Goletta dei Laghi, i tre punti monitorati nel Sebino non superano l’esame
La campagna di Legambiente sulla salute delle acque ha bocciato la foce del fiume Oglio e il canale presso il Bar delle Rose a Costa Volpino e la foce del Borlezza a Castro
Sebino.La foce del fiume Oglio e il canale presso la spiaggia dell’ex Bar delle Rose a Costa Volpino e la foce del Borlezza a Castro non hanno superato l’esame della Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente che da diciannove edizioni monitora lo stato delle acque dei bacini lacustri italiani.
Sei i punti monitorati lo scorso luglio sulle sponde del lago d’Iseo, tre dei quali su quella bergamasca e tutti sono risultati “fortemente inquinati”, con un’elevata quantità di enterococchi intestinali e/o escherichia coli. Lo scorso anno gli stessi punti erano invece stati promossi a pieni voti.
“In generale si è verificato un peggioramento, probabilmente dovuto alle forti piogge, che ha condizionato il risultato finale”, scrivono in un comunicato stampa gli esperti di Legambiente.
Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi e torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, indice della presenza di scarichi abusivi o di un insufficiente sistema di depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano a lago. Il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o dove il rischio d’inquinamento è più elevato.
In particolare, i tecnici si sono soffermati sull’inquinamento microbiologico, gli scarichi abusivi, la perdita di biodiversità, il turismo, la fragilità di coste e falesie, le speculazioni edilizie, la raccolta dei rifiuti. Per verificare lo stato di salute dei laghi sono stati prelevati campioni in diversi punti considerati sensibili sia per l’elevata attività antropica che per la l’affluenza di scarichi nel bacino, spesso segnalati dai cittadini tramite il servizio *SOS Goletta. Le provette di acqua sono state sottoposte ad analisi microbiologiche.
“Si tratta di un campionamento puntuale, nei punti più critici, che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma
restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni”, precisano da Legambiente.
Un plauso per la differenziazione dei rifiuti
Il passaggio di Goletta in Lombardia è stata anche l’occasione per far il punto sulla gestione della raccolta dei rifiuti sui laghi. Un tema, quello della corretta differenziazione e dello smaltimento, che si ripercuote anche sulla qualità delle acque soprattutto per quanto riguarda il contenimento della plastica, tra micro e macro frammenti, che finisce nei laghi sia direttamente, per l’inciviltà di turisti e residenti, sia attraverso il sistema fognario non in grado di trattenere e intercettare i frammenti più sottili.
Con una media del 74% di raccolta differenziata – dati Arpa 2022 – 8.200 tonnellate di rifiuti non differenziati, un residuo secco medio pari a 136 kg abitante/anno e due soli comuni nella classifica regionale di Comuni Ricicloni (con meno di 75kg abitante anno di secco non riciclabile), il Sebino ha ben imboccato la strada della
corretta gestione dei rifiuti urbani.
A guidare la classifica il piccolo comune di Solto Collina con una raccolta differenziata pari all’86% e un residuo secco non differenziato di 65 kg abitante/anno, seguito da Castro con oltre l’85% e 63 kg abitante/anno. Un primato che mette questi due comuni nella classifica di Comuni Ricicloni Lombardia. Appena sopra la soglia di imposta dalla normativa anche Predore con il 69%. Solo Parzanicanon raggiunge la soglia del 65% attestandosi al 43% e un pro capite di residuo secco di 283 Kg abitante/anno.



