Piste ciclabili, Bergamo comune virtuoso ma ancora distante dalle città del Nord Europa
Il 2024 è stato designato come Anno europeo della bicicletta. La rete del capoluogo orobico sfiora i 94 chilometri: un modello nel bel paese che si situa ancora lontano dalla realtà in alcune capitali settentrionali come Helsinki e Amsterdam
Bergamo. Più di 28 chilometri di corsie ciclabili, circa 15 di percorsi immersi nel verde, per un totale complessivo che sfiora i 94 chilometri (forte dei percorsi sia pedonali che ciclabili). Sono solo alcuni dei numeri che raccontano l’imponente rete ciclabile che invade la città di Bergamo.
Come riportato sul portale comunale Bergamo in Bicicletta, i dati disponibili (al 31 dicembre 2023) evidenziano come per ogni residente nel capoluogo ci siano 0,77 metri lineari di percorsi ciclabili (93.930 metri per 121.952 abitanti). Da Redona a Borgo Palazzo, passando per Città Alta e arrivando fino a Campagnola: la rete ciclabile attraversa letteralmente tutta la città, con un notevole ampliamento che si è verificato dopo il 2012, quando l’amministrazione comunale iniziò ad affrontare i temi della mobilità dolce, commissionando uno specifico studio dal titolo “Analisi e proposte per la rete ciclabile comunale”.
Sulla base dei risultati dello studio nel 2015 venne poi approvato il BiciPlan, aggiornato nel settembre del 2022 con le nuove previsioni e con gli indirizzi espressi da Palazzo Frizzoni nell’ambito della mobilità sostenibile. Un piano che mirava ad approfondire la domanda di ciclabilità e la valutazione delle criticità dei percorsi ciclabili esistenti, una pianificazione della rete ciclabile urbana tramite individuazione di Direttrici prioritarie di sviluppo del sistema ciclabile e catalogazione dei tracciati ciclabili, ma anche l’individuazione e la proposta degli interventi necessari, a livello di studio di prefattibilità.
Negli anni attorno alla rete è venuto a crearsi un universo di servizi a sostegno degli spostamenti in bicicletta per le vie della città: dalle velostazioni (in piazzale Marconi e all’ospedale Papa Giovanni, inaugurate nell’ambito del progetto BiCity Bergamo) alle rastrelliere (nel 2021 sono state installate 95 nuove rastrelliere portabiciclette per 570 nuovi posti dislocati nei vari quartieri cittadini, portando il numero totale a 271 con 2.805 posti, 23 ogni 1.000 abitanti), passando naturalmente per il moderno e sostenibile servizio di bike sharing BiGi, gestito da nextbike e implementato da Atb.
Il paragone con l’Europa
I numeri della città di Bergamo sono sicuramente significativi, ma seppur rappresentano un”anomalia’ positiva sul territorio nazionale, si scontrano con le statistiche che si registrano nel resto d’Europa, in particolare negli Stati settentrionali.
Un dossier pubblicato nel novembre 2022 dal titolo “Non è un Paese per bici” – redatto da Clean Cities, Fiab, Kyoto Club e Legambiente – denunciava come in Italia sarebbero serviti circa 16mila chilometri di ciclabili in più (rispetto ai dati, riferiti al 2020) per colmare il gap con gli altri Paesi del vecchio continente. Una differenza notevole, che per essere colmata non può che chiamare a grandi investimenti (si parlava di circa 3,2 miliardi di euro fino al 2030).
Uno dei 20 nuovi totem informativi installati sulle piste ciclabili di Bergamo dal 2022Bergamo si situava nella parte alta della graduatoria dei capoluoghi provinciali (ben al di sopra della media nazionale di 2,8 km), che classificava le città in base alla media di chilometri di piste ciclabili per diecimila abitanti (nel caso della città dei Mille, 4,6 km), e addirittura al quarto posto – dopo Mantova, Padova e Brescia – per chilometri di piste esistenti per chilometro quadrato (138,2).
Numeri tuttavia molto lontani anni da quelli che venivano registrati in alcune grandi città del Nord Europa, tra le quali Helsinki (Finlandia) e Gent (Belgio, entrambe 20 km/10mila abitanti), Amsterdam (14 km) e Copenaghen (8km). Le classifiche redate rappresentano un riflesso solamente parziale di quella che è l’effettiva realtà: le città sono chiaramente diverse tra di loro per dimensione e numero di abitanti e i parametri utilizzati possono in alcuni casi risultare fuorvianti.
Il 2024 è stato designato come Anno europeo della bicicletta dal Parlamento Europeo, un’iniziativa che mira a promuovere l’uso delle biciclette come mezzo di trasporto sostenibile e migliorare la mobilità ciclistica nei Paesi membri. L’obiettivo – anche tramite l’approvazione del Piano Cycling strategy – è quello di raddoppiare il numero di chilometri percorsi in bicicletta in Europa entro il 2030, oltre che ridurre il più possibile le emissioni di CO2 legate ai trasporti.
Vedremo se l’Italia e Bergamo (nonostante sia già riconosciuto come comune virtuoso e bike friendly) si sapranno dimostrare all’altezza.


