Fiera di Sant’Alessandro, niente bovini: mostre zootecniche sospese a causa della lingua blu
Le indicazioni di Regione Lombardia non consentono esposizioni di animali: saltano 15 espositori. L’infezione non è contagiosa per gli esseri umani
Bergamo. Lingua blu, alla Fiera di Sant’Alessandro non ci saranno animali.
Da venerdì 6 a domenica 8 settembre alla Fiera di Bergamo sarà di scena l’attesa rassegna regionale – organizzata da Bergamo Fiera Nuova in collaborazione con Promoberg – dedicata al settore Primario, tra agricoltura, macchinari e tecnologie, zootecnia, equitazione e prodotti tipici.
Il settore primario, oltre a dover fare i conti con le condizioni meteo (dai violenti nubifragi alle siccità che mettono a dura prova i raccolti), devono affrontare problematiche di tipo sanitario, come la Lingua blu, una malattia infettiva – non contagiosa per gli esseri umani – dei ruminanti, in particolare animali della specie bovina e ovi-caprina.
Gli organizzatori della Fiera si sono allineati con le indicazioni di Regione Lombardia dello scorso 26 agosto – ovvero, “non consentire mostre, esposizioni, fiere e mercati di animali delle specie sensibili a BT nelle provincie interessate da focolai confermati di BT e in quelle comprese nelle zone infette (alla data del provvedimento: Lecco, Como, Bergamo, Monza e Brianza e Pavia)” –annullando le tante iniziative che anche quest’anno vedevano protagonisti gli animali, a partire dalla storica rassegna zootecnica che ha il suo apice nell’incoronazione delle regine di razza bovina.
I capi bovini che avrebbero animato la Fiera erano circa 220, con 15 espositori (11 bovini, 4 ovicaprini) di cui 2 da fuori provincia (uno dal Lecchese e uno dal Cremasco). I capi di bestiame avrebbero occupato i 1.700 metri quadri delle tensostrutture allestite sull’area esterna del padiglione B.
La Fiera di Sant’Alessandro occuperà comunque circa 35.000 metri quadri (oltre 15.000 tra i due padiglioni e la galleria centrale al coperto, i restanti in area esterna).
Storicamente la filiera zootecnica italiana è al top a livello internazionale in tema di qualità, trasparenza e controlli. La decisione, viste le tempistiche a ridosso della manifestazione, comporta indubbiamente un notevole sforzo organizzativo aggiuntivo, ma è stata presa a tutela della salute degli animali e dell’operatività delle aziende della filiera coinvolte.
Gli organizzatori, affiancati dai partner (in primis le associazioni di categoria e Ats Bergamo), confermando il pieno sostegno alle imprese espositrici e alle autorità competenti e pur con pochissimo tempo a disposizione, stanno cercando di individuare nuovi eventi collaterali (tra cui convegni e tavole rotonde) in linea con il format della rassegna.


