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Quando i film parlano tra loro del sottile filo conduttore che unisce la vita con la morte

Struggente senza essere retorico, poetico, sentito e vero, Vermiglio è il migliore dei film italiani visti fino ad ora. Fa il paio con Familia, di Francesco Costabile. Un’opera importante sul tema della violenza domestica

Venezia. Non sono i curatori a trovare temi in comune e a selezionare di conseguenza i film. Sono i film selezionati a parlarsi tra di loro trovando, spesso a sorpresa, analogie e rimandi tematici.
L’ottantunesima Mostra del Cinema di Venezia ha superato la sua prima settimana all’insegna del sottile filo conduttore che unisce la vita con la morte.

In Nonostante, film che ha aperto la sezione Orizzonti (quella dedicata al cinema più lontano dalle produzioni tradizionali) Valerio Mastandrea è un’anima in attesa di passare oltre. Vaga
nell’ospedale insieme agli altri ospiti. Questa comunità osserva i propri corpi in coma e attende di sapere il proprio destino innamorandosi e intrattenendosi con canti e gite. Lo stesso confine con
l’aldilà è stato varcato, in chiave ironica, da Beetlejuice Beetlejuice. La nuova opera di Tim Burton che torna al cinema dopo il flop di Dumbo facendo un sequel (che sa di remake) del suo secondo film datato 1988. L’emozionante Maria, film del cileno Pablo Larraín chiude una trilogia iniziata con Jackiee continuata con Spencer dedicata alle donne di potere in lotta con il proprio cognome.

Qui abbiamo Maria contro Callas. Angelina Jolie interpreta la cantante nell’ultima settimana di vita, anche lei sulla soglia alla ricerca della voce perduta.
Tracciano dei legami forti anche i film sulla maternità e sulla famiglia. Vermigliodi Maura Delpero è un film potentissimo, sulla scia di Ermanno Olmi. Parlato tutto in dialetto, il film segue un maestro di scuola e i suoi figli nel 1944 nel paese di Vermiglio. Tommaso Ragno lo interpreta con grande competenza, dà forma a un uomo colto che istruisce le nuove e le vecchie generazioni. Il cuore del film sono però le sue tre figlie. Giovani e piene di desideri, di amori che dovranno trovare la loro strada nonostante le difficoltà che impone la società di un’Italia all’inizio del suo cambiamento.

Struggente senza essere retorico, poetico, sentito e vero, Vermiglio è il migliore dei film italiani visti fino ad ora. Fa il paio con Familia, di Francesco Costabile. Un’opera importante sul tema della violenza domestica a cui sfugge di tanto in tanto di mano la carica emotiva, a volte così spinta da risultare artificiosa. Tratto da una storia vera, è un film perfetto per alimentare la discussione sul tema.

In un’edizione fatta da titoli lunghissimi come il favorito per il Leone D’Oro The Brutalist, dalla durata fiume di 3 ore e 35 minuti, non mancano le serie TV presentate fuori concorso. In attesa di
vedere M – Il figlio del secolo, tratto dal romanzo di Antonio Scurati su Mussolini, si è potuto ammirare Disclaimer, la nuova fatica di Alfonso Cuarón. Una serie composta da 7 episodi presentata in due parti e senza dubbio una delle cose migliori che si potranno vedere in televisione nei prossimi mesi. Con una fotografia incantevole e una regia virtuosa, la serie intreccia la vita di
una scrittrice con un uomo in lutto e un passato misterioso carico di erotismo. C’è la seduzione anche nel deludente Babygirl con Nicole Kidman nei panni di una potente donna a capo di una
multinazionale che si lascia sedurre da uno stagista per realizzare le sue fantasie. Senza riuscire mai a trovare un tono convincente, il film non affascina e non fa progredire lo sguardo del cinema
sulle figure femminili. Un’occasione persa.

Tra i film attesissimi al Lido di Venezia figura Joker: Folie à Deux, seguito del film Leone D’Oro nel 2019 e Queer, di Luca Guadagnino. Una mostra del cinema caratterizzata da una alta qualità dei film presentati, con una media leggermente più alta rispetto alle scorse edizioni, ancora però alla ricerca del capolavoro.