Sharon, ritratto dell’uomo che ha confessato l’omicidio tra video rap e maltrattamenti in famiglia: “Salutava col gesto della pace”
Le parole di un vicino di casa e di un giovane che racconta di avere visto Moussa “Moses” Sangare nella piazza del paese qualche sera prima dell’arresto: “Mi ha salutato come se nulla fosse”
Suisio. Un ragazzo “tranquillo”, lo descrivono i più. Che quando salutava, lo faceva “con il gesto della pace”. “Nulla – ripetono – nulla”, poteva far pensare che dietro quella calma apparente potesse celarsi un violento “impulso di uccidere”, come lo hanno definito gli inquirenti. Lo stesso impulso che avrebbe preso il sopravvento la notte tra il 29 e 30 luglio scorsi a Terno d’Isola, condannando a morte la povera Sharon Verzeni, incrociata casualmente per strada in via Castegnate e uccisa con quattro coltellate. Quattro come i coltelli che Moussa “Moses” Sangare, 30enne cittadino italiano con origini africane, disoccupato, si era portato dietro da casa quella notte.
Non tutti, però, lo descrivono così pacifico. Il locale dove viveva il presunto omicida è stato sequestrato dalla Procura di Bergamo. Un piccolo locale sotto l’abitazione della sorella in via San Giuliano a Suisio. Un vicino di casa, ad esempio, racconta con tono di voce esasperato le condotte del ragazzo fermato dai carabinieri: tra urla improvvise nella notte, uso di sostanze stupefacenti (al momento non confermato dagli inquirenti) e i sospetti su un incendio scoppiato qualche tempo fa nella palazzina.
Che il ragazzo, probabilmente, fosse solo all’apparenza pacifico lo conferma il fatto che fosse già stato denunciato per maltrattamenti proprio nei confronti della sorella, in passato minacciata con un coltello. Prima di uccidere Sharon – hanno rivelato ancora gli inquirenti – avrebbe minacciato con un coltello anche due ragazzini minorenni.
Una personalità tutta da approfondire, quella di Moses Sangare. Sui social, le foto e le frasi dell’icona pacifista John Lennon. A casa – come riporta il Corriere della Sera – una sagoma usata come bersaglio per coltelli. Il presunto killer di Sharon Verzeni era conosciuto soprattutto per avere girato qualche anno fa un video rap musicale di discreto successo, tant’è che sempre sui social si trovano alcune sue foto in compagnia di rapper famosi.
“In paese lo conosciamo per quella canzone – racconta Andrea R., 17 anni -. Ho visto Moses qualche sera fa vicino alla piazza del paese. Era in giro da solo, con la sua bici”. Particolari che – ripetuti ora che conosciamo la storia – mettono i brividi, visto che sarebbe proprio Sangare il fantomatico “uomo in bici” ripreso dalle telecamere a Terno d’Isola e alla quale sono risaliti gli investigatori dopo un mese di incessanti ricerche.
“Mi ha salutato come se nulla fosse – aggiunge Andrea -. Lo conoscevo perché sua madre era la cuoca dell’asilo. Se non sbaglio Moses aveva fatto anche l’animatore del Cre. Sembrava un bravo ragazzo, simpatico – conclude -. Non so cosa può essergli saltato in testa”.










