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Tanti abitanti di Terno li hanno fermati per abbracciarli e cercare di sostenerli. Gli stessi che hanno lasciato altri fiori, lumini e lettere sul muretto divenuto un altarino per la 33enne morta accoltellata

Terno d’Isola. Un vaso di rose bianche. L’ultimo regalo per la sua Sharon, Sergio gliel’ha portato dove non avrebbe mai voluto: sul luogo dove è stata uccisa. Il giorno dopo l’arresto di Moussa Sangare, reo confesso per l’omicidio della 33enne di Terno d’Isola, Sergio Ruocco è tornato sul luogo del delitto. Il 37enne ha raggiunto via Castegnate intorno alle 9 di mattina accompagnato da Mariateresa Previtali, madre della vittima, e insieme a lei ha posato i fiori di fronte al muretto divenuto un altarino.

“Dopo un mese di incertezza la notizia finalmente mi ha dato un po’ di sollievo, perché cancella tutte le insinuazioni dette su di noi”, aveva detto Ruocco dopo aver appreso del fermo del presunto omicida.

“La mia vita è cambiata per sempre, nulla mi potrà ridare Sharon e i bei momenti passati insieme, manterrò vivo il suo ricordo sempre e so che mi aiuterà a proseguire la mia vita”, aveva aggiunto prima di ringraziare “i carabinieri e la procura di Bergamo per la competenza e la tenacia che ci hanno dimostrato, oltre a coloro che con la loro testimonianza hanno permesso di giungere al risultato”.

Dopo un attimo di raccoglimento, sabato mattina l’elettricista è stato ricevuto da don Angelo Giudici, il parroco di Terno che aveva conosciuto a inizio anno durante il corso pre-matrimoniale con la sua compagna, che sognava un giorno di sposare. Il sacerdote ha espresso a lui e alla madre di Sharon un messaggio di conforto in questo momento difficile.

Così come i tanti abitanti del paese che li hanno fermati per abbracciarli e cercare di sostenerli. Gli stessi che hanno lasciato altri fiori, lumini e lettere sul muretto per Sharon in cui la frase più ricorrente è “Finalmente giustizia è stata fatta”.

Nel frattempo Luigi Scudieri, legale della famiglia Verzeni esprime il disappunto per alcune voci delle ultime ore: “Ho sentito parlare di ‘raptus improvviso’, di ‘scatto d’ira’ e assenza di premeditazione, ma stando alle informazioni rese pubbliche, il signor Moussa Sangare sarebbe uscito dalla propria casa di Suisio con ben quattro coltelli di significative dimensioni e prima di uccidere Sharon a Terno d’Isola ha avuto tutto il tempo di minacciare anche altre due persone, che farebbero bene a farsi avanti”.

Infine una considerazione sui dubbi sollevati dall’avvocato del 31enne, Giacomo Maj, sulla salute mentale del suo assistito: “Mi ha molto stupito, inoltre, che si sia parlato di ‘verosimile incapacità’ subito dopo il fermo, prima ancora di un esame completo di tutti gli atti di indagine e del pieno completamento degli accertamenti investigativi”.