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Sostenibilità, qualità della vita e “smart tourism”: la città di Bergamo tra vent’anni secondo l’IA

L’intelligenza artificiale delinea un ipotetico scenario futuro del capoluogo: cambiamento climatico e invecchiamento della popolazione le due sfide principali

Bergamo. Immaginare il capoluogo tra vent’anni, uno scenario possibile entro il 2044: la fantasia di ogni cittadino cerca di concepire i probabili sviluppi della sua città, tenendo ben a mente i temi che caratterizzano la realtà attuale di Bergamo.

Ma per ipotizzare un futuro realizzabile da qui a due decenni è possibile anche utilizzare uno strumento di ultima generazione, una tecnologia che permette di prevedere un ipotetico futuro a breve termine della Città dei Mille: l’intelligenza artificiale. Ed ecco che, ponendo alcune semplici domande al software ChatGPT – gratuito ed accessibile a chiunque -, emerge un quadro per alcuni aspetti scontato per altri sorprendente.

Come l’IA stessa ammette senza mezzi termini (sarebbe stato strano il contrario), prevedere il futuro di una città come Bergamo è complesso: lo scenario immaginato è formato da ipotesi basate su tendenze attuali, piani urbanistici e sviluppi tecnologici.

Cardine dello sviluppo del capoluogo in ambito urbanistico sarebbe così la rigenerazione urbana, con la ristrutturazione di aree industriali dismesse e il potenziamento di spazi pubblici verdi. Ma anche la realizzazione di nuovi quartieri residenziali sostenibili, con edifici a basso impatto ambientale.

Bergamo potrebbe presto diventare una “smart city” a tutti gli effetti, con l’implementazione di tecnologie avanzate per la gestione del traffico, l’illuminazione pubblica, e la raccolta dei rifiuti. Sensori e sistemi automatizzati potrebbero rendere la città più efficiente e vivibile.

Nella mobilità la risposta è chiara: la rete del trasporto pubblico non potrà che prendere sempre più la strada della sostenibilità, con un potenziamento della flotta elettrica e un’estensione delle piste ciclabili. Alcune aree del centro potrebbero venir ulteriormente pedonalizzate, migliorando la qualità della vita e riducendo l’inquinamento. Un tema che si ricollega a quello del verde urbano, i cui spazi potrebbero aumentare con nuovi giardini verticali: l’integrazione di tetti verdi e pareti vegetali potrebbe contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare il microclima.

Bergamo potrebbe diventare un hub per l’innovazione tecnologica e la ricerca, una città attrattiva per startup e aziende del settore tech. L’università e i centri di ricerca proseguiranno la strada intrapresa di stretta collaborazione con le imprese locali.

Ma a svilupparsi sarà anche la comunità stessa che abita la città: maggiore attenzione sarà sempre più rivolta all’inclusione sociale e alla coesione della comunità, favorendo l’integrazione delle diverse etnie e dei gruppi sociali. Miglioramenti in ambito sanitario, educativo e culturale mireranno all’innalzamento generale della qualità della vita dei residenti.

Secondo l’intelligenza artificiale le due sfide principali che Bergamo dovrà affrontare nei prossimi vent’anni, già oggi presenti, sono il cambiamento climatico, in cui la resilienza urbana potrebbe essere il tema centrale, e l’invecchiamento della popolazione: la città si troverà a dover gestire una popolazione sempre più anziana, con la necessità di adeguare i servizi sociali e sanitari.

L’IA delinea uno scenario in cui sostenibilità, progresso tecnologico e attenzione alla qualità della vita dei suoi abitanti porteranno a Bergamo a non fermare la sua crescita e ad affermarsi sempre più come polo culturale e di innovazione.

Il turismo in Città Alta

Uno dei temi più scottanti del futuro a breve termine di Bergamo è l’evoluzione del turismo in Città Alta. L’intelligenza artificiale, interrogata sulle possibili modalità per affrontare le sfide che si profilano all’orizzonte, evidenzia le potenzialità del centro storico del capoluogo ma anche la necessità di rispondere adeguatamente ai grandi problemi del nostro presente.

 

piazza vecchia, turisti, città alta, turismo La piazza antistante il Duomo di Bergamo in Città Alta

 

In primis la necessità (e la previsione) di crescenti investimenti per la conservazione e per il restauro degli edifici storici, necessari per continuare ad accrescere l’attrattività della città come destinazione culturale.

Il capitolo chiave è tuttavia quello legato alla gestione del turismo di massa: l’IA ipotizza l’applicazione di politiche sostenibili che limitino il suo impatto, come l’introduzione di misure per controllare il numero di visitatori nei periodi più ‘caldi’, la promozione di modalità di visita più sostenibili e l’incentivazione dell’uso di mezzi di trasporto ecologici. Un tema che si ricollega ad un equilibrio da ritrovare tra le esigenze dei residenti in Città Alta e dei turisti, con la protezione della vivibilità del quartiere.

Ma il turismo cittadino potrebbe anche giovare dell’adozione di nuove tecnologie che arricchirebbe l’offerta ai visitatori: ad esempio, la realtà aumentata e virtuale potrebbe offrire visite guidate immersive e approfondimenti storici inediti. La città potrebbe prendere anche in questo ambito la direzione dello “smart tourism”, con l’uso di big data e intelligenza artificiale per gestire i flussi turistici e ottimizzare i servizi.

La riqualificazione della Stazione

Un intervento che trasformerà il volto della città è la riqualificazione della Stazione, che porterà l’hub del capoluogo ad essere uno scalo ferroviario di riferimento per l’intera regione. L’opera modificherà l’aspetto dell’area intorno a piazzale Marconi, cercando di migliorarne anche la sicurezza. Ma sarà davvero così?

Secondo l’IA il successo del progetto dipende da diversi fattori, come l’architettura urbana (ad esempio, il miglioramento dell’illuminazione e la creazione di aree verdi) e la rivitalizzazione economica, con l’inserimento di nuove attività pubbliche e commerciali.

 

Ecco come sarà la nuova stazione di Bergamo Il rendering della nuova Stazione di Bergamo

 

Ma il miglioramento della sicurezza passerà soprattutto attraverso l’integrazione di sistemi di videosorveglianza e di tecnologie smart, che tuttavia, per essere efficaci, dovranno essere accompagnate da una presenza fisica costante nelle vie più a rischio.

 

militari in stazione a Bergamo Militari dell'operazione Strade Sicure in Stazione a Bergamo

 

Ma le situazioni di disagio nascono da questioni sociali ampie che non possono essere sottovalutate: marginalizzazione, disoccupazione, mancanza di servizi. Per ridurre il crimine potrebbero dunque essere necessari investimenti in servizi sociali, programmi di reintegrazione e attività comunitarie. Un altro fattore chiave è individuato da ChatGPT nel coinvolgimento dei residenti, cruciale nel processo di riqualificazione.