i tempi. Chiaro che il nostro impegno sarà massimo, è una infrastruttura troppo importante per la Fiera e per tutto il territorio”.

Complessivamente sono 175 le imprese presenti (il dato ‘paga’, come detto, l’impossibilità della partecipazione degli allevatori e commercianti di bovini e ovicaprini, in totale 15 realtà) in rappresentanza di 14 regioni italiane; 4 le imprese straniere (Austria, Croazia e Francia). Le realtà lombarde sono 135, con il tradizionale primato delle aziende targate Bergamo, ben 97.

Restando in Lombardia, sono 10 le provincie rappresentate; dopo quella di casa, seguono le province di Brescia (14 espositori), Lecco (6), Milano (4), Como e Cremona (3 a testa), MonzaBrianza, Sondrio, Lodi e Varese (due espositori a testa). Dopo la Lombardia, è il Veneto la regione più rappresentata, con 10 espositori; seguita dalla Puglia (6), dal Trentino-Alto Adige (4), dal Piemonte e dalla Toscana (3 espositori). Seguono poi, Campania ed Emila Romagna (2), Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Sardegna, Sicilia e Umbria (un espositore).

Le categorie merceologiche in esposizione sono una ventina, tra le quali svetta anche quest’anno il settore “Prodotti tipici e agro-alimentari” (il 42% delle imprese totali), seguito dai settori “Macchine agricole e attrezzature” (circa il 20%), “Equitazione e artigianato” e “Risparmio energetico ed energie rinnovabili” (entrambe oltre il 5%) a conferma del grande interesse del settore Primario verso i temi green. Attorno al 4% (cadauno) i settori “Abbigliamento tecnico” e “Prodotti per la casa”. Percentuali minori, ma sempre molto rappresentative, per i settori “Battesimo della sella e attività ludiche” (per coinvolgere i più piccoli); “Foraggi”, “Veicoli commerciali e automotive”, “Equidi” e, sempre in tema green, “Florovivaismo e riqualificazione del vere”.

La Fiera di Sant’Alessandro mette in vetrina anche centinaia di macchinari e attrezzature varie, molto ricercate dagli operatori professionali ma anche da un numero crescente di privati, interessati prevalentemente al giardinaggio e all’orticoltura.

“La Fiera di Sant’Alessandro segna da ben dodici secoli la storia del nostro territorio e per questo sentiamo forte la responsabilità di allestire al meglio la manifestazione – afferma Luciano Patelli, presidente di Promoberg, la società che gestisce il polo fieristico e congressuale di via Lunga -. Sin dalla chiusura dell’ultima edizione, ci siamo subito messi al lavoro per portare in fiera tutti i protagonisti del settore primario, con gli espositori, gli enti e le varie associazioni che arrivano da tutta Italia, con forti ricadute positive per la promozione del nostro territorio anche in chiave turistica e culturale. Quest’anno, a pochi giorni dall’apertura della manifestazione, è entrata a gamba tesa l’emergenza che ha bloccato bovini e ovicaprini. Vista la tradizione e la storia del settore per il nostro territorio, ci spiace tantissimo, sia per le imprese coinvolte che per il pubblico; ma la rassegna offre tantissimo altro ancora, su oltre 40mila metri quadrati di superficie. Sono certo che anche questa edizione sarà produttiva per gli operatori e soddisferà e saprà emozionare il tanto pubblico atteso. Il preventivato raddoppio degli spazi espositivi e la possibile realizzazione di una fermata ferroviaria davanti alla fiera, sono due notizie che, se realizzate, sarebbero straordinarie per la nostra attività: per diverse fiere, anche in prospettiva futura, abbiamo bisogno di più spazio, così come l’avere un collegamento ferroviario diretto ci consentirebbe di agevolare moltissimo le imprese e gli utenti delle nostre manifestazioni”.

Tra le novità principali, oltre la già citata assenza di ovini e caprini a causa del provvedimento preso da Regione Lombardia lo scorso 26 agosto per la diffusione della Lingua blu, figurano l’apertura anticipata alle 9 di venerdì mattina (rispetto alla tradizionale apertura nel pomeriggio) con la conferma dell’ingresso gratuito per tutta la giornata e la riduzione del costo del ticket nelle giornate di sabato e domenica (da 10 a 6 euro) proprio come segnale di sostegno alle imprese dopo le difficoltà legate alla diffusione della malattia.

Vi è infine lo spostamento della sede e delle date del concorso internazionale Cavallo Purosangue Arabo a Bergamo. L’evento evento organizzato da Promoberg sarà allestito per la sua 12esima edizione al centro ippico “La Rosa Bianca” di Zanica nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 settembre. Lo spostamento si è reso necessario per la sopraggiunta concomitanza di un altro evento di rilievo mondiale. Il concorso si arricchisce inoltre di un’ulteriore gara di rilievo internazionale, in programma domenica 15 settembre, con il prestigioso Egyptian Event Europe 2024 – Specific Origin Show.

“Se si fa rete, Bergamo non è seconda a nessuno: la Fiera di Sant’Alessandro è un esempio perfetto in tal senso – osserva l’ad di Promoberg Davide Lenarduzzi -. Non parliamo solo di spazi e iniziative ma soprattutto di passione, competenze, iniziative, innovazioni, tradizioni ed emozioni che fanno crescere e fare la differenza, per un territorio che è tra i più importanti a livello non solo nazionale”.

“Mi occupo della FdSA da 20 anni, è stata la prima fiera che ho seguito arrivato a Bergamo, è parte di me – sottolinea Carlo Conte, project manager per Promoberg della Fiera di Sant’Alessandro -. È un punto di riferimento per il settore, grazie a sinergie e collaborazioni di altissimo profilo, che chiamano in causa imprese, istituzioni, associazioni. Ogni anno il primo settore è alle prese con emergenze varie, è accaduto anche questa volta; ma anche quest’anno, forse più che mai, l’unione ha fatto la forza, la fiera non deluderà le aspettative”.

“Pur in un contesto molto complicato, portiamo in fiera oltre 20 imprese e due convegni dedicati a temi di grande attualità – aggiunge Gabriele Borella, presidente Coldiretti Bergamo -. Il nostro impegno è massimo per sostenere e promuovere le nostre imprese”.

“Apprezziamo e condividiamo i grandi sforzi compiuti per allestire al meglio una fiera che rappresenta un punto di riferimento per il settore – chiude Enzo Ferrazzoli, direttore Confagricoltura Bergamo -. Così come facciamo con le nostre imprese, non mancherà il nostro sostegno alla manifestazione”.