Terno d'Isola
|Omicidio Sharon, la confessione di Sangare: “Ho visto questa ragazza guardare le stelle e ho sentito un feeling”
Emergono altri dettagli della confessione dell’assasino della giovane. Il 30enne, ora in carcere: “Avevo visto altre persone, ma le ho scartate. E prima di colpirla le ho chiesto scusa per quello che le stavo facendo”
Terno d’Isola. L’ha scelta perché ha sentito un “feeling”, una sensazione. Questa la motivazione di Moussa Sangare, il trentenne fermato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo per l’omicidio di Sharon Verzeni, ora rinchiuso in carcere a Bergamo. Della confessione resa agli inquirenti, dopo un interrogatorio lungo, nel quale il giovane si è contraddetto più volte, emergono nuovi dettagli: “Avevo visto altre persone, ma le le ho scartate. Poi questa ragazza che camminava guardando le stelle e ascoltando la musica e dentro di me ho sentito un “feeling”.
Uscito dalla sua casa occupata di Suisio un’ora prima del delitto con un coltello con la volontà di colpire una qualsiasi persona, ha raggiunto Terno d’Isola. Lungo il tragitto ha minacciato prima due ragazzini, uno dei quali indossava una maglietta del Manchester, e poi si è imbattuto in Sharon che percorreva via Castegnate. In bicicletta, ha raggiunto piazza VII Martiri, ha svolttao e l’ha sorpresa alle spalle.
L’ha afferrata ad una spalla e, prima di colpirla, le ha detto: “Scusa per quello che sta per succedere”. Poi, secondo il racconto reso alle forze dell’ordine, l’ha accoltellata da dietro verso il petto, mirando al cuore. Ma la lama è tornata indietro, colpendo forse una costola e, mentre Sharon tentava di liberarsi del suo aggressore, l’ha colpita con tre pugnalate, che si sono rivelate mortali, alla schiena. Sharon avrebbe risposto solo con un’unica parola, ripetuta tre volte. “Perché, perché, perché”.






