La crisi
|Autotrasporti, crollo verticale dei lavoratori: in cinque anni giù del 35%
L’indagine della Cgia sul settore, in calo le aziende specializzate. Marco Sala (Filt-Cgil Bergamo): “Numeri preoccupanti, la questione salariale esiste anche qui”
Tra il calo delle aziende specializzate e il crollo verticale del numero di lavoratori coinvolti, la crisi degli autotrasporti viaggia lungo tutta l’Italia e arriva fino a Bergamo. I numeri che arrivano dall’ultima indagine sul settore realizzata dalla Cgia sono preoccupanti, e interessano anche isole una volta felici come la nostra provincia, dove il ricambio generazionale degli autisti va (per usare un eufemismo) molto a rilento.
I dati non lasciano spazio alle interpretazioni: negli ultimi dieci anni in Lombardia le imprese dell’autotrasporto sono passate da 15.733 a 12.174, per un calo del -22,62% ancora più netto del dato nazionale, che si attesta sul -20,84%. Prendendo come base le 1.768 aziende specializzate con sede in provincia di Bergamo stimate all’ultima rilevazione disponibile (gennaio 2021) e traslando il dato regionale, si può dunque ipotizzare come il numero di società del settore attive oggi nel territorio orobico sia di poco superiore alle 1.500 unità.
Ancora più allarmanti, tuttavia, sono i dati relativi al numero di autisti, che in Italia negli ultimi cinque anni sono diminuiti addirittura del 35%. Dal 2019 ad oggi, infatti, si è “perso” oltre un titolare della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) su tre, con il numero di autisti attivi che è passato da 1,2 milioni a meno di 770 mila. A pesare in particolare modo il crollo numerico, mediamente del 45-50%, nelle fasce demografiche tra i 30 e i 54 anni. Lo studio evidenzia inoltre come, rispetto allo stock attuale, gli over 50 siano poco più di 412 mila, pari al 53,7% del totale: è dunque prevedibile ritenere che fra 10 anni la stragrande maggioranza di questi lavoratori uscirà dal mercato del lavoro per raggiunti limiti di età.
Ma se nel prossimo futuro un autista su due lascerà la guida professionale, che futuro si può ipotizzare per un settore chiave per la consegna delle merci in Italia, dove si stima manchino all’appello almeno 22 mila guidatori?
“La carenza di personale è ormai lamentata da tempo dalle aziende del territorio – spiega Marco Sala, segretario generale della Filt-Cgil Bergamo -. Una volta in tanti, subito dopo il periodo di leva militare, puntavano alla professione di autista, all’epoca molto remunerativa. Oggi il settore è cambiato anche in termini retributivi: la questione salariale esiste anche qui, e tanti giovani alla ricerca di un impiego si chiedono se valga la pena puntare su un lavoro indubbiamente faticoso. La risposta la si può trovare in questi numeri preoccupanti”.
Per cercare di fare fronte comune contro il problema occupazionale, sindacati e aziende del settore hanno istituito un ente bilaterale che vede tra i suoi attori protagonisti anche la FAI (Federazione Autotrasportatori Italiani) di Bergamo. Tra i vari progetti, anche la possibilità di conseguire gratuitamente la patente di guida, oltre a un contratto a tempo indeterminato.
“Durante i sei mesi necessari per ottenere la patente, i neoassunti vengono impiegati in altre mansioni in azienda – precisa Giacomo Ricciardi, segretario delle Uil Trasporti di Bergamo -. Si tratta di un’occasione indubbiamente interessante ma che per ora ha avuto pochissime adesioni, perlopiù da parte di lavoratori stranieri: non tanto per lo stipendio, che comunque resta interessante, quanto per il fatto che oggi tanti giovani puntano ad altro, aspirando ad un lavoro più tranquillo”.


