Stazione, in corso la progettazione esecutiva: a dicembre 2026 la chiusura della prima tranche di lavori
L’ammodernamento dello scalo ferroviario è l’intervento cardine del grande piano di riqualificazione di Porta Sud: il cantiere porterà l’hub del capoluogo ad essere un punto di riferimento per l’intera regione
Bergamo. Un’altra grande opera infrastrutturale che nel giro di tre anni trasformerà il volto della città, modificando l’aspetto di una delle aree più attenzionate negli ultimi mesi sul lato sicurezza. La prima tranche dei lavori alla stazione di Bergamo si dovrebbe chiudere entro dicembre 2026, nell’ambito del grande investimento che porterà l’hub del capoluogo ad essere uno scalo ferroviario di riferimento per l’intera regione.
L’ammodernamento della stazione è l’intervento cardine del grande progetto di riqualificazione di Porta Sud, con l’approvazione nel novembre 2023 del piano definitivo da parte della Conferenza dei Servizi avviata ad aprile 2023. Un intervento resosi necessario anche visto il notevole incremento dei passeggeri (da 38mila a 70mila) che le diverse operazioni attualmente in corso porteranno all’hub di Bergamo: dal raddoppio della tratta Bergamo-Ponte San Pietro al treno per Orio, passando per la nuova linea T2 che collegherà il capoluogo con Villa d’Almè.
Una delle aree più frequentate della città attraverserà dunque una vera e propria rivoluzione, con grandi cambiamenti nella viabilità e il grande obiettivo di riconnettere due parti del tessuto urbano che in questo momento si trovano separate dallo scalo ferroviario.
Ad aprile Rfi, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, ha aggiudicato la gara per la progettazione esecutiva (attualmente ancora in corso) al raggruppamento di imprese costituito da Vitali Spa e Francesco Comune Costruzioni, vincitori di un appalto dal valore di oltre 100 milioni di euro.
Il cantiere porterà alla costruzione di un nuovo edificio destinato ad ospitare le funzioni principali della stazione, che sorgerà nell’area ad est delle storico Fabbricato Viaggiatori, rimasto fuori dal progetto. Nell’area ad ovest verrà invece realizzata la piattaforma di “scavalco urbano”, che fornirà le infrastrutture necessarie per la connessione ciclo-pedonale con gli spazi urbani circostanti e dove vedranno luce degli spazi commerciali.
Il progetto, con la consulenza dell’architetto Cino Zucchi, prevede un allargamento degli spazi dello scalo ferroviario e la copertura delle banchine. Come noto, sarà eliminato il sottopasso verso via Gavazzeni e sostituito nelle funzioni da tre collegamenti Nord-Sud: due elementi di scavalco del sedime ferroviario sorgeranno ai lati dell’attuale fabbricato, mentre la terza direttrice è rappresentata da un landbridge progettato per collegare via Fantoni al polo scolastico di via Europa e dal quale ci si collegherà poi a un nuovo parco ad est dello scalo di oltre 25mila metri quadrati e da esso alla nuova ciclopedonale che si snoderà fino al quartiere di Boccaleone.
Sul lato ambientale verranno inseriti 35mila metri quadrati di verde e il 100% degli impianti sarà alimentato a energia elettrica rinnovabile, evitando il ricorso a fonti fossili. Di questi, il 61% sarà autoprodotto localmente tramite pannelli fotovoltaici, pompe di calore e sistemi idronici, la restante parte acquistata con certificazione d’origine.

La nuova stazione dei bus traslocherà dall’attuale collocazione verso Sud, in un’area collegata alla nuova via Gavazzeni che attraverserà il vecchio scalo ferroviario dove verrà inoltre realizzato un nuovo parcheggio di attestazione, una struttura interamente interrata a servizio sia degli utenti delle stazioni che del centro cittadino.
I lavori sono stati avviati lo scorso 5 febbraio e la conclusione della prima fase è individuabile entro fine dicembre 2026. Il completamento degli interventi è previsto solamente nel 2027.
L’intervento sulla stazione di Bergamo era stato inserito nel Pnrr con un finanziamento di 50 milioni di euro. Contributo che è tuttavia venuto meno alla fine dello scorso anno: l’aggiornamento del Contratto di Programma che Mit e Rfi stanno predisponendo dovrebbe includere anche le risorse che andranno a coprire il ‘buco’. Il costo complessivo del progetto si attesta a circa 85 milioni di euro.







